di Gianfranco Bonanno
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.41 - Art. 19 Ottobre 2025]
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HALLOWEEN
EVOLUZIONE DI UN RITO TRA PAGANESIMO, CRISTIANESIMO E MERCIFICAZIONE
L'evoluzione delle pratiche pagane di Halloween in tradizioni cristiane è un processo complesso e parecchio interessante, poiché rappresenta in modo paradigmatico la forza della “moral suasion” cristiano-cattolica nel presidiare spazi culturali all’interno di usanze, tradizioni e impianti teologici diversi dai propri.
Halloween è notoriamente una festa popolare di origine celtica che viene celebrata la sera del 31 ottobre, vigilia di Ognissanti. Le sue origini risalgono alla festa di Samhain, che rappresentava il Capodanno celtico e segnava la fine dell'estate e l'inizio dell'inverno. I Celti credevano che, durante la notte del 31 ottobre, la distanza tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliasse, permettendo agli spiriti dei defunti di tornare sulla Terra. Perciò, per proteggersi da essi, i Celti si mascheravano con pelli di animali e accendevano fuochi sacri. Inoltre, usavano lasciare cibo e bevande per placare le anime erranti e accendere torce per tenerle lontane da case e persone: una tradizione che permane in molte delle usanze moderne di Halloween, come il travestimento e le lanterne (originalmente realizzate con rape o barbabietole). La festa durava diversi giorni, unendo timore della morte a momenti di allegria e riti propiziatori per il nuovo anno.
Il cristianesimo ha cercato di sovrapporre alle antiche festività celtiche, come Samhain, nuove celebrazioni cristiane, in particolare la festa di Ognissanti: una strategia per cristianizzare usanze preesistenti senza annullarne completamente l'importanza popolare. Nel Medioevo, le celebrazioni di Ognissanti e dei Defunti si rafforzarono, con processioni e preghiere per le anime, e molte delle usanze popolari legate a spiriti e anime dei defunti furono reinterpretate alla luce della dottrina cristiana. Tuttavia, con la Riforma protestante, alcune pratiche furono criticate o abolite soprattutto nel nord Europa, dove le teologie alternative rigettarono l'idea del purgatorio e della comunicazione con i defunti.
Nel tempo, decadendo l’aspetto religioso originario, molte tradizioni pagane di divinazione (falò, mascheramenti…) sono rimaste come tradizione popolare a sottolineare la dimensione giocosa e festiva della ricorrenza. Tuttavia, il passaggio da riti pagani a riti cristiani ha lasciato una profonda impronta sul piano socioculturale. Se l’originaria festa di Samhain rappresentava un momento di comunione e rispetto fra vivi e morti, senza segni di paura, con l'introduzione del cristianesimo questa comunione si trasformò in una visione più dualistica e spesso paurosa della morte, dove la rinascita legata ai cicli naturali fu sostituita da un'accentuazione dell'aldilà e della salvezza cristiana.
Socialmente, ciò ha portato a una modifica nel senso di solidarietà tra le generazioni, con una maggiore separazione tra vivi e morti e un aumento del timore verso la morte stessa. Peraltro il cristianesimo, assimilando alcune pratiche popolari pagane con nuove finalità spirituali o sociali, ha contribuito a creare una continuità culturale che ha facilitato l'integrazione sociale attraverso il cambiamento religioso; una trasformazione che ha anche generato conflitti culturali e morali, soprattutto in epoche più recenti, dove la festa è stata contestata da chi la considera incompatibile con i valori cristiani tradizionali.
Dopo la cristianizzazione delle feste pagane, l'organizzazione comunitaria subì cambiamenti significativi. Inizialmente i templi pagani e i luoghi di culto furono progressivamente trasformati in chiese cristiane, spesso riutilizzando gli stessi edifici per mantenere un legame con il passato e facilitare l'accettazione della nuova fede da parte delle comunità locali. Questa trasformazione favorì una continuità materiale e culturale, ma con nuovi contenuti religiosi e sociali.
L'autorità religiosa cristiana, rappresentata dal vescovo e dalla struttura ecclesiastica, assunse un ruolo centrale nell'organizzazione della vita comunitaria, censurando le pratiche pagane e stabilendo nuove norme di comportamento sociale. La nuova organizzazione portò così a un progressivo ridimensionamento delle antiche festività legate ai cicli naturali a favore di celebrazioni incentrate sul calendario liturgico cristiano.
In pratica, la cristianizzazione favorì un riordino sociale in cui la Chiesa acquisì potere organizzativo e simbolico, trasformando festeggiamenti e rituali pagani in eventi con funzioni di controllo sociale e coesione comunitaria basate sul cristianesimo, pur mantenendo in alcuni casi elementi tradizionali adattati alla nuova religione.
Nel tempo, la festa si è "de-cristianizzata" e "de-celtizzata", perdendo parte della sua sacralità e trasformandosi in una celebrazione più commerciale, con elementi di occultismo e terrore che hanno preso il sopravvento. Una ulteriore metamorfosi che si innerva in quel processo di secolarizzazione tipico del nostro tempo, nel quale il sacro è spesso sostituito da ideologie new age e gli usi e i costumi tradizionali, nonché le posizioni dogmatiche e aprioristiche, stanno via via cedendo il loro potere coesivo a dottrine esoteriche e politeistiche.