discorso fotovoltaico Chiusi

discorso al Comune di Chiusi, ottobre 2007

Buonasera, mi chiamo Andrea Ricci e sono responsabile della divisione fotovoltaico di SICE di Rocchi Roberto snc, una azienda di Chiusi. Vorrei indurvi ad una riflessione sull’investimento in un impianto fotovoltaico, utilizzando un paragone con qualcosa cui siamo tutti molto abituati e affezionati: l’automobile.

[foto auto] Quasi tutti possediamo un’automobile, e siamo abituati a pensare alla mobilità personale e familiare solo con essa.

[foto taxi] Ma supponiamo invece che l’abitudine sia quella di usare il taxi: che nessuno possieda un’auto personale, ma che ci si sposti con un taxi, che si paga e via; diciamo 10€ al giorno.

Un giorno arriva a casa nostra un tizio [foto Marchionne] e ci dice:

- Invece di usare il taxi, che ne diresti di avere un’auto tutta tua, con cui muoverti liberamente e a tuo piacimento senza dover chiedere alcunché ad alcuno?

- Mmmh, e quanto costa?

- Solo 20mila€

- Nooo! Mi tengo stretto il taxi, costa solo 10€, mi va bene così

- Ma rifletti: l’autonomia, il piacere della guida, in 6 anni rientri della spesa … Vu cumprà?

- Guarda, non ho soldi da spendere in un’auto, non mi interessa, addio

Alla luce delle nostre abitudini, sembra un colloquio preso dal teatro dell’assurdo, non è vero?

Passiamo ora dalla mobilità all’energia e in particolare all’elettricità.

[foto traliccio] Praticamente tutti possediamo un contatore di energia elettrica, e siamo abituati a pensare alla fornitura di elettricità solo per mezzo di esso: consumo e pago; diciamo 5€ al giorno.

Un giorno arriva a casa nostra un tizio pelato con gli occhiali [foto Ricci] e ci dice:

- Invece di usare l’energia dell’ENEL, che ne diresti di avere una piccola centrale tutta tua, con il fotovoltaico?

- Mmmh, e quanto costa?

- Solo 10mila€

- Nooo! Mi tengo stretto il contatore, costa solo 5€, mi va bene così

- Ma rifletti: l’autonomia, la soddisfazione di produrti da solo energia pulita, in 6 anni rientri della spesa … Vu cumprà?

- Guarda, non ho soldi da spendere in impianti, non mi interessa, addio

Alla luce delle nostre abitudini, è il colloquio che si ottiene nella quasi totalità dei casi, a differenza del precedente; lo avrete avuto anche voi, non è vero?

Vorrei ora riflettere con voi sulla razionalità e intelligenza di questi nostri diversi comportamenti e atteggiamenti, a prescindere da aspetti etici, morali, ambientali, politici, che vedremo dopo.

Cominciamo dall’auto: ci costa 20mila€ iniziali, poi c’è il carburante, il meccanico, i pneumatici, l’assicurazione, il bollo, le multe, l’autostrada; diciamo che ci costa 100mila€. Dopo 10 anni però bisogna cambiarla perché diventa pericolosa. Lo Stato ci aiuta nell’acquisto? No, anzi ci tartassa subito con l’iva al 21%! Perchè allora accettiamo di pagare una cifra così alta? Ma per il piacere dell’autonomia nella mobilità, un valore importante. E soprattutto lo accettiamo perché così fan tutti, per abitudine di consumo.

Passiamo all’impianto fotovoltaico: ci costa 10mila€ iniziali, poi c’è … niente! Un impianto fotovoltaico vive 50 anni, senza inquinare, senza far rumore, senza chiederci nulla. Ci costa solo 10mila€ iniziali e ci produce tutta l’energia elettrica di cui abbiamo bisogno. Lo Stato ci aiuta nell’acquisto? Sì, hai voglia! Con sussidi, con contributi, con iva agevolata al 10% … ce lo ripaga al 200% l’impianto! E perchè allora non accettiamo di pagare una cifra così bassa per un valore importante come l’autonomia energetica? …... Io non so rispondere, ma rispondetemi voi!

In attesa delle vostre riflessioni e risposte, vorrei prendere in considerazione gli aspetti etici, morali, ambientali, politici, che avevo tralasciato prima.

Perché siamo stati indotti, nell’ultimo secolo, a comprare tutti l’automobile e a preferirla sugli altri sistemi di trasporto? I governi, intendo tutti i governi, non dovrebbero temere l’autonomia e la libertà dei cittadini e quindi spingere mezzi di mobilità di massa sotto controllo pubblico, come treni, bus? No, perché l’automobile è un formidabile volano dell’economia sia in fase di produzione che di uso, perchè consuma, richiede manutenzione, e può essere soggetta a tassazioni di ogni tipo (comprendo in ciò le multe). Quindi produce molte entrate per gli Stati. Che quindi ne hanno incentivato l’acquisto e l’uso. E chissenefrega se inquina, fa rumore, richiede l’asfaltificazione di enormi porzioni di territorio, produce stress!

Perché invece nell’ultimo decennio siamo stati trattati con il bastone e con la carota riguardo agli impianti fotovoltaici? Con inventivi e paletti, con stimoli e fardelli burocratici? Ma lo accennavo prima: i governi, intendo tutti i governi, temono l’autonomia e la libertà dei cittadini, vogliono controllarli e quindi li spingono alla dipendenza da grandi gestori di beni essenziali, che siano di acqua, di telecomunicazioni, di fonti di riscaldamento e, appunto, di elettricità. Un cittadino che si produca da solo l’energia elettrica, la più nobile e pulita fonte di energia che l’uomo abbia inventato, è un cittadino che sfugge al controllo. Quindi: il fotovoltaico non si può fermare? Allora imponiamo la connessione dell’impianto alla rete elettrica, in cambio dell’incentivo, così lo teniamo legato.

Ma ricordatevi che un impianto fotovoltaico lo possiamo sconnettere dalla rete in ogni momento, quindi terminato l’incentivo ventennale, ci attacco le batterie e … addio gestore e bolletta!

Ecco, vi ho offerto un ulteriore spunto di riflessione per darmi una risposta alla domanda: come mai non ci facciamo tutti un impianto fotovoltaico?