Pubblicato per la prima volta nel 1886, "Il bacio d'una morta" fu il caso letterario dell'anno (oltre 500.000 copie vendute) insieme a "Cuore" di Edmondo De Amicis. In una Firenze notturna da romanzo dell'orrore e poi a Parigi si svolge questa celebre trama che è una sorta di summa del romanzo d'appendice pervaso da atmosfere gotiche: Alfonso arriva dalla sorella Clara che sa essere in pericolo e scopre che è già morta. Si china sulla bara per un ultimo saluto ma sente, inequivocabile, il respiro. Clara, salvata da morte orribile, inizia a raccontare al fratello la sua tormentata vicenda: dall'amore per il conte fedifrago, alle tresche della crudele danzatrice creola.
Adattamenti
1949 – Il bacio di una morta, regia di Guido Brignone
Adattamenti
1950 – La figlia del mendicante, regia di Carlo Campogalliani
La mezzanotte era ribattuta a tutti gli orologi della città, quando Maria, la bella guantaia di Porta Vittoria, si decise chiudere il suo negozio. Aveva fatto così tardi, perchè era l'ultimo giorno di carnevale e gli avventori non erano mancati. Maria appariva stanca, abbattuta. I suoi grandi occhi azzurri, lieti e brillanti, si mostravano leggermente velati; i capelli finissimi castani, le cadevano in disordine sul collo e sulla fronte; le guancie aveva pallide, la piccola bocca sorridente, un po' scolorita.
Adattamenti
1955 – La trovatella di Milano, regia di Giorgio Capitani