di Francesco Viscomi
(https://t.me/francesco_vis) [Botros n.27 - Art. 18 Settembre 2024]
Ragazzi
I ragazzi e il Sapere
I ragazzi sono di nuovo tra i banchi, chi con gli stessi compagni, chi con nuovi conoscenti e una nuova avventura davanti a sé.
Si ritorna quindi ad apprendere, a conoscere, a sapere.
Per la maggior parte dei ragazzi la scuola rappresenta la principale fonte da cui trarre apprendimento e conoscenze varie.
Per altri, invece, l’apprendimento non è tratto solamente da quelle (solitamente) cinque o sei ore passate giornalmente tra le mura scolastiche.
L’arte del sapere, infatti, affascina questa categoria di ragazzi, che si pongono continuamente domande su ciò che li circonda.
Affamati di conoscenza e travolti da una mole immensa di curiosità, non si accontentano del relativo “poco” che si impara a scuola, quindi ricercano, analizzano, osservano, pur di sapere perché e come avvengono certi fenomeni, chi è quel personaggio storico di cui hanno sentito parlare, in cosa consiste il pensiero politico di un movimento ecc.
Quando si inizia a eseguire ricerche, si avvia una sorta di “effetto domino”, una reazione a catena che porta i ragazzi ad apprendere senza mai fermarsi un attimo, imbattendosi in altre informazioni, altri dati, altre cose da scoprire quando si inizia a ricercare.
Attualmente è molto facile praticare l’arte del sapere per i ragazzi più curiosi. Basta infatti accendere il computer e visitare un sito (Wikipedia, Treccani ecc.) da cui ricercare e informarsi su ciò che li incuriosisce.
Faccio un esempio pratico dell’”effetto domino” che ho descritto prima: può capitare infatti che, ricercando un argomento su Wikipedia, si vada a cliccare sui collegamenti (le parole blu che collegano a un’altra pagina) che suscitano ulteriore curiosità nel lettore, facendolo immedesimare in una sessione di ricerca quasi infinita.
Quando la curiosità dei ragazzi sarà “sveglia” da un tempo più o meno lungo (a seconda della persona), essi impareranno a collegare a livello interdisciplinare le informazioni apprese, collegando le varie “branche” dell’arte del sapere e quindi evitando lo “stagnare” di quanto imparato.
Un esempio pratico è quello di un ragazzo che si interessa a un certo argomento che riguarda la politica, per poi, a causa dell’effetto domino descritto prima, collegare quell’argomento a un altro argomento che concerne a un altro argomento, di un'altra “branca” (evento storico, situazione geografica ecc.)
In alcuni casi, l’apprendimento di informazioni varie può portare il ragazzo a rendere concreta quella piccola “porzione” della sapienza, della cultura.
Mi riferisco, per esempio, ai giovani che scelgono di conoscere una particolare tecnica artistica, un fenomeno scientifico o magari un brano musicale.
Nel primo caso, i ragazzi possono sperimentare in prima persona quella tecnica, magari attraverso una rappresentazione artistica; nel secondo caso possono svolgere un vero e proprio esperimento, dimostrando nella pratica il fenomeno descritto; nel terzo caso, invece, possono imparare a suonare il brano su un determinato strumento.
L’arte del sapere è, in conclusione, fondamentale per i ragazzi, che , se ne “usufruiranno”, sicuramente vedranno aprirsi davanti a loro innumerevoli porte. I giovani che ne faranno buon uso, avranno una visione chiara di come funziona la vita, preparandosi al meglio per il passaggio dalla gioventù all’età adulta.
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