di Giuseppe Morrone
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.40 - Art. 18 Settembre 2025]
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Pitagora e la bonifica culturale a Crotone
Gli insegnamenti del filosofo per la rigenerazione etica e politica di un territorio
Se tornasse oggi Pitagora e vedesse la grave situazione ambientale a Crotone, uno dei siti più inquinati d’Europa, cosa direbbe? Si indignerebbe, immaginiamo, dinnanzi alle ‘ferite’ di una selvaggia industrializzazione, che, se da un lato ha segnato il suo sviluppo economico, dall’altro ha lasciato una pesantissima eredità ambientale. Vaste aree del suo territorio sono state contaminate da scorie e rifiuti tossici. Per la gravità e l’estensione del disastro, la città è stata ufficialmente individuata come Sito di Interesse Nazionale (SIN), sottolineando la necessità di interventi complessi e di rilevanza strategica a livello statale per affrontare un rischio elevato per l’ambiente.
Eppure questa antica polis magno-greca era famosa per la salute sia del corpo che dello spirito, proprio in armonia con l’ambiente. Celebre era il Bìos Pythagorikós (βίος Πυθαγoριkòς), lo stile di vita pitagorico, un insieme di regole e precetti di condotta che i seguaci di Pitagora dovevano seguire giornalmente. Questo stile di vita era basato su principi di disciplina, ordine e armonia, e includeva norme di comportamento quotidiano, come passeggiate, meditazioni e diete alimentari, volte a praticare un’esistenza virtuosa e a preparare l’anima alla contemplazione filosofica. La città, con le sue scuole, primeggiava per cultura e rappresentava un faro di civiltà. Ecco, davanti a questo disastro ambientale, forse, il nostro sapiente si compiacerebbe per le operazioni di bonifica in atto, ma penserebbe anche alla vera sfida che attende questa città: avviare una radicale bonifica culturale.
Giamblico e la Vita di Pitagora
Forse un modo per immaginare i possibili consigli del matematico di Samo, giunto a Crotone nel VI sec. a. C., bisognerebbe consultare Giamblico di Calcide (IV sec. d. C.), pensatore neoplatonico e biografo di Pitagora. Egli scrisse, infatti, la Vita di Pitagora, in cui riportò alcune massime del “filosofo”, il primo sapiente che si sia dato questo nome (XII, 58), che qui in città tenne pubblici insegnamenti. Tra questi discorsi, rivolti rispettivamente ai giovani (parr. 37-44), ai ragazzi (parr. 51-53) e alle donne (parr. 54-57), sono degni di memoria quelli dedicati ai governanti (parr. 45-50). A loro, Pitagora chiede innanzitutto di costruire un tempio alle Muse per ricordare ai Crotoniati di custodire la loro “concordia” (ὁμόνοιαν), che deve essere simile a quella delle divinità, note per essere una comunità coesa e unita, il cui coro racchiudeva in sé “l’accordo” (συμμφωνίαν), “l’armonia” (ἀρμονίαν) e “il ritmo” (ῥυθμόν). Poi li esorta a governare la città in modo tale da «lasciare intendere che avrebbero trasmesso in eredità ai propri figli la fiducia (τὴν πίστιν) in essi riposta».
I governanti devono comportarsi in modo tale che la fiducia, che i cittadini hanno in loro, non sia solo un bene temporaneo, ma diventi un’‘eredità’: il buon governo del padre deve essere tale da garantire che i figli godano automaticamente della stessa fiducia e rispetto. Ciò si realizza, ammonisce ancora il filosofo, se essi diventano «uguali ai cittadini (ἴσοι τοῖς πολίταις), sopravanzandoli esclusivamente nella giustizia (μηδενὶ μᾶλλον ἢ τῷ δικαίῳ προσέχωσι)». L’intera espressione dipinge l’immagine di un leader che serve la comunità non da una posizione di distacco o superiorità, marcando differenze e distanze, ma da una prospettiva a livello del popolo, in grado di percepire, bisogni, esigenze, paure. La giustizia diventa l’unico vero ‘privilegio’ del governante e in questo risiede la sua autorevolezza e la sua legittimità.
L’individualismo
Attuare questi consigli significa che la vera bonifica da fare a Crotone è quella culturale. È fondamentale avere una cultura, un ethos, quell’humus – ovvero il terreno comune – sul quale germogliano i valori che aiutano a costruire e a dare stabilità ad una comunità cittadina. Essere comunità, ci ricorda Pitagora, significa vivere in “armonia” con gli altri. Da questo ‘terreno’ va estirpato, quindi, l’individualismo, quel criterio di comportamento che tende a chiudere in se stessa la persona, fino a renderla ‘cieca’ e incapace di gesti responsabili. È una pianta maligna questa che soffoca il seme buono dell’attenzione all’altro, del dialogo, del rispetto, dell’onestà, della legalità.
