di Angelins
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.32 - Art. 18 Gennaio 2025]
Breve storia del bullismo
La parola bullismo deriva dall'inglese "bullying", termine coniato dallo psicologo svedese Dan Olweus(1978) per indicare quelle forme di violenza verbale, fisica e psicologica ripetuta e nel tempo e perpetuata in modo intenzionale da una o più persone (i "bulli") nei confronti di un'altra (la "vittima"), al fine di prevaricare e arrecare danno (Guarino).
Il fenomeno del bullismo, che oggi ha raggiunto un limite davvero insostenibile di comportamenti di prevaricazione e sopraffazione, è stato studiato nel 1978 per la prima volta in Norvegia.
Già nel 1987, il termine bullismo appariva in molte riviste scientifiche. Sebbene questo fenomeno sia stato notato e "scoperto" negli anni '70, è sempre esistito anche se veniva definito con termini diversi.
Il fenomeno ha radici profonde, perché le prepotenze sui più deboli sono sempre esistite ed hanno assunto forme diverse nel corso dei secoli.
Fina dai tempi più antichi sono esistite forme di violenze fisiche e psicologiche, che prima si sono manifestate soprattutto come atti di prepotenza di classi sociali alte nei confronti di ceti più bassi, ma anche come atti violenti di singoli su persone fragili, incapaci di difendersi.
Sono stati gli scrittori a prendere ufficialmente atto dell'esistenza di questa grave problematica.
La favola di Fedro "Il lupo e l'agnello", nella quale il più forte - il lupo- prevale sul debole -l'agnello-, è l'esempio emblematico, del prepotente animato dal desiderio e dal piacere di dominare sugli altri procurando sofferenza e, spesso morte, anche a persone altolocate ed apparentemente potenti.
Lo dimostra la storia dell'imperatore Claudio, uno dei personaggi più importanti dell'epoca romana (nell'antica Roma la figura del bullo era molto diffusa).
Alla sua famiglia appartennero Caligola (suo nipote), Tiberio (suo zio), Livia (sua nonna nonché moglie dell'imperatore Augusto).
Fin da piccolo Claudio fu vittima della denigrazione e dello scherno dell'alta società romana a causa dei suoi numerosi difetti fisici, dovuti probabilmente ad una poliomielite o ad una sclerosi multipla, che gli procurava forti tremori della testa, balbuzie e difficoltà nella deambulazione.
Nella società di allora, compreso l'ambito familiare, c'erano molte resistenze ad accettare le disabilità fisiche.
La madre infatti lo considerava un mostro e sua nonna Livia nemmeno gli rivolgeva la parola, ritenendolo degno solamente di disprezzo.
Nel 41 d.C. poi avvenne l'assassinio di Caligola per mano dei pretoriani e Claudio, presente nel palazzo, si rifugiò in una stanza, nascondendosi dietro alcune tende. Non ebbe però l'accortezza di nascondere anche i piedi, che vennero subito notati.
Venne scoperto, ma al contrario di quel che ci si aspettava, fu proclamato dai soldati come nuovo imperatore. Fu sempre giudicato, però, per il suo aspetto fisico - era zoppo, balbuziente - e fu ritenuto da molti (a torto) ritardato, mentre, nella realtà, era un uomo di grande cultura.
Anche con la morte, pur essendo imperatore, Claudio non trovò evitò di essere preso in giro e mal giudicato.
Nella sua Apokolokyntosis Seneca,- pur essendo un acculturato, era evidentemente prigioniero del pregiudizio - descrive Claudio come una zucca, simbolo della stupidità.
La storia di Claudio imperatore è solo un esempio di come, effettivamente il bullismo sia sempre esistito e non a caso, quando in famiglia nasceva un bimbo con difetti fisici o intellettivi, veniva tenuto nascosto per evitare che diventasse lo zimbello della realtà sociale in cui viveva.
Nel tempo il bullismo ha preso di mira non solo i difetti fisici o mentali, ma in senso lato anche persone perfette fisicamente e mentalmente, ma incapaci di difendersi dalla violenza.
