freecycle BZ

fondazione del gruppo Freecycle di Bolzano, ottobre 2013

Differenzio? Meglio: Riuso!

Se alcuni comuni piu’ avanzati ci stanno "educando" a buttare meglio i nostri rifiuti, noi cittadini possiamo fare un comodo e utile passo avanti: rimetterli in circolo! Riutilizzare nella comunità ciò che a qualcuno non serve più e di cui invece qualcun altro ha bisogno. Il tutto gratuitamente, come ci insegna la rete mondiale FreeCycle (www.freecycle.org) il cui scopo è proprio quello di evitare lo spreco di oggetti: ciò che non serve a me può servire a un altro, e quindi glielo regalo. Diecimilioni di persone in cinquemila città del mondo hanno aderito a questo principio, e anche in Italia alcune citta’ hanno il loro gruppo (lista completa su www.freecycle.org).

Il tuo phon non ti serve più perché nel frattempo sei diventato calvo? Il tuo letto singolo ti va stretto perché ora siete in due? Cerchi una cuccia per il tuo cane? o dei barattoli di vetro per metterci la tua marmellata fatta in casa? Posti l'annuncio e facilmente troverai chi cerca o offre proprio quell'oggetto. Nella ventina di gruppi già esistenti in Italia si trova perciò di tutto: alimentatori di cellulari, armadi e comodini, biciclette, vestiti per bambini, sci, posate, libri e videocassette ... e perfino automobili altrimenti da rottamare.

Come funziona praticamente un gruppo FreeCycle? Se aprendo il mio armadio continuo a vedere quella giacca che non uso, invio un messaggio email al gruppo offrendola. Gli iscritti al gruppo riceveranno il messaggio, qualcuno interessato me la chiederà e ci accorderemo per la consegna, rigorosamente gratuita. La rete Freecycle ha delle regole circa ciò che si può offrire o cercare: vietati in generale animali, oggetti preziosi, materiale pornografico; vietato il baratto e la richiesta di pagamento in qualunque natura. Lo scopo deve essere sempre di dare ad altri ciò che non uso e che potrebbe finire tra i rifiuti e di cui invece qualcuno può aver bisogno; gratuitamente.

Perché un gruppo funzioni occorre raggiungere una massa critica di almeno un centinaio di iscritti. Iscriversi è semplice e ovviamente gratuito: basta inviare una mail vuota a:

BolzanoBozenItaly-subscribe@yahoogroups.com.

I messaggi inviati dovranno essere preventivamente approvati da un moderatore prima della pubblicazione.

Ma come nasce e come opera un gruppo Freecycle? Ce lo facciamo spiegare da Andrea Ricci, moderatore del gruppo Freecycle di Roma:

- Come sta andando il gruppo di Roma? è apprezzata questa forma di riutilizzo di oggetti?

A Roma siamo arrivati a 600 iscritti in un anno e mezzo, con una media di 2 messaggi al giorno. A giudicare dalle continue richieste di iscrizione al gruppo e dal numero di messaggi, direi che l'idea è apprezzata.

- Iscrivendosi non si rischia di ritrovarsi la casella email piena oltre che di annunci, di chiacchiere, di appelli, etc.?

Occorre precisare che in un gruppo Freecycle non ci si confronta né generalmente ci si conosce; non è un social network con cui scambiarsi idee e fare amicizia, tipo Facebook; è piuttosto come una bacheca, come un giornalino di annunci: metti il tuo annuncio (offro o cerco) e se qualcuno è interessato ti contatterà. Inoltre il processo di selezione e approvazione dei moderatori è molto severo e gestito dalla centrale internazionale del network: se un gruppo uscisse dal binario, diciamo così, pubblicando annunci cosiddetti off topic, esso verrebbe rapidamente chiuso.

- Immagino però che comunque gli iscritti a questi gruppi Freecycle abbiano mentalità e concezioni affini. Capiterà che ci siano utenti che inviino messaggi off topic rispetto a offro/cerco, ma in topic rispetto al riuso, ad esempio cercando di suscitare un dibattito. Come ti comporti con questi messaggi?

Li censuro senza pietà! :-) Un moderatore non deve mai perdere di vista le regole alla base del gruppo. Oltre a venir meno al proprio mandato, la conseguenza inevitabile è la fuga degli iscritti, che chiedono specializzazione. Però mi sono posto il problema fin dall'inizio e per il dibattito tra gli iscritti ho creato un gruppo parallelo.

- Chi ha vantaggio dall’attivita’ di un gruppo Freecycle?

Se intendiamo vantaggio economico, certamente chi riceve un oggetto non lo compra e quindi, se ne ha bisogno, risparmia. Ma questa e’ una visione ridotta: in realta’ tutti ci guadagnamo. In ogni oggetto sono presenti risorse naturali nei materiali che sono occorsi per produrlo; e risorse di lavoro umano, per realizzarlo. Non gettarlo in discarica vuol dire apprezzare tutte queste risorse e questo lavoro, non sprecarli e anzi dargli nuova vita grazie all’uso che ne fara’ un altro. E’ un beneficio morale molto piu’ che economico.

- Allora diffondiamo il gruppo!

Certamente! Piu’ siamo, meglio funziona, piu’ oggetti si riescono a recuperare e riutilizzare!