di Antonio Viscomi
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.39 - Art. 15 Agosto 2025]
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Chiamami col tuo nome
Chiamami col tuo nome è un film del 2017 diretto da Luca Guadagnino e tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman. Ambientato nell’estate del 1983, nel nord Italia, racconta la storia di Elio, un ragazzo di diciassette anni, e Oliver, uno studente universitario americano ospite nella villa di famiglia di Elio per un periodo di ricerca.
La trama segue l’evolversi del loro legame, che nasce con timidezza e si trasforma in una relazione intensa e carica di emozioni. Guadagnino costruisce il racconto con lentezza e attenzione ai dettagli, lasciando che siano i gesti, i silenzi e gli sguardi a parlare. Il ritmo dilatato e la fotografia luminosa catturano l’atmosfera di un’estate italiana, fatta di pomeriggi assolati, conversazioni intellettuali e scoperte personali.
Timothée Chalamet offre un’interpretazione straordinaria nel ruolo di Elio, capace di trasmettere tutta la complessità emotiva del personaggio, dall’ingenuità iniziale alla consapevolezza del dolore della separazione. Armie Hammer, nei panni di Oliver, incarna con naturalezza il fascino e la sicurezza che attraggono e al tempo stesso confondono il giovane protagonista.
La regia di Guadagnino è elegante e sensuale, priva di eccessi, e accompagna lo spettatore in un viaggio intimo più che narrativo. La colonna sonora, con brani di Sufjan Stevens, contribuisce a creare un tono malinconico e dolce, perfetto per la storia.
Chiamami col tuo nome non è solo un racconto d’amore, ma anche un film sulla crescita, sul desiderio e sulla memoria. È una riflessione delicata su come certi incontri possano cambiare per sempre il modo in cui guardiamo noi stessi e il mondo, lasciando un segno che resiste al passare del tempo.