Cronache del Tempo Segreto Libro 1 Capitolo 1

IL FIGLIO DEL CORSARO

PROLOGO: UNA STORIA

Questa è una storia. Queste sono molte storie.

Un racconto di oscure avventure e di intricati misteri.

Dia gloria ed onore.

Di amore e morte.

Ho, in questo libro e nei successivi, riletto i miei appunti, riscritto il diario del mio amico Jutanas, uno dei protagonisti, raccolto informazioni su questi anni.

Non chiedetevi chi io sia, ne come io abbia potuto raccogliere questo materiale.

Ma tutto quello che è accaduto, non deve essere dimenticato…

Che il velo del tempo si squarci, e ci lasci leggere le

CRONACHE DEL TEMPO SEGRETO

IL FIGLIO DEL CORSARO

Il vessillo dei Von Zarovich venne ammainato dal pennone dell'Indomabile per l'ultima volta. La morte, per mano nemica, del capitano Dron Von Zarovich, corsaro al soldo della Sword Coast, era stata rapida, ma non priva di conseguenze. Il giovane Zladav, infatti, piangeva sommessamente sul pontile riservato alla nave che era stata di suo padre, nel porto di Neverwinter.

Una mano gli si posò sulla spalla: il maestro Alexander, comandante dei paladini di Neverwinter, gli sorrise. “Puoi venire da noi, nel monastero. Lì avrai sempre a disposizione un letto ed un pasto caldo.” Detto questo, il paladino si allontanò. Zladav sospirò. Sua madre era stata una chierica di Tyr, almeno così gli avevano detto, ma era morta dandolo alla luce dieci anni prima. Perché ora doveva essere il tempio di Paladine a dargli una mano?

“Hai un'altra possibilità”. La voce, femminile, proveniva da una figura incappucciata, poco distante.

“Quale ?” chiese il ragazzo.

“Vorresti diventare un forte guerriero, ancora più di tuo padre? Allora seguimi.”

Il giovane Zladav raccolse il sacco contenente le sue poche cose e seguì la misteriosa donna.

Così, dal 513 al 520 Zladav venne addestrato alle arti della guerra da questa oscura figura.

Gli anni trascorsero rapidi, tra lezioni di spada e di lotta, oltre ad insegnamenti di autocontrollo. La donna, in tutti quegli anni, non si era mai mostrata al giovane senza cappuccio, facendosi chiamare semplicemente Signora. Gli allenamenti si tennero in una casa al margine di Neverwinter, al riparo da sguardi indiscreti.

Un mattino, mentre Zladav stava uscendo, per recarsi nel bosco ad allenarsi, la donna lo fermò.

“Ho un incarico da affidarti, discepolo. Lungo la strada che conduce a Waterdeep, esiste una grande villa. E’ il manicomio del dottor Daclaud Heinfroth, meglio noto come dottor Dominiani. Egli è un pericoloso vampiro, nemico della luce e delle cose buone. Devi ucciderlo. Ormai sei pronto. E’ la tua prova finale.”

Zladav guardò la donna allibito. Mai si sarebbe aspettato una simile richiesta. Ma non voleva deludere la sua benefattrice. Prese la spada ed uscì.

Raggiungere il manicomio fu abbastanza semplice. Il giovane Von Zarovich sfondò la porta di ingresso e lanciò la sua sfida al dottor Dominiani.

“Fatti vedere, mostro. Non ti temo!”

“Non ti conosco, giovane guerriero. Cosa ho fatto per meritare la tua ira?”

“Sei una spregevole creatura della notte, e morirai per questo.” Detto ciò Zladav saltò in avanti, cercando di trafiggere il dottore, il quale si spostò di lato all'ultimo, per trasformarsi in pipistrello e fuggire via.

Il guerriero iniziò a cercarlo per tutta la villa, fino a raggiungere lo studio privato del dottore. Una statua raffigurante un uomo dall'aspetto fiero, ma crudele, si trovava in un angolo. Esaminando la statua, Zladav notò che sembrava celasse una botola. Ma come aprirla? Per meglio esaminare il basamento, il giovane si inchinò davanti alla scultura, la quale iniziò a scorrere di lato, rivelando un passaggio segreto!

“La prima dote di un eroe è la fortuna” disse il guerriero, calandosi nella botola.

L'eroe raggiunse una stanza circolare, al cui centro si trovava una bara.

“Sei nel mio regno” disse una voce. “Qui sei in mio potere”.

Zladav si buttò d'istinto a lato, evitando il colpo sferrato dal vampiro, ma si accorse che così facendo si era ritrovato con le spalle al muro.

Raccogliendo tutte le sue forze, si lanciò contro il vampiro, buttandolo a terra. La lama della spada era ormai prossima a tagliare la gola alla creatura della notte.

Un guizzo. Un colpo di lama e la malvagia creatura non esisteva più…

Zladav si rialzò, pulì la spada e stava per riporla nel fodero, quando notò uno strano medaglione al collo dell'uomo. Una mano con un occhio sul palmo.

Non sapeva cosa significasse, ma suo padre l'aveva avvertito: era un simbolo del male.

“Era un traditore”, disse una voce dietro di lui. “Meritava una lezione.”

Il giovane si girò. La sua insegnante era lì, dietro di lui.

La donna sorrise

“Ora che Dominiani è morto, Diraq mi ricompenserà. E ti accoglierà tra le fila degli adoratori del Sussurrato”

A quel punto, Zladav comprese di essere stato ingannato. Quella donna se ne era servito per i suoi loschi scopi. Poteva trarne vantaggio? Poteva forse davvero rinnegare la sua fede per quella di una qualche oscura divinità? No, non avrebbe potuto disonorare così la memoria di suo padre.

Si mise a correre. Sempre più forte. Verso il tempio di Paladine… per fare ciò che avrebbe dovuto fare anni prima…