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di Francesco Viscomi
(https://t.me/francesco_vis) [Botros n.30 - Art. 15 Novembre 2024] 

I ragazzi e il Tempo


Il tempo è un concetto fondamentale, onnipresente e universale, che per ogni generazione assume significati, ritmi e valori differenti. Se pensiamo ai ragazzi di oggi, cresciuti in un'era in cui tecnologia e connessione continua influenzano quasi ogni aspetto della loro vita, ci rendiamo conto di come la loro percezione e gestione del tempo sia profondamente diversa rispetto a quella delle generazioni passate. Questo cambiamento ha conseguenze sulle loro abitudini, sul loro equilibrio psicologico e sul loro rapporto con il mondo.


Per i ragazzi di oggi, il tempo è scandito da notifiche, messaggi, aggiornamenti e post. La presenza di dispositivi digitali e social media permette un accesso immediato a informazioni e persone. Di conseguenza, il tempo diventa "veloce", con una successione rapida e incessante di contenuti e stimoli. Questa iper-connessione, se da un lato offre possibilità mai viste prima, dall'altro rischia di creare una percezione del tempo frammentata e meno "profonda". I ragazzi possono arrivare a percepire il tempo come una sequenza di brevi momenti piuttosto che come un flusso continuo, con la costante esigenza di essere sempre aggiornati e di rispondere immediatamente.


L'espressione inglese *FOMO* (Fear of Missing Out), ovvero la paura di perdere qualcosa, descrive bene la sensazione che molti ragazzi provano nella loro relazione con il tempo. Vivere in un ambiente digitale in cui le novità e gli eventi si susseguono rapidamente può creare un'ansia di perdersi esperienze importanti. In questa prospettiva, il tempo viene percepito come un "bene prezioso" da sfruttare al massimo, creando talvolta una pressione psicologica che spinge molti giovani a fare il possibile per non "staccarsi" dalla realtà virtuale.


A differenza del passato, in cui il tempo libero era spesso considerato come un momento di pausa e relax, oggi sembra essere riempito di attività sempre più varie e complesse. I ragazzi sono spesso coinvolti in attività scolastiche, sportive, culturali e digitali, talvolta senza un momento di respiro. Questa sovra-programmazione rende i giovani meno abituati all'attesa, un concetto che rischia di diventare sempre più raro nella società contemporanea.


Se fino a qualche anno fa aspettare significava accettare il tempo come parte naturale della vita, oggi l'attesa è vista spesso come un ostacolo o una perdita. Questo cambia l'approccio dei giovani nei confronti della pazienza e della gestione del tempo, con un rischio per la loro capacità di concentrarsi a lungo termine su un progetto o su un obiettivo.


L'eccessiva accelerazione del tempo può avere effetti anche sulla salute mentale dei ragazzi. Studi recenti suggeriscono che il multitasking digitale e il bisogno di essere costantemente attivi possono aumentare livelli di stress e ansia. I ragazzi, infatti, potrebbero sentirsi "incalzati" dal tempo e inadeguati rispetto agli standard di produttività che il mondo digitale sembra imporre.

Per molti, la soluzione potrebbe risiedere in un ritorno alla gestione consapevole del tempo: pratiche come il *time-blocking* (organizzare il tempo in blocchi dedicati a specifiche attività), la meditazione, la lettura, e il ritorno a momenti di disconnessione rappresentano possibili vie per ridurre lo stress e migliorare il benessere psicologico.


Per i ragazzi del futuro, il tempo sarà probabilmente una delle risorse più preziose, non tanto per il suo valore economico, quanto per il suo impatto sulla loro salute mentale e qualità di vita. Educare i giovani a una gestione equilibrata e consapevole del tempo, incentivare attività che richiedano pazienza, concentrazione e calma può aiutarli a riconquistare una relazione sana con il tempo stesso.


Il tempo per i ragazzi di oggi è una realtà complessa e sfuggente. Abituati a una vita scandita da notifiche e brevi momenti digitali, i giovani affrontano la sfida di recuperare il senso del tempo come flusso continuo e non come una serie di istanti frammentati. Coltivare il rispetto per il tempo, imparare a vivere senza il bisogno costante di riempirlo e trovare momenti di pausa e introspezione sono abilità che, se trasmesse, potrebbero aiutare le nuove generazioni a riscoprire una forma più autentica di benessere e serenità.

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