di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.43 - Art. 15 Dicembre 2025]
di don Rosario
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Don Rosario ha aperto l'incontro accogliendo calorosamente l'onorevole Domenico Furgiuele nella chiesa di Botricello, sottolineando come l'evento avesse un carattere culturale e di testimonianza piuttosto che partitico.
Il parroco ha introdotto l'ospite ricordando il loro primo incontro avvenuto durante la trasmissione "Perfidia" e ha lodato il libro "Il militante ignoto", che ha letto in anteprima, definendolo un testo capace di intrecciare la narrazione biografica con citazioni filosofiche e poetiche, utile per comprendere i valori pre-politici dell'autore.
Furgiuele ha preso la parola raccontando le sue origini politiche, risalenti al 1997 quando, appena quattordicenne, iniziava la sua militanza nel Fronte Sociale Nazionale.
L'onorevole ha descritto con nostalgia un'epoca in cui la politica richiedeva un impegno fisico concreto, ricordando come lui e i suoi coetanei usassero la propria paghetta per sostenere le spese della sezione e preparassero artigianalmente la colla con farina e soda per affiggere i manifesti.
Questo apprendistato giovanile ha forgiato in lui l'idea che la politica debba essere vissuta come una vocazione basata sul dono disinteressato e sul sacrificio, piuttosto che come una scorciatoia per ottenere vantaggi personali.
Sollecitato dalle domande puntuali di don Rosario sui concetti espressi nel libro, Furgiuele ha approfondito la sua visione della triade "Dio, Patria e Famiglia".
Egli ha descritto questi tre elementi non come retaggi del passato, ma come coordinate essenziali per l'orientamento dell'uomo: Dio rappresenta il "tetto" spirituale, la Patria il "pavimento" e la terra su cui si cammina, mentre la Famiglia è il "focolare" domestico.
Nel dialogo è emersa la netta distinzione tra "Comunità", intesa come organismo vivente basato su legami profondi e doveri reciproci, e "Società", vista invece come un meccanismo artificiale dominato dalle logiche di mercato che produce individui isolati.
Un momento centrale e curioso della conversazione ha riguardato l'adesione di Furgiuele alla Lega, un passaggio su cui don Rosario ha chiesto chiarimenti vista la storia del partito nei confronti del Sud.
La risposta è stata affidata a un aneddoto personale molto vivido: la delusione verso i partiti tradizionali di centrodestra e la telefonata ricevuta dal senatore Volpi mentre Furgiuele si trovava sul cassone di un'Ape tra le galline, di ritorno da un cantiere dove aveva preso le misure per l'asfaltatura di una strada.
Questo episodio ha segnato l'inizio di un percorso che ha portato alla nascita della Lega nel Mezzogiorno, vista dall'autore come un'opportunità di riscatto meritocratico per chi, come lui, non aveva "padrini" politici.
Il confronto si è poi spostato su temi di attualità stringente grazie alle domande incalzanti di don Rosario, che ha chiesto conto delle posizioni su famiglia, lavoro e politica estera.
Furgiuele ha ribadito la centralità della famiglia tradizionale come luogo primario di educazione al sacrificio.
Parlando di lavoro, ha rivendicato con orgoglio il suo passato nel settore degli asfalti, sottolineando come l'esperienza in cantiere e la gestione degli imprevisti siano state fondamentali per la sua formazione umana, contrapponendole all'atteggiamento di chi cerca subito ruoli politici senza aver mai lavorato.
Sulla politica internazionale, in risposta alle sollecitazioni del parroco, l'onorevole ha espresso posizioni personali e articolate.
Riguardo al conflitto in Ucraina, ha invitato a guardare alle cause pregresse risalenti al 2014 e ha espresso scetticismo sulla strategia di scontro frontale, ricordando le lezioni della storia.
Sulla questione palestinese, ha usato parole di forte critica verso la reazione di Israele invocando il riconoscimento dello Stato di Palestina e definendo drammatica la situazione attuale.
L'incontro si è avviato alla conclusione con la riflessione sul significato del titolo "Militante Ignoto".
Furgiuele ha spiegato che il militante è colui che non molla mai, che avanza anche quando tutto sembra difficile e che antepone l'ideale all'interesse personale, un atteggiamento necessario in ogni campo della vita, non solo in politica.
Don Rosario ha congedato l'ospite ringraziandolo per la generosità nel condividere la sua storia e promettendo una preghiera affinché il suo impegno istituzionale possa contribuire concretamente alla rinascita della Calabria.