di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.33 - Art. 26 Febbraio 2025]
Anche questo mese, come di consueto, oltre a intervistare il nostro sindaco, diamo spazio anche ai rappresentanti della minoranza, in un'ottica di "par condicio", per offrire ai nostri lettori una visione completa e plurale degli sviluppi del nostro paese.
Invitiamo tutti a seguire con attenzione le parole degli intervistati, riflettendo su quanto condiviso e prendendo parte attivamente alla discussione. Non esitate a scrivere al nostro giornale, a farci pervenire osservazioni, suggerimenti o domande che desiderate porre ai protagonisti delle nostre interviste.
Questa pagina può davvero diventare un punto di confronto costruttivo solo se ciascuno di noi si impegnerà a riflettere sul "Bene Comune" e sul futuro della nostra comunità.
Buona visione a tutti...
di don Rosario
Il parroco sta facendo una strana lettura (I quaderni dal carcere, di Gramsci), e in questo spazio che chiamiamo 'la pagina politica', vuole condividere alcuni pensieri.
Partecipazione politica: tra progresso, manipolazione e il sogno di Gramsci
Antonio Gramsci, confinato nelle carceri fasciste, immaginava una società in cui la partecipazione politica fosse il motore del cambiamento.
Nei suoi Quaderni dal carcere, egli anelava a un futuro in cui i cittadini, lungi dall'essere spettatori passivi, si trasformassero in attori consapevoli, protagonisti attivi della vita pubblica.
Questo ideale, coltivato con ostinazione durante gli anni bui della dittatura, risuona oggi con rinnovata urgenza, invitandoci a riflettere sul ruolo cruciale della partecipazione politica nella costruzione di una società democratica e progressista.
Il progresso, inteso come avanzamento tecnologico e sociale, offre strumenti potenti per realizzare una società più partecipativa.
L'accesso all'informazione, la diffusione della cultura e la possibilità di comunicare e organizzarsi liberamente sono elementi essenziali per una cittadinanza attiva e consapevole.
In questo contesto, i cittadini non devono essere relegati al ruolo di semplici elettori che delegano passivamente i propri rappresentanti, ma devono poter essere parte integrante del processo decisionale, contribuendo attivamente alla vita della comunità.
Tuttavia, il cammino verso una piena partecipazione politica è irto di ostacoli.
La propaganda, con la sua pervasiva capacità di manipolare l'opinione pubblica e distorcere la realtà, rappresenta una minaccia costante.
Attraverso la diffusione di informazioni false o parziali, la propaganda può influenzare le scelte dei cittadini, minando la loro capacità di giudizio critico e alimentando la disaffezione verso la politica.
Diventa quindi essenziale sviluppare un senso critico e imparare a decodificare le strategie della propaganda (quella dei mestieranti della politica), riconoscendo i suoi meccanismi subdoli e le sue narrazioni manipolatorie.
L'educazione all'informazione e alla cittadinanza attiva sono strumenti indispensabili per contrastare la disinformazione e promuovere una partecipazione politica consapevole e responsabile.
A ben pensarci, la partecipazione politica, sognata da Gramsci nelle sue riflessioni carcerarie, rappresenta un valore imprescindibile per una società democratica.
Essa consente ai cittadini di essere protagonisti del proprio destino, contribuendo attivamente alla costruzione di un futuro migliore.
Il progresso tecnologico e sociale può favorire la partecipazione, ma è necessario contrastare la propaganda e promuovere una cittadinanza attiva e consapevole.
Solo così potremo realizzare l'ideale di Gramsci e costruire una società in cui la partecipazione politica sia un diritto esercitato da tutti con responsabilità, critica e consapevolezza.