di Angelins
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.35 - Art. 19 Aprile 2025]
Viaggiando nel tempo degli hobbies
L’uomo non si è mai adagiato nell’abitudine, nell’usualità.
Si è sempre spinto oltre, perché dentro di lui ha sempre covato il desiderio di scoprire cose nuove, mettersi in gioco, allargare i propri orizzonti.
Così è accaduto anche ai tempi della preistoria: oltre alle attività per il sostentamento e la difesa per vivere, l’uomo, senza sapere che stava dando il via alla creatività, al passatempo e all’hobby, ha iniziato a sperimentare su tutto quello con cui veniva a contatto.
Ha graffiato le pareti delle rocce e delle caverne con punte, raschiatoi di pietra, per incidere immagini.
Fu così che prese gusto a realizzare pitture rupestri che raffiguravano divinità, animali, paure, credenze e la vita quotidiana della tribù.
Imparò presto a suonare strumenti musicali come flauti fatti con ossa di uccello e zanne di mammut.
Realizzò utensili, inventò la ruota per muoversi e continuando a riflettere e scoprire, si ritagliò del tempo per feste rudimentali allietate da musica primordiale.
Primissime tracce delle sue ricerche sulle sue invenzioni di giochi per rallegrare le ore libere risalgono a tempi antichissimi, forse a prima della nascita della scrittura.
Sono, infatti, molti i siti archeologici ad avere restituito documenti e artefatti, che ci forniscono preziosi indizi sulla storia dei giochi da tavolo.
Non è facile capire quale sia il primo gioco ad essere stato inventato, ma secondo alcune teorie potrebbe essere il Senet, un gioco da tavolo egiziano che viene rappresentato in alcuni disegni ritrovati nella tomba di Merknera.
Dovrebbe essere un antenato dell’attuale backgammon e sembra che fosse molto apprezzato dai faraoni.
Invece nelle tombe reali di Ur in Mesopotamia (2.400-2.600 a.C.) sono state rinvenute tracce di altri giochi da tavolo, come quello ribattezzato Gioco reale di Ur.
Molti dei giochi trovati in quest’area sono oggi esposti nelle sale del British Museum.
Altro sito molto interessante è il tempio di Kurna in Egitto, dove sono state riportate alla luce diverse tavole da gioco risalenti al 1.400 a.C.
Anche in età romana abbiamo testimonianze sull’esistenza di giochi da tavolo, grazie a Ovidio e Marco Terenzio Varrone.
Il primo nella sua opera Ars Amatoria parla del Ludus Duodecim Scriptorum, che doveva ricordare vagamente il backgammon, mentre Varrone descrive nelle sue opere il Ludus Latrunculorum, gioco molto diffuso a Roma che probabilmente era una sorta di antenato della dama.
A partire dal Medioevo e per tutto il Rinascimento i giochi da tavolo conquistano tutte le classi sociali, dagli aristocratici ai più poveri. (AI Overview)
Dal tentativo di trascorrere il tempo in modo più piacevole, nacque il passatempo, il divertimento ed infine l’hobby.
In realtà non c'è tantissima differenza tra questi termini, perché sia l’hobby che il passatempo procurano sano divertimento, quando sono vissuti con entusiasmo.
Possiamo però sottolineare che la parola "hobby" indica un'attività che piace fare per passione, mentre con "passatempo" si intende più un'attività con cui, appunto, si cerca di riempire il tempo, quando non si ha niente da fare: la lettura, guardare la tv, andare al cinema ecc.
La passione è qualcosa che ti travolge come un treno in corsa. È la voglia di concretizzare un pensiero che ti invade la mente, di sentire il profumo dell'altro sulla propria pelle, è un turbinio di emozioni. È un tarlo che ti assale, un'armonia di colori. È il voler incontrare e sentire di continuo quella persona, averla dentro fino a quando riesci a vedere il mondo con i suoi occhi.
Il termine "hobby" è entrato nell’uso comune come parola inglese per indicare un passatempo nel corso del tempo.
