Redazione
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.49 - Art. 20 Giugno 2026]
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(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.49 - Art. 20 Giugno 2026]
Il tema centrale di questo numero di giugno, "Coppia scoppiata o coppia scoppiettante", trova una sua straordinaria ed evidente declinazione non solo nelle dinamiche familiari o nei corridoi della grande politica, ma anche nella vita quotidiana delle nostre comunità locali.
Se osserviamo da vicino il territorio che si estende tra le province di Catanzaro e Crotone, fin dentro il cuore della nostra Botricello, ci rendiamo conto che il concetto di "coppia" — inteso nel suo senso più ampio di alleanza, partenariato e collaborazione tra soggetti diversi — rappresenta la vera chiave di volta per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della nostra terra. Qui, a ridosso del mar Ionio, si gioca una partita decisiva: cedere alla tentazione dello "scoppio" individualistico o scommettere su alleanze dinamiche e generative.
Per decenni, il dramma storico del nostro Sud è stato spesso identificato con l'isolamento: comuni vicini che non si parlano, associazioni che si fanno la guerra per accaparrarsi una minima visibilità, istituzioni scolastiche e famiglie che viaggiano su binari paralleli senza mai incontrarsi. Questa è la rappresentazione plastica di una "comunità scoppiata", dove la frammentazione del tessuto sociale impedisce la nascita di progetti a lungo termine. Quando le forze vive di un territorio agiscono in modo isolato, l'intera collettività si impoverisce. Le risorse pubbliche vengono disperse in mille rivoli improduttivi, i giovani non trovano punti di riferimento stabili e la sfiducia finisce per desertificare le nostre piazze, spingendo le migliori intelligenze ad andarsene.
Fortunatamente, la cronaca di queste prime settimane di giugno 2026 ci restituisce l'immagine di una Calabria che sta faticosamente ma fermamente invertendo questa rotta, dando vita a partenariati "scoppiettanti" che fanno ben sperare per il futuro. Un esempio luminoso di questa nuova stagione di alleanze è rappresentato dai recenti accordi di collaborazione siglati tra diverse amministrazioni locali e il mondo del terzo settore per la valorizzazione del patrimonio costiero e naturalistico. Invece di promuovere singolarmente le proprie bellezze in una sterile competizione, alcuni comuni della fascia ionica catanzarese e crotonese hanno deciso di "fare coppia", integrando i propri calendari estivi, condividendo i servizi di accoglienza turistica e promuovendo itinerari archeologici e naturalistici condivisi che collegano la costa alle aree interne della Sila.
Questa sinergia non si limita alla promozione turistica, ma investe il campo cruciale della solidarietà sociale. Nelle nostre parrocchie e nei centri di aggregazione giovanile si stanno moltiplicando le iniziative nate da "coppie" inedite: anziani e giovani che si incontrano nei laboratori di memoria storica, artigiani locali che mettono la propria esperienza a disposizione delle nuove generazioni per riscoprire gli antichi mestieri, e cooperative sociali che collaborano attivamente con le scuole per combattere la dispersione scolastica e la povertà educativa. Sono queste le "scallupe di salvataggio" civiche del nostro tempo, reti calde che impediscono alle persone più fragili di scivolare nella solitudine e nell'emarginazione.
La sfida che la cronaca di questo mese ci consegna, dunque, è quella di custodire e moltiplicare queste esperienze di cooperazione. Fare rete è faticoso, richiede la capacità di ascoltare l'altro, di accettare il compromesso e di rinunciare a una quota del proprio protagonismo per il bene del progetto comune. Ma è l'unica strada percorribile se vogliamo che la nostra Calabria smetta di essere un insieme di isole splendide ma isolate e diventi, finalmente, un arcipelago coeso, dinamico e "scoppiettante".
Spetta a ciascuno di noi, nel proprio piccolo — che si tratti di un'associazione, di un'impresa o di un semplice nucleo di vicinato — accendere e alimentare queste scintille di alleanza quotidiana, affinché il fuoco della comunità non si spenga sotto la cenere dell'indifferenza.