di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.37 - Art. 15 Giugno 2025]
Il Gemito della Madre Terra
Il nostro tempo è segnato da un paradosso profondo. Da un lato, la scienza ci ha offerto strumenti impareggiabili per comprendere i meccanismi più reconditi dell'universo e della vita; dall'altro, questa conoscenza non sempre si traduce in una saggezza capace di orientare le nostre azioni verso il bene comune, specialmente quando si parla della nostra "Madre Terra".
Non è un mistero che il pianeta stia lanciando segnali inequivocabili. I dati scientifici sono chiari: l'innalzamento delle temperature, l'intensificarsi degli eventi climatici estremi, la progressiva desertificazione di vaste aree e la perdita di biodiversità non sono mere fluttuazioni naturali, ma conseguenze dirette di un modello di sviluppo che ha posto il profitto e il consumo al di sopra di ogni altra considerazione. È una logica che, nel suo slancio verso la produzione incessante, ha dimenticato il valore intrinseco della natura, trattandola come un serbatoio inesauribile da cui attingere e un'indifferenziata discarica.
Questo approccio non è solo scientificamente insostenibile, ma anche eticamente problematico. Se guardiamo alla Terra non solo come un insieme di risorse, ma come la nostra casa, l'unica che abbiamo, allora la nostra responsabilità assume una dimensione differente. Si tratta di custodire, non di sfruttare; di coltivare, non di depauperare. La sapienza antica di molte culture ci ha insegnato un rapporto di riverenza e rispetto con la natura, riconoscendola non come un oggetto passivo, ma come un soggetto vivente, da cui dipendiamo e a cui dobbiamo reciprocità.
Oggi, siamo chiamati a un esame di coscienza collettivo. La questione ambientale non è un problema da delegare esclusivamente a scienziati o politici; è una sfida che interpella la nostra stessa umanità. Richiede un cambiamento di mentalità, una conversione ecologica che parta dalla consapevolezza che siamo parte di un ecosistema interconnesso, e che ogni nostra azione ha una risonanza. Non si tratta di tornare indietro, ma di progredire con discernimento, utilizzando la scienza e la tecnologia non per dominare, ma per servire la vita, in tutte le sue forme.
Il futuro della nostra "Madre Terra" e, di conseguenza, il nostro stesso futuro, dipendono dalle scelte che faremo oggi. Siamo ancora in tempo per ascoltare il suo gemito e per rispondere con responsabilità e speranza, costruendo un domani più giusto ed equilibrato per tutti.