Andalucia

Questo è un diario del mio viaggio in Andalucía ed è inteso come ricordo personale e come guida per gli amici. Tutti i nomi di luogo sono riportati nella grafia originale spagnola. L'asterisco indica luogo particolarmente interessante.

Amico, amica, te lo dono con piacere. Solo ti chiedo di segnalarmi errori, correzioni, integrazioni.

Questo viaggio l'ho effettuato tra domenica 19 dicembre 1993 e domenica 9 gennaio 1994. Ho volato con Iberia, scalo a Madrid, arrivo a Málaga e ritorno da Sevilla.

domenica 19 dicembre: arrivo a Málaga nel pomeriggio

Dall'aeroporto un autobus porta in centro. Málaga è una città portuale di circa 600 mila abitanti. Il centro storico è piccolo e quindi la maggior parte della popolazione vive in una grande periferia di recente e brutta urbanizzazione. Il bel Paseo del Parque * (lungomare) non ha purtroppo vista del mare perché sbarrata da moli e attrezzature portuali: il mare da Málaga-centro non si vede. Lo si può vedere salendo sulla collina-parco del Castillo de Gibralfaro *, sulla quale salirai a piedi dopo aver passeggiato per il centro, aver visto la Cattedrale e l'Alcazaba (fortezza) con museo e giardini. In mezza giornata può esaurirsi la visita di questa che è città natale di Pablo Picasso (1881-1973).

[Regina, amica di Carina, tel 95 2298259]

lunedì 20: arrivo a Granada

Granada si può visitare in almeno due giorni intensi: uno per la collina dell'Alhambra e dintorni, l'altro per il quartiere dell'Albaicín e dintorni. Conta più di 250 mila abitanti e vi nacque Federico García Lorca (1895-1936). Sta a 700 metri d'altitudine ed è circondata dalla Sierra Nevada. Siccome i summenzionati quartieri interessanti si trovano su colline, è una città un po' faticosa da visitare. Ne suggerisco la visita con questi due itinerari.

Albaicín - Plaza Nueva * Iglesia de Santa Ana * Carrera del Darro * Iglesia de S. Pedro y Pablo * Paseo de Padre Manjón *, alla cui fine partono due strade: a destra, dopo il ponte, di fronte, una sterrata * che risale la collina dell'Alhambra fino al Generalife; noi proseguiamo invece a sinistra, con la Cuesta del Chapiz. Arrivati alla Casa del Chapiz, svoltare a destra sul Camino del Sacromonte * e farselo tutto fino alla Abadía del Sacromonte. Lungo il Camino, dopo circa 200 metri, c'è una curva quasi a gomito: a destra il burrone e a sinistra un bel cortile di una casa ornata di fiori (premiata per ciò) e subito dopo delle scalinate che portano su, verso la Muralla Arabe * e il quartiere di Sacromonte *. Abbandonarsi alla visita di questo quartiere al ritorno dalla Abadía: una via piuttosto rettilinea, che si prende alla fine della scalinata, a sinistra e che arriva fino alla Plazoleta Cruz de Piedra, offre bellissime vedute su Granada, panchine dove riposarsi, fontanelle dove bere (su una di queste, ornata di azulejos, ho letto questa frase di J. G. Cano: "cuánto me gustaría / ser la fuente de mi barrio / pa cuando pases y bebas / sentir muy cerca tus labios"); lungo questa via si può deviare a destra e risalire la collina fino alla Muralla (panorama *). Arrivati a Cruz de Piedra andare verso sinistra e lungo la carretera de Murcia arrivare fino alla chiesa di San Cristóbal di fronte alla quale c'è un mirador *. Rientrare quindi in Albaicín nella Plazoleta S. Bartolomé e Calle de Páges e qui girovagare per ore nel bel quartiere non mancando di passare per la chiesa di S. Nicolás - dalla cui piazza * si gode la più famosa vista dell'Alhambra - e per S. Miguel Bajo - con altra vista sulla parte ovest della città. Da qui ridiscendere verso la Puerta de Elvira, passare alla Plaza del Triunfo e andare a destra fino all'Hospital Real *, bell'edificio con giardini e patii, ora Università. Dirigersi infine verso S. Jerónimo, con chiostri, calle S. Jerónimo lungo la quale fermarsi a vedere il bel patio del Colegio Mayor e poi la Plaza Universidad. Concludere il giro con la visita della Cattedrale e delle animate stradine adiacenti. Un buon bar è in calle Capuchinas 16, sulla plaza della Romanilla e si chiama appunto Gran Café La Romanilla; davanti, di giorno, c'è anche il mercato.

