di Gianfranco Bonanno
(https://t.me/BotrosGiornale) [Botros n.29 - Art. 19 Ottobre 2024]
Divagazioni
Il pettegolezzo, da pratica maliziosa a collante sociale
Ricercando sul web l’etimologia della parola “pettegolezzo” si scopre, tra le altre, una spiegazione molto suggestiva. Alcuni siti, infatti, fanno risalire l’origine del termine al lemma “peto”. In questi casi il pettegolezzo viene descritto come un’incontinenza analoga a quella di un peto, poiché entrambi i significati rimandano all’incapacità di trattenere istinti, pulsioni, voglie.
Accogliendo con una certa simpatia tale accezione, di indubbio gusto sarcastico, si è portati naturalmente a stigmatizzare il pettegolezzo come un’azione inopportuna: come il peto, per trovare espressione, esso richiede una rapida occhiata intorno per misurarne l’effetto, una certa dissimulazione, punta sulla complicità, ma può produrre imbarazzo, indurre a fingere di non aver sentito.
Tuttavia, la malizia e l’oziosità della chiacchiera, forse proprio per questa intrinseca dinamica di complicità, può rivelare un’insospettabile utilità, trasformando quella che a prima vista può sembrare una forma di intrattenimento in un collante sociale e culturale.
Discutere di altre persone crea un senso di comunità tra coloro che partecipano alla conversazione, può servire a creare legami e solidarietà tra i membri di un gruppo; attraverso il pettegolezzo, le persone condividono esperienze e sentimenti, rafforzando i legami interpersonali. Inoltre, può servire come mezzo per stabilire norme sociali, in quanto spesso mette in luce comportamenti considerati inaccettabili, fungendo così da deterrente.
Il pettegolezzo, o gossip, assume così il carattere di autentico fenomeno sociale che svolge funzioni importanti all'interno delle dinamiche di gruppo e delle relazioni interpersonali. Sotto il profilo sociologico, infatti, il pettegolezzo può contribuire alla costruzione e alla definizione delle identità sociali, fungendo anche da meccanismo di controllo: gli individui possono identificarsi con determinati gruppi e costruire relazioni di appartenenza, mentre le informazioni diffuse attraverso il gossip possono rinforzare le norme e le aspettative della comunità, censurando orientamenti dissidenti e premiando comportamenti conformi.
Del resto, da sempre il gossip rappresenta un modo informale di scambiarsi informazioni; oggi, nell’epoca dei social network, sempre più frequentemente le persone attingono dalla rete notizie, sovente non verificate, su eventi, relazioni sociali e sviluppi all'interno della comunità. Una pratica pericolosa che innesca molto spesso processi perversi in quanto legati a dinamiche di potere e di status. Chi controlla le informazioni, infatti, decide cosa diffondere: ha quindi la possibilità di influenzare percezioni e opinioni, creando o distruggendo reputazioni.
Soprattutto nel caso di personaggi pubblici, la diffusione di informazioni false o esagerate può avere conseguenze devastanti. L’opinione pubblica può essere plasmata rapidamente e profondamente in base a malintesi propagati artatamente con chiari intenti diffamatori, mentre, nei casi migliori, il pettegolezzo può anche rappresentare una forma di critica sociale o di resistenza attraverso le quali gli individui esprimono disapprovazione verso le istituzioni o verso comportamenti di individui influenti della comunità.
Ma il pettegolezzo si rivela un ottimo “marcatore” anche dal punto di vista psicologico. La propensione al gossip può riflettere insicurezze personali e desideri di potere o approvazione; al contempo può essere visto come un modo per affrontare l'incertezza e il rischio: chi partecipa a queste conversazioni potrebbe sentirsi più sicuro, avendo accesso a informazioni che lo aiutano a navigare nelle relazioni sociali.
In sintesi, il pettegolezzo non è solo un semplice scambio di notizie su altre persone; è un fenomeno complesso, radicato nella nostra cultura, che riflette e plasma le dinamiche sociali e le strutture di potere all'interno delle comunità. Sebbene possa servire a scopi sociali e di coesione, ha anche il potenziale di causare danni nelle relazioni interpersonali e nelle dinamiche pubbliche. Comprendere questo fenomeno ci permette di navigare con maggiore consapevolezza e cautela nel mondo delle informazioni e, in generale, nel contesto umano, rendendoci più attenti alle parole che usiamo e alle storie che diffondiamo.