di Giuseppe Parisi
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.50 - Art. 25 Luglio 2026]
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CRESCENZIO D'AMBROSIO
UN VULCANO 'DINTA 'U CORI'
Prima della quiete serale, la fievole luce traccia il perimetro del vulcano.
Quello per antonomasia:il Vesuvio.
Frontale appare nella sua maestosa appartenenza e rigore:il territorio di Napoli.
Non è uno scugnizzo,non è un guitto,non è un attore a rappresentarlo con dedizione e rispetto,ma un 'POETA POSTUMO': Crescenzio D'Ambrosio.
È vivo, grazie a Dio,e opera a vari livelli; è un artista, diciamo, di varie procedure artistiche e di metriche diverse e disparate.
È un 'pescatore' di forme strane, stralunate, irregolari, spezzate.
Li rigenera e li plasma come un meccanico delle forme e li riutilizza con uno sguardo poeticoe trasversale.
D'Ambrosio è così mobile e inaffondabile perché ad un materiale ri-trovato gli fornisce vita e poesia.
Ad un San Gennaro plasticamente accomodato dalla chiesa cattolica, lui gli cambia il volto.
È quello di Totò, altro santo nel territorio napoletano.
Questo generare paradossi o liturgie laiche senza rabbia, ma per devozione, sempre, l'ha fatto anche per il Vesuvio.
Tra le sue opere merita molta attenzione perché ne ha fatto un campione dell'indissolubile racconto di una terra.
Quindi, sarà un Vesuvio colorato, annerito, plastificato, legnoso e sarà anche 'birbante', irriverente, decostruito con aggiunte varie.
D'Ambrosio da` così al suo amato tronco di cono un viaggio poetico che sconfina in una 'metallurgia delle forme' per la sua mobilità di visione e di racconto.
Eh già, quando si chiede ad un artista di dare forme chiuse e precise, lui stesso scrolla le spalle e si cimenta e pronuncia un avverbio fatidico: mai.
Mai il + e il -, ma vedrò cosa potrò eseguire.
Come un sacerdote avvia pratiche sciamaniche, come un taumaturgo recita formule di guarigione, il campano lancia strali al Vesuvio e lo fa con rispetto.
Come un novello TERMINATOR, ricompatta il suo sguardo visivo e 'sto Vulcano lo colora, lo fascia neanche fosse un lattante.
Povero Totò, povero Vesuvio, povero San Gennaro: un creatore di forme vi vuole tutti con sé.
Nel suo pensiero, s'intende e non basta dirlo, disegna per voi un cuore rosso alla Pompeo Batoni e passionista e distrattamente amichevole.
Crescenzio, quindi, un cre-scente divulgatore di rapidi sussulti emotivi.
Lo fa da campione e da tenero 'assaltatore'di usi e costumi lontani nel tempo.