Nel XIII secolo, la parola "hobyn" significava "pony" o "piccolo cavallo".
Nel 1557 è stato documentato il termine "hobbyhorse".
Nel 1816 il termine "hobby" è stato introdotto nei dizionari.
Oggi il termine "hobby" indica un'attività -diversa dal lavoro -, che si svolge nel tempo libero, alla quale ci si dedica con passione e dedizione, con la consapevolezza di trarne vantaggio per la propria serenità, soddisfazione e per rafforzare specifiche capacità personali.
Vediamo come l’uomo nel tempo, ha preso coscienza del suo diritto non solo a godere di un tempo libero, ma anche di riservarsi la possibilità di praticare un’attività, che potesse soddisfare la sua sete di creatività.
Dell’uomo primitivo abbiamo già detto, ora consideriamo brevemente le varie epoche.
Nel Medioevo-Barocco la vita del nobile era scandita sia dai doveri quotidiani che da diverse distrazioni.
I signori si dilettavano soprattutto nella caccia, nell’equitazione e nei giochi d’arme; organizzavano tornei, praticavano il gioco della palla - le palle erano fatte erano fatte di legno, oppure ricavate dalla vescica o dallo stomaco di un animale o di cuoio riempito di stoffa-.
Spesso si ritrovavano per raccontare novelle e per praticare giochi da tavolo (dama, scacchi).
Il gioco di strada oppure il gioco delle carte, che si svolgeva soprattutto nelle bettole, era una forma di svago per le classi meno abbienti.
I contadini si limitavano ad organizzare qualche festa paesana o feste rurali come quelle della trebbiatura o della vendemmia.
Il concetto moderno di tempo libero come diritto, si è affermato a partire dalla rivoluzione industriale, nel XIX secolo.
L'industrializzazione ha trasformato l'organizzazione del lavoro e ha separato il campo lavorativo da quella libero.
Il tempo libero, privilegio della classe superiore, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e man mano in Europa, si diffonde anche nella classe dei lavoratori delle fabbriche.
Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e con la “Ricostruzione” ci si avvia verso l’inaugurazione di quel periodo che è stato definito dallo storico E.J. Hobsbawm “l’età dell’oro” o da altri come “l’età del benessere” (l1946-1973).
E’ il periodo delle grandi innovazioni, delle grandi scoperte mediche, scientifiche e tecnologiche, dell’aumento dell’occupazione e quindi di forte crescita economica, della “decolonizzazione”, dell’acquisizione di diritti civili e umani, della promulgazione di costituzioni democratiche e via dicendo.
Di conseguenza, nei paesi “occidentalizzati” (Europa, USA e a poco a poco anche l’Est) abbiamo una realtà piuttosto simile alla nostra: i bambini non lavorano più, le donne si sono “emancipate” e non sono più costrette a stare a casa, gli anziani al termine della loro carriera lavorativa ricevono una pensione, gli operai e i dipendenti pubblici hanno orari di lavoro più limitati.
A questo punto, possiamo dire necessariamente che ognuno ha più tempo libero! Ovviamente le eccezioni ci sono sempre, ci sono persone che lavorano 13 ore al giorno e persone che lavorano un’ora al giorno, ma la situazione, anche sul campo di diritti e doveri, è migliore rispetto a quella del XIX o primo XX secolo.
Negli anni si diffonde sempre di più la frequenza di corsi, che possano aiutare a sviluppare meglio le proprie capacità o a migliorare il proprio fisico tramite attività da svolgere nel tempo libero.
· Corsi di teatro.
· Lezioni di batteria.
· Corsi di arti marziali.
· Corsi di fotografia.
· Corsi di cucina.
· Corsi di meditazione.
· Lezioni di chitarra.
· Corsi di boxe.
· Lezioni di canto.
· Lezioni di pianoforte.
· Frequenza di palestre
· Corsi di danza o di ballo
· Corsi di pittura
Ma gli hobby non si esauriscono con le attività menzionate: ogni giorno viene proposta un’attività nuova, che possa rispondere ad esigenze specifiche.