Alhambra - La via di accesso normale è per la Cuesta de Gomérez, via stretta, in forte salita e trafficata, sporca e brutta. Consiglio di salire più dolcemente, o da nord, per la strada sterrata descritta sopra, o da sud, facendo magari questo lungo e interessante giro (partire la mattina presto!): Puerta Real, Acera del Casino, Fuentes de la Batallas, Carrera del Genil, Paseo del Salón, Paseo de la Bomba, Calle Escoriaza, Calle de Molinos, Campo del Príncipe * Iglesia de San Cecilio, Antequeruela Baja da risalire fino ad arrivare di fronte al grandioso albergo Alhambra Palace. Con le spalle a questo, andare ad esplorare dapprima la zona a destra fino ad arrivare ai bei giardini del Carmen de los Martires; poi ritornare e percorrere la Calle del Niño del Rollo con due indirizzi da visitare, interessanti per le architetture dei palazzi e dei giardini: il Museo Gomez Moreno, collezione privata ad ingresso libero, il cui custode è un dolce ragazzo laureato in storia dell'arte, Xavier, al quale chiederete il permesso di visitare con lui i particolari bei giardini della Fundación Rodríguez Acosta: Xavier vi spiegherà l'origine di questa costruzione e del suo proprietario e mecenate, il pittore Acosta. Continuare poi fino alle Torres Bermejas e scendere alla Puerta de la Granadas: di qui cominciate finalmente la visita dell'Alhambra. L'ingresso ai giardini è libero; il biglietto serve per poter vedere l'Alcazaba, l'Alcázar e il Generalife. Il biglietto porta un orario, di vostra scelta, per poter accedere all'Alcázar. Per orientarvi nella scelta della mezz'ora per accedere, e visto che per ragioni storiche conviene vedere prima l'Alcazaba, tenete conto che la visita di quest'ultimo non richiede più di un'ora, compresa una lunga e indispensabile sosta sulla stupenda e panoramicissima terrazza della Torre de la Vela, sulla quale farete in modo di stare di mattina e col sole per avere una stupenda vista dell'Albaicín. Prima di tutto, consiglio però di andare al Centro de Presentacion dove, con pannelli esplicativi di grande interesse, è illustrata la storia dell'invasione araba in Andalucía, l'architettura araba, e altro. Nei giardini c'è un Parador Nacional de Turismo con parcheggio. Potete discendere dalla collina per quella sterrata descritta sopra, che vi conduce al Rio Darro. L'Albergue Juvenil Granada si trova in Camino de Ronda 171 tel. 958 272638.

[Manolo Castillo, amico di Carina, tel 958 226917]