L’individualismo, quando poi si struttura nella logica di potere corruttivo e invasivo del clan, del gruppo d’interesse o delle élite, rende arida una cultura, privandola di vitalità e prospettive nuove, causando danni incalcolabili al tessuto sociale, che, invece, deve essere basato sulla leale cooperazione e sulla autentica solidarietà. L’essere umano è persona-cittadino che vive con e per gli altri, attraverso una trama di relazioni solidali, che creano obblighi, a cui non possiamo sottrarci. Questa dimensione dell’essere umano, se è curata, ci consente di riscoprirci non come individui isolati, ma come persone titolari di diritti e doveri, che una volta riscoperti e fatti propri, consentono una regolare e armoniosa convivenza. Pensare alle prossime generazioni, a cui lasciamo questa città e questo territorio, è un modo etico per impegnarci per il mantenimento di quelle condizioni ambientali che permettono una vita sana e dignitosa.
L’etica ambientale
Le parole di Pitagora ci ricordano anche il rapporto di fiducia tra le generazioni. Quella fiducia che i governanti devono preservare verso i loro figli è la forza che deve motivare l’impegno per il bene comune. Venendo meno tale relazione, cade un principio fondamentale dell’etica ambientale. Che è quello che è successo qui a Crotone. La bonifica è un promemoria drammatico sulla mancanza di rispetto per l’ambiente e sulla incapacità di tutelare la salute dei cittadini. Il degrado ecologico, infatti, è il risultato diretto di una visione miope, che ha sacrificato il bene comune – un ambiente sano e la salute pubblica – sull’altare di interessi economici e di logiche a breve termine.
Un disastro ambientale di tali proporzioni rivela in modo chiaro una grave mancanza etica, frutto di logiche corrotte e selvagge, i cui attori hanno agito in modo scriteriato con conseguenze deleterie per l’avvenire di questi territori e dei loro abitanti. La sconsiderata decisione di utilizzare il materiale radioattivo per la costruzione di edifici o ammassarlo a ridosso del mare, senza un adeguato trattamento e costanti monitoraggi, non è altro che il risultato di una cronica ingiustizia etica. Si nega, infatti, alle future generazioni il diritto fondamentale ad un ambiente pulito e si caricano sulle loro spalle i costi e i rischi di decisioni irresponsabili prese in passato, con ricadute drammatiche sulla salute pubblica. Nel comune di Crotone, purtroppo, aumentano i casi di mortalità per neoplasie di varia natura, secondo l’ultimo Rapporto Sentieri del 2023, che denuncia, tra le altre cose, la mancanza di aggiornamento del Registro Tumori dal 2013.
La politica
In questa cultura ‘inquinata’, anche la politica mostra i segni della contaminazione. Solo recuperando il senso dell’uguaglianza e della giustizia, raccomanda Pitagora, è possibile bonificare anche la politica. Tra la gente, infatti, è diffuso un senso di sfiducia. La delusione dei cittadini è radicata nella percezione che la politica non sia al servizio della gente, ma che sia un mero gioco di potere, compromesso da sistemi clientelari e dalla prevalenza di interessi di parte. Quando la politica si riduce ad uno scambio perverso di “dammi il voto e ti permetto il lavoro, l’appalto, il favore”, si svuota il senso stesso di giustizia e di merito. Con questo modo di ragionare, i valori della legalità, dell’onestà, della trasparenza e dell’impegno per il bene comune perdono di significato.
Per questo, ripetiamo, la vera sfida non è solo rimuovere i veleni dal suolo, ma estirpare le radici della sfiducia, della rassegnazione e del cinismo. Questa bonifica culturale richiede un coraggioso cambiamento di rotta da parte di tutti. I cittadini, innanzitutto, sempre meno sedotti dalla mentalità dell’apatia politica, dal criterio del ‘voto-favore’, dalla logica delle ‘raccomandazioni’, devono riscoprire il valore della partecipazione attiva e consapevole agli appuntamenti elettorali, smettendo di accettare compromessi e pretendendo il rispetto delle regole e la tutela dei propri diritti. Bisogna esigere che la politica dimostri con i fatti che è capace di agire responsabilmente con trasparenza e integrità, superando i sistemi clientelari e mettendo al centro la competenza e la giustizia sociale.
Giamblico narra che le autorità, oltre ad aver stabilito la costruzione del tempio alle Muse, vollero che Pitagora parlasse anche ai giovani e alle ragazze, come approvazione e come testimonianza di gratitudine per quello che aveva detto loro. Noi oggi, attualizzando i sui insegnamenti, non solo onoreremmo, con animo grato, la figura di un nostro illustre concittadino, ma restituiremmo alla città la fama che nell’antichità era universalmente riconosciuta e meritata.