Redazione
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.52 - Settembre 2026]
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Riflessioni a margine del RIFFF a Botricello
La Semina della Bellezza e il Coraggio della Tenacia
La cultura non è un ornamento superfluo né un lusso riservato a pochi eletti.
Essa rappresenta la sola forza capace di nobilitare l'animo umano, di riscattare una terra e di allargare gli orizzonti del pensiero.
Quando una comunità apre le proprie porte all'arte, al cinema e al confronto delle idee, compie un atto di autentica rigenerazione civile.
Per questa ragione ho creduto fin dal principio nel valore di portare a Botricello un respiro artistico internazionale, sostenendo in prima persona e con convinzione questa iniziativa, affinché il nostro paese potesse vivere un'opportunità di fecondo incontro con la bellezza.
Per il secondo anno consecutivo, la nostra comunità è stata teatro del Roma International Fashion Film Festival, una kermesse di alto profilo che fonde narrazione cinematografica, linguaggi visivi contemporanei e riflessione sociale.
Il merito principale di questa impresa appartiene al regista Massimo Ivan Falsetta, figlio illustre di questa terra.
Autore rigoroso e prolifico, formatosi alla scuola di grandi maestri e forte di una carriera costellata da decine di riconoscimenti prestigiosi sia in Italia sia all'estero — tra cui affermazioni a festival internazionali come Chicago e Manchester, oltre a importanti produzioni che hanno diretto interpreti di primo piano del panorama cinematografico —, Falsetta ha scelto di non dimenticare le proprie radici.
Massimo ha deciso di reinvestire il proprio talento e le proprie relazioni professionali nel luogo d'origine, compiendo un gesto di generosità culturale che merita la nostra più sentita stima.
A lui - che definisco Ivan il coraggioso - desidero rivolgere, anzitutto come parroco di questa comunità, un esplicito e caloroso incoraggiamento a non cedere allo scoraggiamento.
La storia della cultura e la parabola della vita ci insegnano che ogni grande opera nasce sempre dal piccolo, da una matrice fragile e persino attraverso l'amarezza di riscontri iniziali apparentemente tiepidi.
Nulla di ciò che è duraturo germoglia senza fatica.
Solo la perseveranza instancabile e la fede incrollabile nel valore di ciò che si dona permettono a un piccolo seme di trasformarsi, con il tempo, in un albero solido e accogliente.
Devi continuare a lottare, Massimo, per il progresso di Botricello, perché il fine ultimo di un'opera d'arte è aprire varchi di speranza, e questa tenacia, prima o poi, troverà la sua piena ricompensa.
Accanto all'elogio dell'iniziativa, tuttavia, la sincerità mi impone un sussulto di dispiacere.
Registro con profonda amarezza la scarsa presenza fisica e la 'distrazione' di molti concittadini botricellesi a questi appuntamenti.
Quando le poltrone restano vuote dinanzi a ospiti di rilievo, al talento giovanile e al dibattito civile, a uscire sconfitta non è l'organizzazione, ma l'anima stessa del nostro paese.
Rivolgo perciò un appello delicato ma fermo alla coscienza dei miei compaesani.
Non possiamo limitarci a lamentare l'immobilità o l'isolamento dei nostri territori se poi disertiamo le occasioni vive di crescita intellettuale che ci vengono offerte gratuitamente sulla soglia di casa.
La cultura richiede l'ascolto e la presenza viva di chi la abita.
Mi auguro che la cittadinanza sappia destarsi dal torpore dell'abitudine, imparando ad accogliere e ad amare queste scintille di riscatto, perché una comunità comincia a morire quando smette di nutrire la propria mente.
don Rosario