lettera a Giannino

3 gennaio 2012

Caro Oscar Giannino, ti conosco e ti apprezzo per il programma che tieni su Radio24. Grazie a te ho capito che sono un liberista; ma voglio raccontarti brevemente alcune mie idee.

Sono uno dei pochi italiani che non si è fatto MAI abbindolare da Berlusconi, anzi il personaggio mi fa tanto schifo che nel '94 buttai per protesta il televisore e da allora non lo ho più avuto. Da qualche anno ho smesso anche di leggere Repubblica e mi informo qua e là, tra internet e radio.

Su due luoghi comuni non ti sento abbastanza in sintonia con me, due luoghi comuni che servono alla "casta" o allo "establishment" per perpetuare il proprio potere: sono la DIFESA DEI DIRITTI ACQUISITI e la LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE.

La difesa dei diritti acquisiti mi fa pensare alla scialuppa i cui occupanti prendono a remate i poveracci che tentano di salire a bordo; è la lotta per conservare i privilegi, mentre si dovrebbe dar modo ai più forti e capaci di salire a bordo e remare perché tale è l'interesse generale e ciò richiede un mondo che cambia.

La lotta all'evasione fiscale è lo spauracchio con cui la casta instilla il senso di colpa nei cittadini, l'indicare la luna per far vedere appunto la luna invece della mano che ti sfila il portafoglio. L'evasione fiscale, da diritto naturale di protesta contro il governo corrotto, incapace e privilegiato, da autodifesa complice dei cittadini, a reato terribile perché in realtà priva di risorse una casta intenta a gozzovigliare, cui manca una portata prelibata o un vino pregiato di cui dare ogni tanto un assaggio alla plebe per tenerla buona.

Se la dittatura è un sistema pericoloso, la democrazia è un sistema inefficiente. Democrazia o dittatura l'importante è - lo ho capito grazie a te - che lo Stato sia "poco", che i cittadini siano "tanto" liberi. Tolta l'Istruzione e la Giustizia - la prima per dare ad ogni giovane il diritto naturale a poter competere in una società complessa; la seconda per dare ad ogni cittadino il diritto naturale a poter competere in modo giusto - tutto il resto sia privato e libero!

Infine un punto su cui non ti ho mai sentito e sul quale io invece mi batto da sempre, anche contro gli ispettori del lavoro che vengono a intervistarmi in azienda cercando di capire perché sia un collaboratore e non un dipendente: il lavoro NON è un diritto ma un DOVERE! È un dovere lavorare ma non è un diritto attendersi un posto di lavoro dallo Stato. Chi non riesce a trovare lavoro vada a zappare la terra, che patate e broccoli sono sufficienti per vivere.

Ti saluto Giannino, grazie per l'attenzione se sei arrivato fin qui.