Il titolo originario del racconto è Campagna contro i briganti e appare sulla rivista “L’Illustrazione Italiana”, nel 1936. L’edizione definitiva è del 1958 e non presenta stravolgimenti di particolare rilievo. L’azione è incentrata sull’ultima fase del brigantaggio, tra 1863 e 1864. La provincia di Foggia, al pari di altre zone meridionali, era stata teatro di tragici e cruenti scontri tra soldati e briganti, estesi dalle parti pianeggianti a quelle montuose.
I protagonisti del racconto sono di fantasia, ma perfettamente verosimili. In esso lo scrittore si ispira ad una delle tante cacce al brigante che segnano il periodo, complicate da un territorio nel quale i ribelli si muovevano a proprio agio, mentre i soldati italiani erano costretti a confrontarsi con luoghi impervi e sconosciuti, circondati da diffidenza o aperta ostilità.Al termine di queste operazioni belliche, che avevano richiesto un ingente schieramento di truppe regolari, erano caduti o erano stati resi inoffensivi, uno dopo l’altro, i vari capi, ponendo termine agli scontri. [...]
[rif. francescogiuliani.net]
Adattamenti
1952 – Il brigante di Tacca del Lupo, regia di Pietro Germi
Volume I: Dio ti salvi
Volume II: La miseria viene in barca
Volume III: Mondo vecchio sempre nuovo
Lazzaro Scacerni, nominato erede da Mazzacorati, un capitano dell'esercito napoleonico in Russia, tornato in Italia si costruisce un mulino. Sposa Dosolina e conserva con difficoltà i suoi beni. Il figlio Giuseppe, detto Coniglio Mannaro, riesce ad ampliare, non sempre con metodi leciti, la proprietà paterna. Il figlio di Giuseppe, Lazzarino, raggiunto Garibaldi, muore a Mentana. Dopo una violenta inondazione Coniglio impazzisce e finisce in manicomio. La moglie Cecilia supera mille avversità per mantenere la famiglia. Il figlio Princivalle, per difendere la sorella Berta, uccide con un pugno un giovane vicino. Un altro figlio di Cecilia, Giovanni si sposa e adotta un trovatello che morirà sul Piave nel 1918 e sarà l'ultimo Lazzaro Scacerni.
Adattamenti
1949 – Il mulino del Po, regia di Alberto Lattuada (volume III).
1963 – Il mulino del Po, regia di Sandro Bolchi (volume I).
1971 – Il mulino del Po, regia di Sandro Bolchi (volume II e III).