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dalla Redazione
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.32 - Art. 18 Gennaio 2025]
 

una Esperienza di Bullismo:
lettera Anonima


Ecco dunque il racconto di Angelo, un bambino la cui innocenza è stata brutalmente ferita dalla crudeltà dei suoi coetanei.


Angelo varcava la soglia della scuola elementare con il cuore colmo di entusiasmo, un fanciullo sereno e generoso, incline a condividere i suoi piccoli tesori con i compagni. Ma la spensieratezza dell'infanzia venne ben presto offuscata da un'ombra inquietante: il bullismo.


Una compagna di classe, spalleggiata da una madre prevaricatrice, iniziò a perseguitarlo. Dapprima con false accuse, poi con insulti continui. I compagni, che amavano e amano tutt'ora Angelo, venivano tenuti sotto scacco dalla bulla, obbligati a non rivolgergli la parola. Angelo, con la dolcezza che lo contraddistingueva, tentava di placare la sua aggressività con disegni e timide richieste di amicizia, ma ogni suo gesto veniva brutalmente respinto.


La situazione, lungi dal migliorare, precipitò in un vortice di angoscia. La madre della bambina, incurante della sofferenza inflitta, continuava a umiliare Angelo in ogni occasione, giungendo persino a minacciarlo fisicamente.


Il piccolo, sopraffatto dalla paura, iniziò a manifestare sintomi di profondo disagio: incubi notturni, enuresi, conati di vomito. Il terrore si era impossessato di lui, trasformando le sue giornate in un incubo senza fine. 


A scuola, la situazione era insostenibile. L'insegnante non solo ignorava le richieste di aiuto di Angelo, ma lo accusava persino di mentire, colpevolizzando la vittima. La sua indifferenza contribuì a creare un clima di omertà e permissività, lasciando il bambino in balia delle angherie della sua aguzzina.


L'episodio della recita di Natale segnò il culmine di questo calvario. Angelo, in preda ad un attacco di panico, appiccò le fiamme all'interno dell'auto dei genitori. Un gesto estremo, dettato dalla disperazione e dall'incapacità di gestire l'immenso dolore che lo attanagliava.


La decisione di cambiare scuola fu inevitabile. Angelo iniziò a frequentare un nuovo istituto, ma le ferite inferte erano profonde e il percorso di guarigione si prospettava lungo e tortuoso.


Nonostante le avversità, la famiglia di Angelo ha scelto di non denunciare i responsabili, confidando nella giustizia divina. Il loro unico desiderio è che Angelo possa ritrovare la serenità e la gioia di vivere che gli sono state crudelmente sottratte.


La storia di Angelo è un monito per tutti noi. Il bullismo è una piaga sociale che dobbiamo combattere con ogni mezzo. È fondamentale che le istituzioni scolastiche e le famiglie collaborino per prevenire e contrastare questo fenomeno, offrendo supporto e protezione alle vittime. Solo così potremo garantire a tutti i bambini il diritto di crescere in un ambiente sereno e sicuro, dove poter esprimere liberamente la propria personalità.

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