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dalla Redazione
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.33 - Art. 26 Febbraio 2025]
 

Heidegger e il nazismo



Martin Heidegger fu un nazista? Martin Heidegger fu un antisemita? 


Se già era nota l'adesione di Heidegger al Partito nazionalsocialista (primo maggio 1933, poco dopo esser diventato rettore dell'università di Friburgo), finora si era escluso che avesse avuto opinioni antisemite. E invece in quei Quaderni, negli anni di guerra, ricorrono frasi e pesanti considerazioni contro gli ebrei. 


Ma anche il nazismo di Heidegger come ricorda Kaube, era stato considerato una breve parentesi, visto che il filosofo si dimetteva dall'incarico del rettorato già nell'aprile del 1934. Nelle pagine dei Quaderni, si vede invece che il periodo del ritorno agli studi, lontano da incarichi ufficiali, non fu un drastico ripensamento, l'ammissione di un errore come Heidegger disse nell'intervista concessa allo "Spiegel" nel 1966  ma anzi il frutto di una delusione: i nazisti non erano all'altezza delle speranze che il filosofo nutriva nella loro azione. Infatti Assheuer nel suo articolo ricorda i tanti tentativi di cancellare sospetti e dicerie sul coinvolgimento politico di Heidegger, salvando così il filosofo di Essere e tempo da accuse e infamie. 


Ora però questi taccuini, scritti senza cancellature né correzioni come i testi destinati alla pubblicazione, ci mostrano che il legame tra Heidegger e il nazismo si saldava con le esigenze del suo pensiero, in cerca di un "nuovo avvio", proprio come la Germania di quegli anni. Le note dei Quaderni cominciano nell'ottobre 1931, anno di crisi per la Germania in cui vi erano sei milioni di disoccupati. Per Heidegger il popolo (Volk) aveva bisogno di una rivoluzione nazionale, di una scossa in grado di dare un "nuovo inizio". 


Finalmente arriva Hitler, "il Führer che ha risvegliato una nuova realtà, che dà al nostro pensiero la retta via e la forza d'urto". Nel 1933, dopo la presa del potere di Hitler, Heidegger, che già l'anno prima ha votato per il Partito nazionalsocialista, accetta la nomina a rettore dell'Università di Friburgo (21 aprile). Il primo maggio si iscrive al partito. Nel novembre, infine, partecipa a Lipsia alla riunione dei docenti tedeschi che affermano la loro fede in Adolf Hitler. Nell'aprile del 1934, però, si dimette dall'incarico di rettore. 


I Quaderni ci mostrano uno Heidegger deluso dal nazismo perché non sembra volere "il nuovo inizio" sperato. Non è il movimento che "supera l'età moderna", ma invece la "conduce a compimento" indulgendo all'"americanismo" della radio e del cinema portati nelle campagne a imbastardire la sana e antica gente contadina. L'orrore per la tecnica diventa così l'identificazione del nemico nel popolo inglese, che ha inventato "le macchine, la democrazia e l'utilitarismo". E la guerra, quando arriva inevitabilmente, per lui segna veramente il nuovo slancio dei tedeschi.


Nei Quaderni compaiono le riflessioni sugli ebrei, che "non hanno un territorio", che sono dotati di una "spiccata destrezza a contare, a infiltrarsi, a mescolarsi con gli altri". In una nota del 1938-39 si legge: "Gli ebrei vivono, considerato il loro rimarcato talento nel far di conto, da più tempo di tutti secondo il principio della razza, ragion per cui sono quelli che si oppongono più strenuamente alla sua applicazione illimitata". Frase che si comprende appieno tenendo conto del fatto che nel 1938 entravano in vigore ulteriori limitazioni ai diritti civili degli ebrei in Germania. 


Io credo che, al di là di Heidegger, il mondo stia andando verso l'autodistruzione perché non si riesce ad uscire dalla dipendenza di tutto,dal meccanismo economico. L' economia è troppo irrazionale, anche se qualcuno la pensa diversamente, per essere lasciata a decidere il futuro dell'uomo. Comunque sia, anche se fosse vero che gli Ebrei abbiano causato il loro autoannientamento, ciò non cancella assolutamente che è un'opinione, e che la tragedia è che qualcuno l'ha messo in pratica. 


E che ancora oggi si continui a massacrare popoli e razze per il controllo mondiale dell'economia e per poter vendere armi e petrolio.

In definitiva non cambio opinione su Heidegger. Il pensiero per quanto possa essere ritenuto fallace o negativo non ha mai ucciso nessuno. Sono altri che lo prendono in prestito per scusare e razionalizzare i propri intenti distruttivi mascherandoli dietro di esso.


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