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di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.32 - Art. 18 Gennaio 2025]
 

Introduzione 

Anche questo mese, come tutti i mesi, oltre ad intervistare il primo cittadino del paese, intervistiamo anche i rappresentanti della minoranza, per quella che viene chiamata la 'par condicio' .


Invitiamo i lettori ad ascoltare con tanto interesse quello che hanno da dire mensilmente gli intervistati ed a scrivere al giornale, tutte le osservazioni che ritengono opportune, oppure a formulare le domande che vorrebbero rivolgere agli intervistati.

Questa pagina può raggiungere il suo scopo, solo dopo che ogni cittadino in qualche modo si sarà interessato alla gestione del 'Bene Comune' del nostro beneamato paese.


Buona visione a tutti...

Una strana lettura del parroco...

di don Rosario

Il parroco sta facendo una strana lettura (I quaderni dal carcere, di Gramsci), e in questo spazio che chiamiamo 'la pagina politica', vuole condividere alcuni pensieri.

 

Partecipazione politica: tra progresso, manipolazione e il sogno di Gramsci

 

Antonio Gramsci, confinato nelle carceri fasciste, immaginava una società in cui la partecipazione politica fosse il motore del cambiamento.

 

Nei suoi Quaderni dal carcere, egli anelava a un futuro in cui i cittadini, lungi dall'essere spettatori passivi, si trasformassero in attori consapevoli, protagonisti attivi della vita pubblica.

 

Questo ideale, coltivato con ostinazione durante gli anni bui della dittatura, risuona oggi con rinnovata urgenza, invitandoci a riflettere sul ruolo cruciale della partecipazione politica nella costruzione di una società democratica e progressista.

 

Il progresso, inteso come avanzamento tecnologico e sociale, offre strumenti potenti per realizzare una società più partecipativa.

 

L'accesso all'informazione, la diffusione della cultura e la possibilità di comunicare e organizzarsi liberamente sono elementi essenziali per una cittadinanza attiva e consapevole.

 

In questo contesto, i cittadini non devono essere relegati al ruolo di semplici elettori che delegano passivamente i propri rappresentanti, ma devono poter essere parte integrante del processo decisionale, contribuendo attivamente alla vita della comunità.

 

Tuttavia, il cammino verso una piena partecipazione politica è irto di ostacoli.

 

La propaganda, con la sua pervasiva capacità di manipolare l'opinione pubblica e distorcere la realtà, rappresenta una minaccia costante.

 

Attraverso la diffusione di informazioni false o parziali, la propaganda può influenzare le scelte dei cittadini, minando la loro capacità di giudizio critico e alimentando la disaffezione verso la politica.

 

Diventa quindi essenziale sviluppare un senso critico e imparare a decodificare le strategie della propaganda (quella dei mestieranti della politica), riconoscendo i suoi meccanismi subdoli e le sue narrazioni manipolatorie.

 

L'educazione all'informazione e alla cittadinanza attiva sono strumenti indispensabili per contrastare la disinformazione e promuovere una partecipazione politica consapevole e responsabile.

 

A ben pensarci, la partecipazione politica, sognata da Gramsci nelle sue riflessioni carcerarie, rappresenta un valore imprescindibile per una società democratica.

 

Essa consente ai cittadini di essere protagonisti del proprio destino, contribuendo attivamente alla costruzione di un futuro migliore.

 

Il progresso tecnologico e sociale può favorire la partecipazione, ma è necessario contrastare la propaganda e promuovere una cittadinanza attiva e consapevole.

 

Solo così potremo realizzare l'ideale di Gramsci e costruire una società in cui la partecipazione politica sia un diritto esercitato da tutti con responsabilità, critica e consapevolezza.

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