Terroir

L'Irpinia

L'irpinia è un distretto storico-geografico in Campania (Italia) che comprende quasi tutto il territorio della provincia di Avellino, un intreccio di valli e rilievi, fiumi e torrenti, con boschi e altopiani. Qui si trovano i monti Cervialto e Terminio e la dorsale dell'Appennino dalla Sella di Ariano alla sorgente del Sele con i Monti Picentini e il Partenio. Attraversata dalla Strada dei Vini e dei Sapori d'Irpinia, è la provincia campana con la più alta concentrazione di vigneti, impiantati sui suoli di origine argilloso-calcarea e vulcanica ricchi di sali minerali.Fin dai tempi dei Romani questa terra era destinata alla produzione di uve e vini. Le condizioni climatiche, simili a quelle dell'Alsazia francese nota per i vini da vendemmia tardiva (estate assolati, inverni rigidi, buona ventilazione e forti escursioni termiche), contribuiscono alle componenti aromatiche delle uve. L'area vitata è divisibile in due zone: una che fiancheggia il fiume Calore e dove regna l'aglianico, l'altra, sulle colline percorse dal fiume Sabato, più vocata ai vitigni a bacca bianca. In Irpinia sono presenti 3 Docg : il Taurasi a bacca rossa (prima Docg a bacca rossa del Sud Italia), il Fiano e il Greco a bacca bianca.

I 17 comuni dell'areale del taurasi DOCG :Castelfranci, Taurasi, Bonito Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant'Angelo all'Esca, San Mango sul Calore, Torre Le Nocelle e Venticano.

L' Alta Valle del Calore e l'areale del Taurasi

L'areale del Taurasi DOCG comprende solamente 17 comuni in quali vengono divisi in 4 macroare: riva sinistra, riva destra, versante ovest e versante sud. Una di queste è l'Alta Valle la quale si colloca nel quadrante sud-est della denominazione, precisamente lungo la dorsale che unisce idealmente Castelvetere sul Calore a Paternopoli, passando per Montemarano e Castelfranci. E’ qui che trovano dimora i vigneti più alti dell’areale, mediamente tra i 450 e i 630 metri sul livello del mare (con punte a ridosso dei 700), è qui che la vicinanza dei monti Picentini e il clima continentale creano le condizioni per una vera e propria viticoltura pedemontana. In questa sottozona le decise escursioni termiche e l’andamento più lento delle maturazioni obbligano ad una raccolta molto tardiva, quasi sempre a novembre inoltrato, generando materie prime mediamente più ricche in alcool ed estratti, tannini e acidità, che necessitano di affinamenti più lunghi per esprimere tutto il proprio potenziale.

L' Alta Valle

Castelfranci e l'approccio della nostra azienda.

Castelfranci è un piccolo paese della provincia di Avellino, Campania (Italia), situato nell'areale del TAURASI DOCG. Grazie alla sua terroir - che si compone di proprietà organolettiche della terra e di un particolare microclima - è possibile ottenere dalla coltivazione di vite aglianico un vino di particolare struttura ed equilibrio: morbido e caldo ma marcato da una piacevole freschezza e sapidità e sopratutto da un delizioso tannino, ammorbidito dal lungo affinamento in barrique; è così che nasce un armonico Taurasi rosso DOCG, di cui l'azienda agricola Boccella ne può vantare l'assoluta veridicità e purezza. I vitigni della nostra azienda sono coltivati come da tradizione antica, con l'utilizzo dei soli prodotti che derivano dalla terra, così come anche la macerazione, fermentazione ed affinamento del vino sono lavorati con cura e tradizione, senza additivi aggiuntivi, senza correzioni e senza processi industriali. Ne è testimonianza la rigorosa certificazione BIO apposta con fierezza ed orgoglio su ogni nostra etichetta. Il nostro vino, il nostro Taurasi DOCG, il nostro Campi Taurasini DOC ed il nostro Fiano, sono tre vini sinceri, lavorati con passioni da 50 anni dalla nostra famiglia e sono i vini che beviamo ogni giorno e che con orgoglio vorremmo condividere con voi.

Castelfranci all'interno dell'irpinia, è il comune più piccolo con solo 64 ettari vitati, il più al sud dell'areale.
Castelfranci

AGLIANICO E FIANO, I VITIGNI DELLA NOSTRA TERRA

L'AGLIANICO

Di origine antichissima introdotto in Campania dalla Grecia intorno al VI-VII sec. a.c. (il nome sarebbe una deformazione della parola ellenico) conosciuto anche come Aglianica , Gnagnico, Ellenico, Ellanico, Agliano ecc. Fu introdotto dalla popolazione Micenea, poi coltivato da Etruschi, Osco-Sannitti e quindi Irpini e tanto amato dai Romani i quali già ai tempi utilizzavano tecniche di invecchiamento. Venne citato per la prima volta in età moderna nel 1825 dagli Acerbi.

Vitigno di buona vigoria, a germogliamento precoce, tralcio lungo, robusto, poco ramificato, ad internodi medi, vegetazione equilibrata.L'Aglianico si presenta con lunghe foglie e grappoli di dimensioni generalmente piccole e forme cilindriche, per lo più alati e compatti. Anche i chicchi sono di dimensioni piccole o al massimo medie, con abbondante pruina a ricoprire le bucce fini ma coriacee di un bel colore nero fitto. Si trova a suo agio nelle zone fredde di alta quota.Oltre alla resistenza al freddo, ha anche poca sensibilità alle malattie, con una leggera sofferenza in più per l'oidio e la peronospora.

Carousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel image

IL FIANO

Il Fiano è un vitigno a bacca bianca considerato tra i migliori in Italia. Viene coltivato prevalentemente in Campania, nella provincia di Avellino. Il nome fiano sembra che derivi dal nome di una popolazione Ligure delle Alpi Apuane sopraffatta dai Romani e, migrate, nel secondo secolo a.C. in Campana. In questo esodo sembra abbiano portato con sè la vite Apuana poi divenuta Apiano, poi Afiano e infine Fiano.

Il grappolo si presenta di piccole o medie dimensioni, di forma piramidale alata con acini molto serrati di medie dimensioni e forme ellittiche. La buccia si presenta spessa, dorata e poco pruinosa. Il vitigno è vigoroso, fertile ma con basse rese.

Carousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel image