di Giuseppe Parisi
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.50 - Art. 25 Luglio 2026]
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Antonio Sfortuniano
SOGNI E INCANTI DEL QUOTIDIANO
La pittura di Antonio Sfortuniano, decano dei pittori crotonesi, brilla per una notevole capacità disegnativa e per la freschezza e abilità del colore impresso sulla tela.
Il suo procedere cromaticamente è volutamente lento e accorto; le zone della tela battute centimetro per centimetro come una pergamena di un monaco antico e il vento della storia dell'arte fa il resto, ovviamente.
Cosa vuol dire? Sfortuniano ha visto, rivisto e, addensato nella sua retina, in decenni di attenta lettura, l'accorta e sicura pittura di alcuni Maestri: due a caso, Balthus e Campigli.
Altri ve ne sono in questo signore di età avanzata (Gentilini, Guttuso) che ancora gli brillano gli occhi quando si parla di astuterie pittoriche e non solo dei suoi dipinti.
I rapidi sussulti coloristici sono intrecciati al suo quotidiano esercizio grafico, alla sua trentennale attività di insegnante, alla sua visione della storia.
Quella storia è un racconto di minimi spostamenti, di case in cerca di recupero (case del marchesato) lune in attesa di giudizio e di volti spaiati al vivere.
Piccoli enigmi e segmenti di vita vissuta ma importanti perché il vento della storia si dipana in questa logica di accadimenti e di turbamenti.