Redazione
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.52 - Settembre 2026]
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In questo numero 52 del nostro giornale, dedicato al futuro della terra e all'esaurimento delle risorse, non possiamo restare sulle teorie. Dobbiamo guardare a quello che succede ogni giorno nei campi e nei paesi tra le province di Catanzaro e Crotone, fino alle campagne che circondano la nostra Botricello e la fascia ionica.
Chi lavora la terra o vive nei nostri borghi conosce bene la realtà: l'acqua non è più una certezza scontata e il suolo soffre. Durante i mesi estivi, le lunghe secche e la pressione sulle riserve idriche mettono a dura prova l'agricoltura locale — dagli uliveti secolari agli agrumeti, fino alle coltivazioni orticole che garantiscono il pane quotidiano a tante famiglie. Vedere i corsi d'acqua in sofferenza, le falde impoverite e le condotte idriche rurali che perdono goccia a goccia il loro bene più prezioso non è una previsione lontana: è la condizione concreta con cui i nostri agricoltori fanno i conti ogni mattina.
Ma accanto alle difficoltà, sul nostro territorio ci sono storie di resistenza e di intelligenza pratica che meritano di essere raccontate. Diversi giovani agricoltori e piccole aziende locali, tra la costa e le zone collinari, stanno cercando di invertire la rotta. Si investe sempre di più nell'irrigazione di precisione a goccia per non sprecare nemmeno un litro d'acqua, si riscoprono sementi tradizionali più adatte al nostro clima e si torna alla cura del terreno per evitare che il suolo si impoverisca e si trasformi in polvere.
Queste scelte ci dimostrano che difendere le risorse naturali non significa fermare il lavoro o il progresso, ma imparare a produrre con intelligenza e rispetto. Quando un coltivatore protegge la salute del proprio terreno e rispetta le riserve d'acqua della zona, non sta salvando solo la propria azienda: sta custodendo il futuro di tutta la comunità. La partita vera per la nostra terra si gioca proprio qui: nell'imparare a proteggere ciò che ci tiene in vita prima che sia troppo tardi.