Marco Belocchi

Su in cielo, di Marco Belocchi

Su in cielo viviamo noi: gli angeli. Abitiamo qui circa... bè, dall’eternità. Siamo centinaia e centinaia, ma non ci servono nomi, usiamo i numeri, è più comodo. Io, per esempio, mi chiamo Venticinquesimo. La nostra residenza è l’Universo: le stelle, i pianeti, gli asteroidi. No, non abbiamo nessun problema con le distanze, ci spostiamo alla velocità del pensiero. Eppure la nostra vita quassù è tremendamente monotona. Abbiamo perciò ideato un piccolo diversivo: il gioco dell’uomo, ovvero prendere forma umana e scendere sulla Terra. Inevitabilmente però succede che ogni uomo divenuto famoso o ricordato nella storia sia un angelo. Ci sono angeli diventati capi di stato come Giulio Cesare, Napoleone, Churchill; altri artisti come Michelangelo (il suo nome poi è così evidente), Mozart, Shakespeare; o scienziati come Einstein. A ogni angelo in fondo piace nascere come un genio. E poi gli uomini senza angeli non avrebbero combinato un bel nulla. La loro razza è così stupida! I nettuniani, per esempio, lo sono certo meno. Io sono nato molte volte come filosofo. Sono stato Platone, Maometto, S. Tommaso d’Aquino, Cartesio, Marx e altri meno noti – anche per noi è difficile diventare famosi. Vi chiederete perché io sia nato qualche volta cristiano e qualche altra volta no. È molto semplice. Vedete, gli uomini credono che Dio esista. Non è così. Io non ricordo nessun Dio. All’inizio, forse, Dio era e probabilmente creò ogni cosa, ma non ne sono più tanto sicuro. Anche perché ad un certo punto scoppiò una rivoluzione, in quanto Dio deve essere stato pazzo a creare una razza stupida come quella umana e particolarmente pazzo a mettere vicino l’uomo e la donna. Per noi fu incomprensibile e si levarono fiere proteste. Finché qualcuno non cominciò a parlare seriamente di democrazia: le decisioni da quel momento sarebbero state prese tutti insieme. Eravamo stanchi di un Dio che si comportava come un dittatore. Quindi fu spodestato e divenne semplicemente un nostro pari. Ora non ricordo con esattezza il suo numero... Settimo, mi pare. Una volta, dopo molto tempo, anche Settimo provò a farsi uomo e scelse di diventare profeta: Gesù Cristo! Settimo è sempre stato ambizioso. Comunque scese sulla terra e si mise a raccontare un’infinità di sciocchezze, a compiere miracoli e altre cose strabilianti come la resurrezione. Nessuno di noi aveva mai osato tanto. Questo era infrangere le regole del nostro gioco! E tutto per far credere che quello che andava predicando fosse la verità. È pure riuscito a fondare una nuova religione e ora quei disgraziati credono nella vita eterna, nel Paradiso, nell’Inferno, alla fine del mondo, nel peccato, nella chiesa. Credono addirittura di essere figli di Dio. E la loro opinione sugli angeli e sui diavoli poi è completamente errata. Il diavolo è un’invenzione di Settimo. Per lui, in realtà, i diavoli saremmo noi e gli angeli delle creature divine che passano il tempo a cantare le sue lodi svolazzando fra le nuvole o a custodire gli uomini difendendoli dalle tentazioni. Stupidaggini! Per questo motivo ho ingaggiato una lotta personale con Settimo, non ne potevo più di sentire tutte quelle scempiaggini. Quindi divenni Maometto per fondare una religione che facesse un po’ di guerra alla sua. S. Tommaso d’Aquino invece fu solo uno scherzo di raffinata ironia, e Settimo ne ha così poca! E Marx per dire finalmente che non esisteva nessun Dio e anche allora ottenni un certo successo. Lui però non si dette per vinto e nacque ancora, stavolta come S. Francesco. E di nuovo utilizzò miracoli di bassa lega parlando con gli uccelli e altre facezie del genere. Tempo dopo, invece, siccome la sua chiesa era alquanto corrotta, Settimo volle diventare un nuovo predicatore, un fustigatore dei costumi che riconducesse le sue pecorelle piuttosto rilassate ad un ovile più consono. Così divenne Savonarola. Ma i tempi erano cambiati, gli uomini s’erano fatti più furbi e non credettero più alle sue parole. E fu bruciato sul rogo. Ci rimase piuttosto male e se non erro quella dovette essere l’ultima volta che Settimo si fece uomo. Eh sì, da allora ha una paura matta e mettere piede sulla Terra. Gli uomini poi credono anche nell’anima. Un’idea ridicola, naturalmente. Dopo la morte essi ritorneranno polvere e basta. Può accadere però che un uomo particolarmente intelligente o meritevole – stiamo parlando di casi rarissimi – venga ammesso a far parte degli angeli. I fratelli Lumière, ad esempio, erano uomini a tutti gli effetti, ma alla loro morte divennero angeli. Ciò è accaduto perché essi, del tutto involontariamente, hanno creato una simpatica variante al nostro gioco: diventare cineasti. Molti angeli specializzati nel nascere artisti hanno provato questa nuova esperienza, e per un certo periodo andò anche abbastanza di moda, così alcuni divennero Ejzenstejn, Welles, Buñuel, Kubrick e molti altri. Anzi alcuni di loro sono ancora vivi e forse è meglio che io non dica chi sono. Potrebbe essere molto pericoloso per gli uomini.