dialoghi

"Ascenseur pour l'échafaud" de Louis Malle

avec Jeanne Moreau et Maurice Ronet

JM - c'est moi qui n'en peux plus ... je t'aime ... je t'aime ... alors il faut bien ... je t'aime ... je ne te quitterai pas Julien ... tu sais que je serai là, avec toi

MR - ah, je t'aime ... si je n'entendais pas ta voix, je serai perdu dans un pays de silence

JM - ce n'est pas très courageux

MR - ce n'est pas courageux l'amour

JM - tais-toi

[musique ... titres]

JM - quelle heure est-il?

MR - sept heures

JM - embrasse-moi ... je t'attendrai à la terrasse du Royal Camée, comme d'habitude. Quand tout sera fini, tu prendras ta grosse voiture, tu t'arrêteras en face, je monterai à côté de toi ... et nous serons libres, libres Julien

MR - bien

JM - je t'attends, je n'attends que toi ... dans une demi-heure, Julien

[JM raccroche]

MR - Florence!

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"La partenza" di Franz Kafka

- dove vai, signore?

- non lo so - risposi - purché sia via di qua, via di qua, sempre via di qua; soltanto così posso raggiungere la meta

- dunque sai qual è la tua meta?

- sì - risposi - te l'ho detto: via di qua, ecco la mia meta

- non hai provviste con te?

- non ne ho bisogno - risposi - il viaggio è così lungo che dovrò morire di fame se non trovo nulla per via. Nessuna provvista mi può salvare. Per fortuna è un viaggio veramente straordinario

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Un uomo si imbatte in un grande cantiere

e vuole informarsi su cosa stiano facendo; decide perciò di fermare degli operai. Ne vede uno che sta battendo dei chiodi su delle assi e gli chiede:

- mi scusi, che cosa sta facendo?

- eh, sto infilando questi chiodi

Ne vede un altro che trasporta degli attrezzi:

- mi scusi, che cosa sta facendo?

- mi guadagno da vivere, caro signore

Ne vede un terzo che sta tirando una fune e gli chiede:

- mi scusi, che cosa sta facendo?

- sto costruendo una cattedrale

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"I fabbricanti di candele" di Frédéric Bastiat

Camera dei Deputati

- Siamo sottoposti alla intollerabile concorrenza di un rivale straniero, il quale gode di tali mezzi superiori per la produzione della luce da essere in grado di inondare il nostro mercato nazionale a prezzi ridotti. Questo rivale non è altri che il Sole. La nostra petizione è che si approvi una legge che inponga la chiusura di tutte le finestre, di tutte le aperture e di tutti gli spiragli attraverso cui la luce del Sole penetra solitamente nelle nostre abitazioni, a detrimento della profittevole manifattura di cui ci è stato concesso di dotare il paese.

firmato: i fabbricanti di candele

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"Invito della Follia" di Davide Saliva

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: "Si gioca a nascondino?". "Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità. "Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare". Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia. "1,2,3. - la Follia cominciò a contare. La Fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi. L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso. La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano. La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove. "CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare." La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: "Dov'è l'Amore?". Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre. L'Amore accettò le scuse. Oggi, l' Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

Jack Kerouac

"...dobbiamo andare e non fermarci mai finchè non arriviamo."

"Per andare dove amico?"

"Non lo so, ma dobbiamo andare."