Già nel VI secolo a.C. si registrano nell'antica Grecia episodi di prepotenza e squalificazione di certi individui in base a discriminazioni di ordine etnico, sociale e fisico (ciascuno chiamato pharmakos, capro espiatorio).
Sembrava quasi essere ritenuto giusto scaricare, su chi sembra più fragile e innocuo, le frustrazioni e le colpe altrui. I capri espiatori venivano addirittura barbaramente sacrificati agli dei in periodi difficili per la comunità.
Il fenomeno del bullismo, nel tempo, è cresciuto esponenzialmente perché sotto le spoglie di spavalderia arrogante, ha continuato a provocare male in ogni ceto e in ogni paese.
Per tale motivo è diventato oggetto di attenzione e di ricerca di molti studiosi.
E' stato studiato per la prima volta nel 1978 in Norvegia; 9 anni dopo, nel 1987, il termine bullismo appariva in molte riviste scientifiche.
I primi studi importanti sul bullismo risalgono agli anni '70, quando Dan Olweus in Svezia approfondì il tema in seguito al suicidio di due studenti, che non riuscivano più a tollerare le prepotenze dei loro compagni.
In base alla definizione di Olweus, si parla di bullismo quando un bambino/adolescente "è esposto ripetutamente nel tempo alle azioni offensive di una o più persone."
Si è iniziato a studiare le motivazioni che fanno di una persona un bullo e le modalità con cui si manifesta questo fenomeno, che crea preoccupazione alle famiglie ed alle istituzioni, perché cresce in maniera sproporzionata ovunque soprattutto nelle scuole, che dovrebbero essere luoghi di educazione al rispetto della persona.
A causa l'avvento delle nuove tecnologie, di internet e dei dispositivi mobili, poi, ha fatto nascere un nuovo fenomeno e un problema ancora più incontrollato: il cyberbullismo.
Esso si verifica quando un bambino o un adolescente diventa il bersaglio continuo di umiliazioni e calunnie da parte di altre persone, il cui scopo è quello di metterlo in imbarazzo, tormentarlo, umiliarlo o minacciarlo.
La particolarità di questo tipo di bullismo è che viene perpetrato tramite mezzi multimediali, che consentono di mettere in atto azioni che si ripetono quotidianamente e si diffondono celermente attraverso i mass-media, procurando non solo danni fisici - alcuni ragazzi non sopportano le angherie si suicidano- ma soprattutto danni morali gravi e problemi di depressione, per cui molti ragazzi cadono in depressione o diventano vittime di disagi alimentari come bulimia ed anoressia.
Il bullismo online sta affliggendo sempre di più l'Europa e negli ultimi anni è aumentato talmente il numero di casi di bambini e adolescenti, che soffrono di questo fenomeno, che è stata organizzata una Campagna europea contro il bullismo.
La Campagna ha pubblicato e diffuso un documento per descrivere il fenomeno e le sue conseguenze.
Gli atti di bullismo causano o possono causare un danno fisico o emozionale (comportamentale) alla vittima.
In genere rientrano nel bullismo:
" Atti di violenza fisica quali picchiare, dare i pizzicotti, mordere, spingere
" Esclusione intenzionale e frequente dalle attività del gruppo, isolamento sociale o esclusione
" Molestia sessuale
" Uso di espressioni oltraggiose ed offensive, prese in giro, uso di soprannomi, derisione
" Minacce e ricatti
" Uso di espressioni oltraggiose o insulti riguardanti la razza, l'etnia, la religione, la disabilità o l'identità sessuale della vittima.
" Furto o danneggiamenti di beni che appartengono alla vittima
" Allontanamento intenzionale da parte degli amici
" Diffusione di pettegolezzi e false notizie
" Cyberbullismo (descritto come "il danno ripetuto e intenzionale causato da azioni di bullismo attuate attraverso l'utilizzo di computer, cellulari e altri mezzi elettronici"). Il cyberbullismo avviene più frequentemente in siti visitati da un grande numero di adolescenti.
(Stralcio del documento Campagna europea contro il bullismo)