La scrittura creativa, la fotografia, il bricolage, il giardinaggio, lo sport e altro, del modellismo, tutte le sezioni dell’arte teatrale, yoga, pittura, cucina creativa e persino lavorare a maglia, sono hobbies, che oggi trovano molto spazio e sono considerati mezzi per valorizzare potenzialità, attitudini, che sono in ogni essere umano.
Si riconosce a tutti la possibilità anzi il diritto di coltivare le proprie passioni e l’hobby, si configura come soddisfazione di dedicarsi con più tempo ad una attività, che a volte -ottenendo un successo importante- diviene un secondo lavoro, parallelo a quello ufficiale.
Non si tratta più di un semplice passatempo rilassante come può essere andare al cinema o guardare la televisione, ma si configura come una vera e propria attività, che richiede un certo impegno di tempo, fatica e, talvolta, anche denaro.
Spesso coltivare un hobby è considerato un lusso, perché richiede anche oneri finanziari, per procurarsi i mezzi adatti a realizzare ciò che ci si prefigge.
Tuttavia, oggi è di moda aver un hobby anche perché, secondo gli psicologi, coltivare delle passioni implica numerosi benefici in diverse aree:
Intellettiva: sviluppa e migliora la concentrazione, la memoria e l’attenzione
Emotiva: migliora il benessere psicofisico, rendendoci felici; permette di trasformare le emozioni negative in positive
Relazionali: implica spesso il contatto e la relazione con altre persone; facilita la conoscenza di nuove cose e ci riempie i momenti vuoti
Gli hobby, creano benefici differenti a seconda dell’età.
- Permettono di evitano uno stile di vita sedentario.
- Migliorano le loro competenze sociali.
- Attività fisiche durante il tempo libero possono evitare problemi di sovrappeso e migliorare postura e abilità motorie
- Permettono di incanalare le energie in eccesso.
- Un hobby può aiutare un bambino a sviluppare o scoprire il proprio talento e i propri punti di forza.
- Sviluppano una maggiore sensibilità, riducendo gli istinti aggressivi.
Avere degli hobby permette spesso di uscire di più di casa, così come di strutturare la giornata.
· Ci permette di sperimentare lo stress positivo che ci fa sentire entusiasti di ciò che stiamo facendo e che ci dà ancora più voglia di fare qualcosa che riempie di entusiasmo, gioia e voglia di vivere.
· Stimola la creatività portando un influsso benefico sulla nostra vita quotidiana.
· Gli hobby insegnano a fare una pausa, offrendo l’opportunità di fermarsi mentale sentendoci comunque produttivi.
· Rompono la routine e permettono di confrontarci con attività diverse dal lavoro, sviluppando nuovi punti di vista e nuovi modi di vedere le cose.
Un’attività che ci diverte e rilassa ha effetti positivi sulla nostra salute: abbassa la pressione sanguigna, riduce il rischio di depressione, riduce i livelli di cortisolo con effetti positivi sul nostro metabolismo e anche sul nostro girovita. (Dott..ssa Gabriella De SimonePsicologa – Psicoterapeuta)
Se si ha la fortuna di perdersi, di tanto in tanto, in un’ attività preferita, abbandonando la cognizione di quello attorno, lo stato molto gratificante di totale coinvolgimento in un compito, che gli psicologi chiamano flow ("flusso", l'equivalente della trance agonistica degli atleti) potrebbe proteggere da diversi problemi di salute.
Lo hanno confermato, dopo aver considerato l'effetto di altre potenziali concause, alcuni scienziati del Max Planck Institute for Empirical Aesthetics (MPIEA) di Francoforte sul Meno, in Germania, e dell'Università di Melbourne, Australia.”
Da Focus
Secondo uno studio recente le persone con più di 65 anni che hanno un hobby, conservano una migliore salute fisica e mentale rispetto ai coetanei che nonne praticano.
Allora troviamoci un hobby da praticare con intelligenza!
Coltivare un hobby, sviluppa creatività.