giovedì 23: arrivo a Córdoba

metri 100, 300 mila abitanti, vi nacquero il poeta Lucano, i due filosofi Seneca, il filosofo Averroé, il medico e filosofo ebreo Maimónides. Cordoba è città più elegante di Granada, in pianura e di facile visita: bastano due tranquilli giorni. Cominciare la visita dall'altra parte del fiume, il Rio Guadalquivir, entrando nalla Torre Calahorra: questa è attrezzata per una visita audiovisiva in varie sale, vi si apprende qualcosa della storia dell'Andalucia, ma soprattutto si può ammirare un plastico della Mezquita così come era prima della devastazione apportata dai cristiani: una foresta di colonne senza un centro, una costruzione senza una guglia, senza una facciata, una cosa stupenda che molto fa riflettere sulla grande civiltà araba; si può poi salire sulla terrazza e godere di un bel panorama. Attraversare quindi il ponte romano e andare a vedere come i cristiani hanno rovinato l'architettura della Mezquita trasformandola in cattedrale, contravvenendo alle rigide imposizioni che proibivano qualunque intervento di modifica (qualcosa di simile è successo alla mezquita di Jerez de la Frontera). Merita anche l'Alcázar de los Reyes Cristianos, con mosaici, terrazza e giardini. Visitare infine accuratamente la Judería *, cercare la Calle de las Flores * (poco a nord della Moschea, tra Encarnación e Céspedes), la Plaza Jerónimo Páez * dove è il Museo Arqueológico (non andarci di sera perché malfrequentata), la Plaza del Potro * dove è il Museo de Bellas Artes. Interessante edificio abitativo moderno in Av. Mozárabes, vicino alla Estación. Se si ha tempo passeggiare per i quartieri a est, per esempio Santa Marina, Palacio de Viana, San Lorenzo, Plaza de la Corredera. Stupendo Albergue Juvenil Cordoba nella Judería, Plaza de Juda Leví tel 957 290166. Se non c'è posto, Hostal El Leon a due passi dalla Mezquita, Céspedes 6 tel 957 473021. Ottimo locale per tapas, molto affollato, vicino a San Miguel.

sabato 25: arrivo a Antequera

metri 600, 35 mila abitanti, poche ore di visita. Bello, di giorno e di notte, l'Alcazaba (mal frequentato di notte, se non fa freddo) e dintorni: Arco de los Gigantes, Iglesia Santa Marí la Mayor. I dolmen non valgono. Si può prendere un'ottima tazza di cioccolato nella piazza bassa (dove c'è l'ufficio del turismo) quasi alla fine, sulla destra, prima della stazione di servizio. Hostal Reyes, Tercia 4 tel 952 841028.

domenica 26: arrivo a Ronda

metri 700, 30 mila abitanti. Merita una giornata. La città è in declivio a est e strapiomba a ovest. Scendere su ambedue i lati. Sul lato est si può camminare sulle mura e così pure a sud. Sul lato ovest si può scendere fino al fiume, sul Camino al fondo del Tajo con bellissime viste e risalirlo verso la Puerta de Carlos V. Questa divide la città antica da quella più popolare che ha una bella piazza alberata e alcuni locali caratteristici lungo le strade che salgono da essa. Carino, e molto turistico, il centro. Hostal Andalucía, proprio di fronte alla Estación, tel 952 2875450.

lunedì 27: arrivo a Tarifa

15 mila abitanti, estremità meridionale della penisola, porticciolo affacciato sullo stretto di Gibraltar a 13 km dalla costa africana la cui vista si impone con la sua alta catena di monti. Spiaggia ampia e di sabbia fine sul litorale ovest lunga 20 km lungo la quale si trovano dune e poi le rovine romane di Bolonia. Costa rocciosa sul litorale est, verso Algeciras, che potrebbe essere oggetto di una bella camminata, se non fosse così pericolosa per le continue proprietà militari (attenzione, perché sono mal segnalate), vacche e tori in libertà, cavalli, cani. Tarifa merita una sosta di un paio di giorni. Nonostante sia un paese turistico, frequentato tutto l'anno soprattutto da windsurfisti, è piacevole con i suoi mercati e il centro vietato alle auto. C'è una colonia di italiani e di tedeschi che vi vive tutto l'anno; ciò fa sì che gli alimentari vendano quasi tutto. Hostal Villanueva, a destra della Puerta de Jerez prima di entrare nel centro, avda Andalucía 11 tel 956 684149.

mercoledì 29: arrivo a Cádiz

150 mila abitanti, brutta, sporca, dall'apparenza malavitosa. I due Castillo, sul mare, non si possono visitare perché militari. Se proprio ci si deve fermare a dormire c'è l'Albergo Renfe, a fianco della Estación. Non cercare bettole nel centro.

