Tutti gli appassionati di running avranno visitato almeno una volta il sito di Roberto Albanesi, ingegnere che si occupa da anni di well-being, ossia “la scienza che abbinando una corretta visione della vita, una continua attività fisica e una sana alimentazione vuole portare chi la segue a un benessere duraturo”. Tra le tantissime nozioni legate al mondo della salute e della “corsa come stile di vita”, ce n’è una che suscita particolare curiosità tra chi si avvicina per la prima volta al mondo del running. Albanesi infatti, da buon ingegnere, ha cercato di calcolare numericamente una condizione atletica “minima” per stabilire lo stato di salute di una persona.
Dal sito Albanesi.it :
Il test del moribondo è un test che ho inventato nel 2002 stanco di affermazioni di persone che si ritenevano sportive anche se, magari a 30 anni, riuscivano a correre a malapena 5 km in 35′. Certo, la vita di una persona non cambia se si passa da 4’50″/km a 4’45″/km, come non cambia tanto il conto in banca se prendo 3.000 euro di stipendio o ne prendo 3.100, ma sicuramente se prendo 600 euro di stipendio mensile posso solo illudermi di essere benestante. Analogamente, una persona sana ed efficiente deve essere in grado di avere una certa prestazione sui 10 km.
Molti sono coloro che praticano regolarmente un’attività fisica. Grazie allo sport siamo in grado di migliorare il controllo del nostro corpo e la forza di volontà. Poiché ogni sport richiede fatica, per superarla impariamo a comandare la nostra psiche e, indirettamente, diventiamo più forti non solo fisicamente, ma anche psichicamente. D’altra parte è innegabile che
chi fa sport è più attivo, dinamico e ha una visione in genere più positiva della vita.
Chi non ha un corpo preparato vive la propria vita come un vecchio. Certo può essere una scelta, ma se si stanca facilmente dovrà rinunciare a tante cose e la sua giornata si accorcerà e perderà molte opportunità. Per fare le cose che si amano occorre investire energie e se il corpo non ci supporta non riusciremo ad amarle abbastanza.
Un celebre studio dell’Università di Harvard su 17.000 allievi seguiti dal 1916 al 1950 ha mostrato come la curva di rischio cardiovascolare diminuisca all’aumentare dell’esercizio fisico praticato fino ad avere un minimo con 6-8 ore settimanali; all’aumentare dell’attività fisica il rischio di morte torna leggermente a salire. Molto probabilmente chi va in palestra un paio di volte alla settimana (magari solo per permettersi qualche brioche in più) incomincerà ad avere dei dubbi sulla reale efficacia del suo modo di fare sport.
Per poter definire un test che sia valido per tutti occorre considerare il sesso e l’età. Moltissimi test della fisiologia sportiva sono troppo “difficili” per poter essere rivolti anche al sedentario. Dall’esperienza acquisita ho scoperto che un banalissimo test distrugge le illusioni di efficienza fisica di moltissimi sedentari, senza che possano appellarsi all’età o al sesso. Infatti viene facilmente superato sia da donne sia da anziani purché in buona forma.
Facendo riferimento all’età biologica del soggetto, si scopre che la differenza fra i sessi si traduce in una differenza di performance sufficientemente piccola da non poter essere utilizzata come alibi (una donna con età biologica inferiore ai 60 anni deve essere in grado di superare il test!).
Proprio perché non ci sono scuse, l’ho chiamato test del moribondo. Il nome deriva dal fatto che chi non lo supera ha già un piede e mezzo nella fossa e sarebbe opportuno che corresse ai ripari.
Provate a percorrere dieci chilometri (eventualmente usando tratti di cammino, se non riuscite a correre per tutta la distanza).
Se ci impiegate più di un’ora avete fallito il test.
Molti giovani ci riusciranno anche senza allenamento, ma la percentuale diminuirà drasticamente con l’età; probabilmente molti sedentari allo scadere dell’ora avranno di poco superato la metà. Visto che un atleta a cinquant’anni per percorrere dieci chilometri impiega solo qualche minuto in più di quando era nel fiore dell’età, vuol dire che mediamente ci si lascia andare molto più del dovuto: invece di non fare nulla e correre metaforicamente verso la fine, fate qualcosa e correte verso la vita!