In un elegante appartamento in Oscars gate a Oslo, tre coppie si riuniscono per cena in una serata di inizio inverno. Tutti gli ospiti hanno tra i 40 e i 50 anni, e cinque di loro si conoscono sin dall’infanzia. È un’occasione speciale, perché finalmente la pandemia è finita, dopo averli tenuti lontani per molto tempo.
Mentre la serata inizia con piacevoli e superficiali conversazioni intorno al tavolo, cominciano a percepire che le cose non sono più come prima. I cambiamenti nelle loro vite influenzano il modo in cui si relazionano agli altri, e la comunità che un tempo condividevano non è più la stessa.
Con il passare della serata emergono rivelazioni e episodi traumatici del passato, che creano conflitti tra gli amici. La tensione cresce intorno al tavolo, raggiungendo un climax che nessuno avrebbe potuto immaginare all’inizio della serata.
Negli ultimi 12 anni ho lavorato presso Døves Media come fotografo e editor. In precedenza, ho trascorso 12 anni nell’industria teatrale, dove ho avuto il piacere di collaborare a stretto contatto con diversi registi. Durante questo periodo, è iniziato a germogliare in me un sogno: quello di poter un giorno dirigere personalmente.
Dopo un infortunio che mi ha costretto a diversi mesi di malattia, si è aperto il tempo e lo spazio per esplorare più a fondo questo sogno. Nel 2018 ho iniziato a scrivere e, nel 2023, il mio sogno è finalmente diventato realtà grazie a Døves Media, che ha creduto in me. Ho avuto l’opportunità di dirigere il progetto cinematografico “Salt & Pepper”, un’esperienza incredibilmente entusiasmante.
Attraverso questo progetto ho imparato tantissimo da tutti i partecipanti e ho acquisito un grande rispetto per il loro lavoro artistico e tecnico. Osservare l’intero processo dall’inizio alla fine è stata un’esperienza straordinaria. Grazie di cuore!
La mia esperienza dimostra che, in contesti artistici come questo, possono sorgere sfide legate alle differenze culturali. Con “Salt & Pepper”, ero consapevole che tutti i coinvolti avrebbero dovuto usare la lingua dei segni, senza la presenza di un interprete. Poter comunicare direttamente tra di noi rappresenta un grande vantaggio in progetti di questo tipo, perché porta a una comprensione migliore. Se la comunicazione tra tutte le parti artistiche coinvolte non funziona al meglio, le ambizioni rischiano di ridursi. Fortunatamente, nel progetto “Salt & Pepper” non è stato così.
Con Mehlum, sceneggiatore e regista