[Carmen Padilla tel 956 256729]

giovedì 30: arrivo a El Puerto de Santamaria

di fronte a Cádiz, 60 mila abitanti, dotata di un moderno porto turistico con attrezzature di divertimento che può essere interessante visitare: Puerto Sherry. In Plaza Iglesia 6 ottima la pastelería y cafetería Selva Negra.

[Maria del Mar, Crista, Elizabeth, Crista e Ricardo, Cesar tel 956 560693]

venerdì 31: arrivo a Arcos de la Frontera

200 m, 30 mila abitanti, faticosa da visitare perchè si sviluppa lungo una cresta. Come a Ronda, spingersi fino all'altra parte del paese, verso il barrio bajo, popolare, con supermarket economico Super Arcos, panchine e un pollos asados, Pollos Saavedra, in calle Modesto Gómez 7 tel 702098 dove fanno una zuppa di interiora di pollo (mollega guisada) eccezionale. Parador e Meson las Callejas, con bella vista sulla vallata, cocina casera.

sabato 1 gennaio: arrivo a Jerez de la Frontera

50 m, 200 mila abitanti. Bella città, spaziosa, moderna. I posti più belli sono l'Alameda Vieja, intorno all'Alcazar, e la Plaza del Mercado *, accanto alla Iglesia de San Mateo. L'Iglesia convento de Santo Domingo ha dei chiostri famosi. Il quartiere a sud della città, popolare e forse un po' pericoloso di notte, è bello, con strade larghe e case bianche e basse; ancora più bello se visto da un piano alto dell'Albergue Juvenil, palazzone verde in Avda Carrero Blanco 30 tel 956 342890, con piscina (d'estate suppongo infuocato dal sole).

lunedì 3: arrivo a Sevilla

una grande e bella città nella piana del Guadalquivir di oltre 700 mila abitanti. Occorrono almeno 4 giorni per vederla, includendo una gita ad Italica e Carmona (vedi sotto). Paradossalmente la cosa meno interessante, soprattutto dopo aver visto quello di Granada e quella di Córdoba, sono l'Alcázar e la Catedral (Giralda esclusa); anche i rispettivi Jardines e il Patio de los Narajos non sono straordinari per chi ha visto altri e più bei patii e giardini nelle tre città storiche dell'Andalucía. Mi voglio limitare ad elencare alcune cose che mi sono piaciute e che potrebbero sfuggire al turista frettoloso o pedissequo lettore di guide. Per esempio cominciare, come per Córdoba, dall'altra parte! magari in un pomeriggio di sole che illumini la città. Attraversare il Puente de San Telmo e voltare a destra lungo la Calle Betis: bella la vista della città e del fiume; poi dare uno sguardo anche alla via interna Calle Pureza. Attraversare il fiume e passeggiare lungo il bel Paseo de Cristóbal Colón. Bello il Parque de María Luisa, la Plaza de España e il suo edificio semicircolare, adibito ad uffici pubblici. Il Paseo de Catalina de Ribera, a fianco dei Jardines; entrare finalmente dell'affascinante Barrio de Santa Cruz *, turistico ma mai affollato e da vedere anche di notte. Vicino all'Hospital de la Caridad c'è un moderno spazio per esposizioni: vedere che c'è. La Plaza de San Francisco, al cui nord c'è la zona commerciale e affollatissima (in Calle de los Sierpes c'è il negozio di dischi Virgin Megastore). Più a nord il popolare quartiere de La Macarena, la Alameda de Hercules, La Puerta Macarena da oltrepassare per andare a vedere l'enorme e stupendo fronte del Parlamento de Andalucía *. Il Puente de la Barqueta. Per vedere la Cartuja l'ideale sarebbero dei pattini a rotelle. Se siete arrivati in treno vi avrà colpito la modernissima Estación de Santa Justa. Camminerete spesso lungo la centrale Avenida de la Constitución, dove in corrispondenza della cattedrale c'è un ottimo Horno, ad angolo con c/ Vinuesa (?). Poco più avanti, sullo stesso lato, entrare nellla Plaza del Cabildo. Ancora più avanti, dove è il consolato d'Italia c'è anche l'Istituto Italiano di Cultura, mentre l'Istituto Dante Alighieri è in un cortile della Universidad. Ci sono due Mc Donalds, uno prima del Puente de San Telmo, l'altro nei pressi di Plaza del Duque de la Victoria.

