di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.43 - Art. 15 Dicembre 2025]
(L'Audio interpreta correttamente l'Articolo)
Nel contesto di questo numero dedicato al consumismo e all'attesa, è doveroso analizzare come la politica nazionale abbia subito una mutazione genetica preoccupante, trasformandosi da arte del governo in mera gestione del consenso immediato. Se osserviamo con occhio clinico le dinamiche attuali, notiamo che la politica ha smesso di trattare le persone come cittadini portatori di diritti e doveri per trattarle esclusivamente come clienti da soddisfare nel più breve tempo possibile. Questo meccanismo psicologico è identico a quello che regola l'acquisto compulsivo natalizio: si cerca la gratificazione istantanea, il "bonus", la promessa facile, eludendo totalmente la fatica della costruzione e del progetto a lungo termine.
Questa analisi non è una semplice opinione, ma trova un riscontro scientifico rigoroso nelle teorie del sociologo e politologo Colin Crouch. Nella sua opera sulla "Post-democrazia", Crouch sostiene esplicitamente che, sebbene le forme democratiche (come le elezioni e le istituzioni) rimangano intatte, l'energia politica vitale si è spostata altrove. Secondo l'autore, la politica è ormai gestita da élite economiche e da sofisticate tecniche di marketing che riducono il dibattito pubblico a uno spettacolo controllato, dove il cittadino viene degradato al rango di consumatore passivo di slogan.
Tuttavia, per amore di verità e onestà intellettuale, dobbiamo ammettere che esistono ancora personaggi politici, nel panorama nazionale, capaci di visione e di progettazione a lungo raggio. Ci sono uomini e donne che provano a guardare oltre la scadenza elettorale immediata, proponendo riforme strutturali che richiedono tempo e pazienza per dare frutti. Purtroppo, e qui sta il dramma, queste sono le persone che hanno meno successo in termini di consenso immediato.
Il motivo del loro insuccesso non è la loro incapacità, ma la dittatura del "tutto e subito" che abbiamo interiorizzato come elettori. Un politico che ti dice "i risultati si vedranno tra cinque anni" viene scartato come un prodotto difettoso, mentre chi promette il miracolo domani mattina viene premiato. La colpa, dunque, non è solo dell'offerta politica, ma di una domanda drogata dal consumismo che non tollera l'attesa. Il politico serio, quello che studia e progetta, è diventato un "prodotto" invendibile in un mercato che cerca solo emozioni rapide e soluzioni magiche.
La sfida scientifica e intellettuale che abbiamo davanti è quella di rifiutare questa logica mercantile e recuperare il senso del tempo. Un ateo rigoroso e un cristiano coerente dovrebbero trovarsi d'accordo su un punto fondamentale: l'uomo non è un tubo digerente che deve solo consumare beni e promesse elettorali. Dobbiamo smettere di penalizzare chi ha il coraggio di proporci la fatica della costruzione e iniziare a diffidare di chi ci vende il futuro come fosse un pacco regalo pronto all'uso. Se non recuperiamo la dimensione della complessità a livello nazionale, siamo destinati a una democrazia di facciata, vuota e puramente estetica.