di Angelins
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.33 - Art. 26 Febbraio 2025]
L'emigrazione nel tempo:
un viaggio lungo quanto la storia dell'uomo
L'uomo fin dai primordi ha cercato di migliorare il suo modo di vivere.
Tutte le invenzioni dell'umanità sono dovute a questa esigenza insopprimibile di allargare i propri orizzonti conoscitivi; essa è stata anche una delle motivazioni, che hanno spinto l'essere umano a spostarsi da un posto all'altro.
L'emigrazione, pertanto, è un fenomeno antico quanto l'umanità stessa.
Sin dalla preistoria, le popolazioni si sono spostate da un posto all'altro alla ricerca di cibo, risorse e migliori condizioni di vita.
Certamente alla base di questo bisogno ci sono sempre state molteplici e variabili ragioni, che si sono diversificate sia nel corso degli anni che nelle culture dei popoli.
Tuttavia le cause che hanno spinto le persone a lasciare la propria terra d'origine, pur nella loro molteplicità, rivelano aspetti interconnessi, che consentono di classificarle a grandi linee nei seguenti gruppi:
Cause economiche: la povertà, la mancanza di lavoro, la ricerca di migliori opportunità economiche sono state e continuano ad essere tra le principali cause di emigrazione.
Cause politiche: guerre, conflitti, persecuzioni politiche, instabilità e mancanza di libertà spingono le persone a cercare rifugio in paesi più sicuri e democratici.
Cause religiose: l'intolleranza religiosa, le persecuzioni e la ricerca della libertà di culto hanno portato a importanti flussi migratori nel corso della storia.
Cause etniche: discriminazioni, persecuzioni e conflitti etnici costringono le persone a fuggire dalle proprie case in cerca di protezione.
Cause ambientali: disastri naturali, cambiamenti climatici, desertificazione e degrado ambientale possono rendere inabitabili intere regioni, spingendo le popolazioni a migrare.
In questo quadro sintetico non si può non fare memoria dei grandi esodi storici - trattarli per esteso potrebbe appesantire l'attenzione del lettore-, che hanno lasciato tracce terribili di inciviltà, di violenza e che, in alcuni casi, purtroppo continuano a seminare odi razziali.
Come non citare i vari tipi di invasioni armate ad iniziare da quelle più note, le dei Longobardi, Normanni e Vichinghi?
Ed ancora:
Le diaspore ebraica, armena, curda, palestinese, rom.
La colonizzazione europea dell'America e la Tratta degli schiavi, la conquista del Far West e dei territori indiani da parte degli USA.
La deportazione, operata da governi militari su intere popolazioni, come l'esilio babilonese degli ebrei e l'olocausto degli ebrei, più vicino a noi nel tempo, genocidio, che rimane come un marchio vergognoso nella storia dell'umanità.
Le guerre civili che hanno sconvolto e sconvolgono il mondo e provocano continue emigrazioni di povera gente, che costretta ad emigrare, viene rifiutata, disprezzata, osteggiata.
Le attuali guerre, che distruggono città intere e costringono gli abitanti a spostarsi con mezzi di fortuna e ad affrontare viaggi tante volte terminati con la morte.
Le tipologie di emigrazioni di conseguenza sono diverse, come varie sono le condizioni che l'hanno determinata.
L'emigrazione temporanea è stata affrontata per motivi di lavoro o studio, con l'intenzione di tornare nel paese d'origine.
Basti pensare ai nostri giovani, che attualmente sono costretti a spostarsi da una città all'altro o addirittura all'estero, per avere la possibilità di intraprendere o completare un corso di studi.
E come dimenticare quanti lavoratori sono emigrati in Germania, in Svizzera ed in America, per svolgere un lavoro, che consentisse di mantenere più dignitosamente la propria famiglia o costruirsi una casa?
Invece l'emigrazione permanente è stata ed è scelta con l'intenzione di stabilirsi definitivamente nel nuovo paese, costruendovi una nuova vita.
L'emigrazione stagionale è sempre stata legata a particolari attività lavorative, che si svolgono in determinati periodi dell'anno, come le varie raccolte agricole, e determinano spostamenti temporanei.
Questo fenomeno è ancora presente anche nei nostri territori, perché gli operatori stagionali continuano numerosi a spostarsi di solito senza allontanarsi troppo dal paese d'origine.
Ovviamente i flussi emigratori hanno provocato conseguenze non indifferenti in campo mondiale.
Basti pensare all'occupazione americana dei territori degli indiani, che oggi sono una minoranza costretta a vivere come stranieri in terra propria.
L'apartheid (conseguenza dell'occupazione e della schiavitù in America) fu un regime di segregazione razziale istituito in Sudafrica basato sul principio che i diritti politici e il benessere economico dovessero essere riservati alla popolazione bianca.
Rimase in vigore dal 1948 al 1994 e terminò con la riconciliazione tra De Klerk e Mandela.
L'emigrazione ha sempre avuto un impatto significativo sia sui paesi di origine che su quelli di destinazione.
Ha provocato nel tempo la rovina di famiglie e quasi sempre la non accoglienza pacifica dei popoli ospitanti.
L'accoglienza degli emigrati e la loro integrazione nella società ospitante sono sfide complesse, che richiedono politiche mirate e un impegno da parte di tutta la comunità, per eliminare asti, diffidenze, deliri di superiorità, isolamento e vere e proprie persecuzioni.
L'emigrazione d'altra parte può causare la crescita economica e demografica, ed economica dei paesi di destinazione, fornendo manodopera e nuove competenze.
Dovrebbe essere accolta con lungimiranza, perché pone le basi a scambi culturali: l'incontro tra culture diverse può portare a un arricchimento reciproco, ma anche a tensioni e conflitti.
Possiamo concludere che le reazioni all'emigrazione sono varie e complesse.
Per fortuna esistono individui e organizzazioni che si impegnano nell'accoglienza e nell'integrazione degli emigrati, offrendo solidarietà, supporto e assistenza.
La paura del diverso, la competizione per le risorse e la percezione di una minaccia alla propria identità culturale, possono alimentare sentimenti di diffidenza e ostilità nei confronti degli emigrati.
In alcuni casi, l'emigrazione può essere strumentalizzata per alimentare sentimenti di razzismo e xenofobia, con gravi conseguenze per la coesione sociale.
L'esperienza dell'emigrazione, che stranamente è stata vissuta da quasi tuti i popoli - quello americano, inglese, italiano e altri - è un fenomeno complesso e multiforme, con cause e conseguenze, che si intrecciano e si evolvono nel tempo facendo discutere continuamente i governi, che non sanno trovare soluzioni giuste, per accogliere ed integrare gli emigrati, con conseguenze disastrose come testimoniano i recenti naufragi.
È ormai urgente e troppo importante affrontare questo tema con una prospettiva globale, promuovendo politiche di accoglienza e integrazione, che favoriscano la convivenza pacifica e il rispetto dei diritti umani, in quanto la terra appartiene a tutti e non solo ad una parte dell'umanità.