di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.34 - Art. 18 Marzo 2025]
Oltre la Festa, l'Essenza del "Papà"
Viviamo un'epoca di profonde trasformazioni, e la figura paterna non fa eccezione. Lontani i tempi del "pater familias" autoritario e distante, oggi assistiamo a un'evoluzione epocale del ruolo del padre, un cambiamento che merita una riflessione profonda, soprattutto in prossimità della sua celebrazione.
È innegabile che nel cuore di un bambino risieda un bisogno primario di affettività, un bisogno che si declina in molteplici forme. Se l'amore materno è stato tradizionalmente associato alla dolcezza e alla cura, è ora di superare anacronistici stereotipi.
La tenerezza non ha genere, e un padre può esprimere il suo amore con la stessa intensità e profondità di una madre, seppur con sfumature diverse, complementari e altrettanto preziose per la crescita emotiva dei figli.
Un altro aspetto cruciale riguarda la determinazione della consapevolezza sessuale. Questa delicata fase di sviluppo è influenzata dalla relazione con entrambi i genitori. Nella preadolescenza, si verifica un processo di identificazione fondamentale: i maschi tendono a identificarsi con la figura paterna, le femmine con quella materna.
Un rapporto sano ed equilibrato con entrambi i genitori, come ci insegna l'analisi transazionale, è un pilastro per una serena crescita nella fanciullezza e per una matura definizione della propria identità sessuale nell'adolescenza.
Non meno determinante è il ruolo del padre nella costituzione del carattere. È vero che la relazione con il papà contribuisce in modo significativo allo sviluppo di tratti come la decisione e la sicurezza, spesso associati all'aspetto maschile.
La stima e il riconoscimento da parte del padre, fin dalla tenera età e soprattutto durante la delicata fase adolescenziale, fino ai venticinque anni circa, sono fattori cruciali per la costruzione di un carattere forte e sicuro nei figli.
Sentirsi apprezzati e valorizzati dal proprio padre infonde una fiducia in sé stessi che è un vero e proprio motore per affrontare le sfide della vita.
In conclusione, la Festa del Papà riveste la stessa dignità e importanza della Festa della Mamma. Entrambe celebrano figure genitoriali insostituibili, pilastri affettivi ed educativi per i nostri figli.
Tuttavia, in un'ottica di evoluzione culturale e sociale, forse dovremmo interrogarci sulla necessità di mantenere separate queste celebrazioni. Non sarebbe più significativo unire in un'unica giornata la Festa di Papà e Mamma?
Agli occhi di un figlio, in fondo, non esiste una grande distinzione tra le due figure. Un bambino impara soprattutto osservando l'amore e l'unità dei propri genitori, percependo la loro relazione come un'unica entità, un solo corpo e una sola carne. Questa unità, questo amore reciproco tra padre e madre, rappresenta la più grande e potente lezione educativa che si possa offrire ai figli.
Educare, etimologicamente, significa "condurre fuori". Cosa conducono fuori i genitori dai propri figli se non la bellezza interiore? E come possono i genitori oscurare questa bellezza innata? Solo in un modo: attraverso la disarmonia, la mancanza di amore e di unità nel loro rapporto di coppia. Solo se tra marito e moglie non rifiorisce sempre l'amore, la bellezza interiore dei figli rischia di appassire.
Celebriamo dunque la figura paterna con la consapevolezza della sua profonda trasformazione e della sua imprescindibile importanza, ma guardiamo anche al futuro con la speranza di un riconoscimento sempre maggiore dell'unità genitoriale, perché è nell'amore condiviso che i nostri figli trovano la forza e la bellezza per affrontare il cammino della vita.