Parliamo della Nuova Tecnica di Allenamento Nuoto USRPT. Premettiamo subito che è già qualche anno che se ne parla e per gli addetti ai lavori questo tipo di allenamento non è affatto "nuovo".
Addirittura pare che sia stato il grandissimo Castagnetti a teorizzare il sistema di allenamento ad andatura di gara. Ma vediamo come interpretano il concetto gli allenatori statunitensi.
La Tecnica di Allenamento Nuoto USRPT (ultra short race pace training - alla lettera allenamento a ritmo di gara su distanza brevissima) è un programma sviluppato dal dottor Dr. Bent S. Rushall. Gli allenatori statunitensi sottolineano che non è un sistema basato su una teoria ma su una serie di risultati pratici.
Lavori brevi intervallati da recuperi con tempi stringenti che i nuotatori DEVONO rispettare. Chi si allena con l'USRPT non può riposare per più di 23 secondi durante le serie. Allenarsi su intervalli così brevi permetterebbe al corpo di mantenere un basso livello di lattato nel sangue e in contemporanea un alto livello di glicogeno nei muscoli.
Lo schema neuromuscolare
L'allenamento tradizionale del nuoto esaurisce i livelli di glicogeno e,come risultato, ostacola o addirittura previene l'apprendimento neurale necessario ad una prestazione di elevata qualità. La tecnica di allenamento nuoto USRPT dovrebbe porre rimedio a questo.
Tempi di recupero più brevi
Con recuperi più brevi il corpo dovrebbe essere in grado di compensare il debito di ossigeno che si è accumulato e ripristinare il sistema corporeo di produzione dell'energia in un tempo relativamente breve.
Il termine "a passo di gara" si basa sulla scoperta, neanche troppo recente, che il modo migliore di allenare il corpo in una specifica attività (specialmente se complessa) è di replicare i gesti di quella attività nel modo più simile possibile a quelli che saranno utilizzati poi in competizione.
Questo è conosciuto come il principio di specificità. Con questo principio in mente gli allenatori dell'USRPT progettano le serie di allenamento con un'andatura molto specifica (diciamo i 100m a Stile) che dovrebbe permettere al nuotatore di sviluppare un'istintiva sensibilità e comprensione per quella specifica gara (in questo caso i 100m a Stile) - allenando allo stesso specifico scopo il sistema di produzione di energia del corpo. Pare che gli allenatori statunitensi considerino inestimabili i progressi ottenuti da questo allenamento neuromuscolare.
Veniamo ad un esempio pratico. Una serie di 50 x 25 m con un tempo prefissato di 12.5 e un recupero di 30 secondi.
Una serie del genere non è pensata perché un nuotatore debba completare tutte e 50 le ripetute!
Dopo che l'organismo si è adattato alla serie (dopo circa 5 ripetute) se il nuotatore nuota una ripetuta in 13.0 secondi è da considerare un fallimento. Quindi l'atleta salterà i due successivi 25 m e si unirà di nuovo alla serie finché non fallirà ancora (si dirà che ha "fallito la serie" - ossia andato oltre al tempo stabilito per due o tre volte)
Quali effetti ha un set come questo
una serie USRPT come quella esemplificata nel paragrafo precedente, produce un effetto di allenamento specifico e, grazie all'alto numero di ripetizioni, abitua il corpo al passo e alla tecnica necessari per parziali di 12.5 secondi. Diciamo che una serie del genere potrebbe essere adatta per un nuotatore con un tempo sui 100 m Farfalla a 51 secondi.
Un errore da non fare: ricordatii che qualche vasca a passo di gara e un sacco di recupero NON è un allenamento USRPT. Programmi di allenamento ibridi, sostengono gli allenatori non produrranno gli stessi risultati di un vero allenamento USRPT "puro".
Quali atleti dovrebbero usare l'USRPT?
Si crede che l'USRPT sia un metodo adatto solo agli scattisti di livello nazionale e oltre. Non è affatto vero. Siccome è un metodo di allenamento costruito sul principio di specificità, può essere utilizzato per allenare sia i 50 che i 1500 m. Il programma USRPT per i 50 è completamente diverso da quello per i 1500, ma il principio è lo stesso.
Nonostante pare non ci siano pubblicazioni accessibili al "grande pubblico" c'è chi sostiene possa essere inutile da un punto di vista programmatico.
Il primo a teorizzare l'allenamento ad andatura di gara dovrebbe essere stato Castagnetti che, in alcuni casi, faceva lavorare gli atleti per la grande maggioranza del tempo alle andature che avrebbero dovuto tenere in gara (leggermente diverso rispetto all'USRPT statunitense, se non sbaglio). Così avrebbe favorito la coordinazione specifica della gara obiettivo ed evitato che la tecnica venisse disturbata da assetti diversi da quelli necessari.
Ovvio che i km si fanno lo stesso, infatti la tecnica va allenata (inclusa quella di partenze e virate). Ma il programma che utilizzano i tecnici italiano dovrebbe essere quello di nuotare il più possibile all'andatura da gara, rispettando gli obiettivi metabolici della giornata, e per il resto esercizi di tecnica o defaticamento.
Insomma, i vantaggi di nuotare a passo di gara sembrerebbero palesi. Allenare il nuotatore a utilizzare la stessa meccanica dei movimenti che userà in gara, braccia, respirazione, rollìo, battuta di gambe. Gli stessi meccanismi fisiologici dell'organismo si abitueranno a lavorare ad un livello adatto alla competizione.
La popolarità di questa Tecnica di Allenamento Nuoto USRPT sta aumentando in tutto i lmondo. Uno dei nuotatori più famosi ad utilizzare questa tecnica è Michael Andrew.
(Fonte Articolo By Swimmershop)