di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.49 - Art. 20 Giugno 2026]
di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.49 - Art. 20 Giugno 2026]
Per il numero 49 del nostro giornale, la redazione ha proposto un tema di straordinaria valenza esistenziale: "Coppia scoppiata o coppia scoppiettante".
Se l'editoriale ha indagato le dinamiche affettive e psicologiche del legame a due, spetta alla riflessione politica compiere un passo ulteriore, traslando questa metafora dall'intimità delle mura domestiche alle grandi arene del potere pubblico, della geopolitica e dell'amministrazione dei territori. La politica, nella sua essenza più profonda, non è altro che l'arte dell'associazione: un costante, faticoso e necessario tentativo di far convivere soggetti diversi all'interno di un progetto condiviso. In questo senso, la "coppia" — intesa come alleanza, coalizione o accordo bilaterale — rappresenta l'unità di misura fondamentale di ogni ordinamento democratico e di ogni equilibrio internazionale.
La prima declinazione di questa metafora ci porta a guardare alle dinamiche dei nostri governi e delle nostre coalizioni. Troppo spesso, nel panorama contemporaneo, assistiamo allo spettacolo desolante di "coppie scoppiate" prima ancora di aver iniziato a governare. Si tratta di alleanze nate esclusivamente sulla base di un mero calcolo aritmetico ed elettorale, unioni di convenienza prive di una reale comunione d'intenti o di una visione antropologica condivisa. Quando la "coppia politica" poggia solo sull'interesse immediato di conquistare il potere, l'attrito ideologico si trasforma rapidamente in logoramento. Le divergenze programmatiche, anziché essere risolte attraverso una sintesi feconda, diventano armi di ricatto reciproco, portando alla paralisi istituzionale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: esecutivi fragili, veti incrociati e un clima di costante litigiosità che allontana i cittadini dalla partecipazione democratica, generando sconcerto e sfiducia.
All'estremo opposto si colloca l'ideale di una "coppia scoppiettante" in ambito pubblico. Una coalizione vitale e dinamica non è quella in cui regna un'omologazione forzata o in cui una parte schiaccia l'individualità dell'altra. Al contrario, l'etimologia stessa della parola "coalizione" — dal latino coalescere, ovvero crescere insieme — ci ricorda che la vera forza risiede nella capacità di unire le diversità per generare qualcosa di nuovo e più grande. Una coppia politica "scoppiettante" è quella in cui il confronto anche acceso, il dibattito interno e la dialettica democratica non sono visti come minacce alla stabilità, ma come risorse per affinare le decisioni e trovare soluzioni creative ai problemi complessi della società. Questo tipo di alleanza richiede però una solida base etica, un mutuo riconoscimento di legittimità e, soprattutto, la subordinazione degli egoismi di fazione al perseguimento del bene comune.
Tuttavia, il rapporto tra la politica e la coppia non si esaurisce nella metafora delle alleanze di partito. C'è un aspetto ancora più urgente e concreto che interroga i legislatori: come può lo Stato sostenere le vere coppie, i nuclei familiari che costituiscono l'ossatura della nostra società? Una politica distratta, che si limita a celebrare la famiglia a parole senza tradurre questa retorica in misure strutturali, contribuisce a creare "coppie scoppiate" sotto il peso della precarietà economica e sociale. La mancanza di asili nido sul territorio, la debolezza delle politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia, la piaga del lavoro precario e una tassazione che non tiene conto dei carichi familiari sono fattori che logorano quotidianamente i legami, spegnendo l'entusiasmo dei giovani che vorrebbero scommettere su un progetto di vita comune.
Per far sì che le coppie della nostra comunità — a partire dalle realtà locali del nostro Sud, come le province di Catanzaro e Crotone — siano autenticamente "scoppiettanti", generative e capaci di guardare al futuro, occorre un'inversione di rotta programmatica. Investire sulla famiglia significa investire sulla stabilità stessa dello Stato. Servono politiche attive per l'occupazione giovanile, sostegni concreti alla natalità e una rete di servizi sociali che non lasci sole le persone di fronte alle fragilità della vita.
Solo così l'alleanza tra le istituzioni e i cittadini potrà smettere di essere un legame freddo e formale per diventare un cammino comune fecondo, capace di restituire speranza e dinamismo a tutta la collettività.