Ci sono due zone per gli Hostales: il Barrio de Santa Cruz (caro) e la zona di Plaza del Duque del la Victoria (barato).

Hotel Las Casas de la Judería, Plaza Santa María la Blanca tel 95 4415150 fax 4422170 con parcheggio (lusso).

visita a Italica

da Plaza de Armas, nei pressi della Antígua Estación de Córdoba, si prende l'autobus per Santiponce e si scende all'ultima fermata (20 minuti). E' una gita molto piacevole in una bella giornata di sole, per l'atmosfera di questo sito archeologico, dove è bello passeggiare, riposarsi, sedersi a leggere sulle panchine del parco.

visita a Carmona

400 m, 25 mila abitanti. un pueblo blanco piacevole da visitare con una articolata passeggiata interna ed esterna, lungo la quale si ha la vista della piana del Guadalquivir. Parador. L'autobus che porta a Carmona può fare fermata all'aeroporto: è l'unico mezzo pubblico che vi ci può portare (il taxi costerebbe 2000/3000 Pst) con sole 80 Pst. Per chi deve raggiungere Sevilla dall'aeroporto, la fermata è dall'altra parte dell'autovía, in corrispondenza di un cartello 80 km/h. Gli orari si possono chiedere alla Compañia Casal tel 95 4410658. L'arrivo a Sevilla è al Prado de San Sebastian, vicino a la Universidad.


Piccolo vocabolario

mozárabico: del cristiano che rimase tale dopo la conquista araba

mudéjar: dell'islamico che rimase tale dopo la reconquista cristiana

ACCATTONI - in Spagna è un mestiere, danno fastidio a chi non è abituato, ma non sarebbe peggio se fossero tutti criminali? Se ce ne sono tanti vuol dire che gli spagnoli li tollerano e danno elemosine

AUTOBUS - in Spagna si gira in autobus perché la rete ferroviaria non è molto sviluppata ed è lenta. E' curioso che le fermate spesso non sono segnalate da cartelli: la gente sa che lì c'è una fermata e se non lo sa deve chiedere

LAVORATORI - la gente che lavora (ci sono molti nullafacenti di giorno in giro) lavora davvero: gli spazzini spazzano, i custodi custodiscono, i poliziotti controllano, gli addetti agli sportelli rispondono

MUSEI - non cercare spiegazioni o indicazioni nei musei: non ci sono

POLIZIA - la polizia gira a piedi, sta nelle piazze, è presente, in mezzo alla gente e vicino ad essa, pronta, a disposizione. Non si fa inutili ma comodi giretti in macchina

SALUTE - metà della popolazione è malata ai polmoni, tossisce, scatarra, sputa. Ci sono storpi, scemi

SIEPI - mai visto siepi squadrate in modo simile a quello che si usa qui; soprattutto i cipressi vengono tagliati a forma di colonne, di parallelepipedi, di archi

TELEFONI - la Telefónica, l'azienda di stato per i telefoni, è un ente truffaldino: è difficile trovare un telefono che funzioni. Prima di chiamare bisogna prima controllare che lo sportellino di restituzione delle monete non sia bloccato, se non volete perdere il resto.

VETRO - le strade sono piene di bottiglie rotte

Andrea Ricci - dicembre 1993 gennaio 1994 in solitario