Autore: David M. Ewalt

Ecco, se c’è un libro che riesce a trasmettere la passione dell’autore per il Gioco di Ruolo, nello specifico per Dungeons & Dragons, questo è “Of Dice and Men” di David Ewalt, uno degli editor della prestigiosa rivista Forbes.

In 16 appassionati capitoli, Ewalt imbastisce una narrazione su più livelli, mischiando la sua esperienza con il gioco, la sua esperienza di gioco e la storia del gioco, in un tutt'uno senza soluzione di continuità, ma con l’eleganza del giornalista navigato, capace di tenere il lettore incollato al testo.

Da un certo punto di vista, il libro può essere considerato un riassunto breve della monumentale opera di Peterson (di cui abbiamo già parlato qui), pur tagliando su quelle che sono all'apparenza delle inezie ma sono in realtà passi importanti. Se letto con l’intenzione di scoprire la storia che sta dietro alla nascita di Dungeons & Dragons, il libro fa il suo dovere, ma ce ne sono di migliori.

Più interessante è leggere la storia personale dell’autore, dall'abbandono dei GdR al tempo dell’università sino al ritorno dell’antico amore, arrivando forse ad essere una passione eccessiva, si potrebbe dire quasi morbosa se non fosse per il tono leggero ed al contempo consapevole con cui l’autore analizza la sua “dipendenza”. Una storia come tante, forse, ma proprio per questo interessante.

Ewalt si dimostra un fine conoscitore di GdR ed un appassionato dai gusti difficili, ma conscio di rappresentare solo uno spettro del mondo dei giocatori, in un’assenza di sudditanza che raggiunge l’apice nella rappresentazione della sua delusione nel giocare una partita diretta da Gygax jr, in cui scopre di non apprezzare lo stile puramente Gygaxiano di D&D ed ammettendo che il suo interesse è più per lo stile Hickmaniano, ma senza per questo denigrare chi non la pensa come lui (e questo molti siti/blog/forum dovrebbero impararlo).

Un libro leggero, con un capitolo centrale (Why We Play) che è un’ode al Gioco Intelligente. Da leggere, di sicuro.