di don Rosario
(https://t.me/donRosarioMorrone) [Botros n.30 - Art. 15 Novembre 2024]
Il Tempo: Tiranno o Opportunità?
Kronos e Kairos a Confronto
Bergson paragona il tempo della vita ad un gomitolo o ad una valanga di eventi che continuamente evolvono e crescono su se stessi.
E' un concetto quello del tempo, che consente di percepire tutti gli avvenimenti della vita personale ed universale dell'uomo.
Tuttavia, pur essendo misurabile, rimane sempre qualcosa di misterioso; mentre il tempo passato e quello presente si possono racchiudere in schemi, in tappe, quello futuro è solo immaginabile e sfugge ad ogni classificazione.
L'uomo non può dominare il tempo nella sua estensione, nel suo scorrere, ma può decidere come viverlo, per non renderlo inutile o dannoso, sprecato.
I Greci, usavano due parole distinte per definire il tempo: Kronos e Kairos.
Kronos è il tempo quantitativo, misurabile con orologi e calendari, e stabilisce scadenze degli impegni e dell'utilità materiale; scivola via frettolosamente, senza possibilità di soste ristoratrici.
E' come un tiranno che sbiadisce i nostri tratti umani, si intrufola e mortifica la nostra vita morale e spirituale, facendoci affannare tutti i giorni a conquistare mete di successo, che poi si rivelano fallibili, insoddisfacenti ed illusorie.
Kairos è il tempo qualitativo, in cui si dà spazio alla creatività, all'azione che rende significativa l'esistenza, e non comprende sprechi di ore, che ci sono concesse per vivere.
A questo, dobbiamo aggiungere che l'uomo ha sempre, anche, impiegato il suo tempo in progetti distruttivi del creato, dei veri valori e dei sentimenti positivi, per rincorrere il sogno delirante di dominare l'universo.
E tutti, spesso, trascuriamo la bellezza del vivere e di godere delle cose più importanti, in nome della velocità, dell'efficienza, della vanagloria.
Ci si perde nel vortice di impegni, di "cose da fare", e non si riserva tempo né per coltivare passioni che gratificano se stessi, né per prestare attenzione agli altri, né per contribuire a migliorare la realtà in cui si vive.
Il tempo rimane solo un mezzo per soddisfare il proprio egoismo, che proprio nel tempo smentisce le nostre aspettative.
Infatti, quando ci si dedica ad accumulare soddisfazioni momentanee, oppure dei beni per vivere negli agi, per conquistare il potere, per lasciare un'eredità solida alla famiglia, ad esempio, alla fine si scopre l'inutilità del nostro correre dietro ad una specie di treno, che ci conduce inesorabili ad una destinazione vuota e deludente.
Un'esistenza vissuta, all'insegna di non avere tempo per gli altri e per curare la propria anima, rischia di diventare arida e insoddisfacente.
Kronos impedisce di valorizzare il presente, intrappolato nel passato che non può tornare, e teso a raggiungere e realizzare sogni nei quali non c'è spazio per l'umanità, e la propria dignità.
È come avere un'automobile potentissima, ma non sapere come guidarla e dove andare.
La vita vera, in cui l'uomo può regalare a sé stesso ed agli altri, opportunità di crescita, di vita ricca di qualità, di discernimento, di scelte oculate, generose per se stessi e per gli altri, non può essere realizzata alla completa dipendenza di Kronos.
Kairos, invece, consente di guardare la vita da un punto di vista più obiettivo, più consapevole 'di senso' dell'esistenza.
E' durante questo tempo che l'uomo diventa sapiente, ed amante della vita.
In una società liquida come la nostra, diventa sempre più urgente aver consapevolezza di come utilizzare il nostro tempo umano, largheggiando in Kairos, senza lasciarci scivolare le ore, e per non rimanere intrappolati né nel passato, né in sogni futuri impossibili.
Dobbiamo interrogarci, per scoprire se viviamo solo riempiendo disordinatamente i giorni, percorrendo strade tortuose, raccogliendo inquietudine ed insoddisfazioni.
Bisogna fermarsi per riprendere respiri salutari e domandarsi se si sta rincorrendo un traguardo senza identità.
A ben vedere, Kronos e Kairos sono due facce della stessa medaglia.
Non si tratta di scegliere l'uno e trascurare completamente l'altro.
E' necessario trovare un equilibrio tra i due: si deve tener certamente presente l'orologio, ma soprattutto bisogna rimanere attenti a non riempire le ore di tutto ciò che affossa la dignità umana.
Il tempo è prezioso: ha le ali e vola anche quando vogliamo trattenerlo; ma se il tempo di innalza, noi possiamo fare audaci voli pindarici.