CASO UNO: COSTI ELEVATI
Come primo caso reale esaminiamo il portafoglio di investimento della Signora Z.
Tale portafoglio è stato costruito in molteplici anni dal consulente "di fiducia" della banca dove la famiglia aveva conti correnti e portafoglio titoli.
Ogni consulente bancario (ne hanno cambiati parecchi negli anni) proponeva dei "nuovi fondi" da inserire in portafoglio; e ciò ha continuamente aumentato il numero totale dei fondi fino ad arrivare a 17.
La maggior parte di questi fondi erano a gestione attiva (con commissioni elevate perché bisogna pagare il gestore, che nella maggior parte dei casi non batte il benchmark di riferimento).
Il controvalore totale del portafoglio è di 445879,18€
Il portafoglio aveva un costo medio annuo dell’1,55%, equivalenti a 6494,19€
CRITICITA':
Oltre ai costi di gestione elevati, molti fondi prevedevano ulteriori costi di entrata o di disinvestimento (prima di un certo termine).
Si badi bene che tali costi sono definiti "nascosti", perché il cliente non li vede decurtare dal conto corrente, ma vengono direttamente sottratti dalle performance del portafoglio, erodendo così il rendimento totale (se un fondo performa il 5% in un anno ma i costi sono del 2%, le performance REALI sono del 3%. Se aggiungiamo l'inflazione (2%-5%) potresti aver perso soldi, nonostante il fondo nominalmente abbia reso il 5%).
In pratica a te sembra di guadagnare "sulla carta", ma il capitale non cresce e ti chiedi perché.
E' una situazione molto comune in Italia.
Le criticità non sono finite qui; in quanto molti fondi si sovrapponevano (ovvero investivano nelle stessi identici strumenti). In parole povere, comprando 3/4 ETF si potevano tagliare 6/9 fondi, con un risparmio notevole di costi e rendendo il portafoglio più efficiente e chiaro. Ma questo alle banche non conviene perché mangia i loro guadagni commissionali.
Le banche guadagnano dalla detenzione e compravendita di ogni fondo, un consulente indipendente no.
Una possibile soluzione ai costi elevati è l'utilizzo di ETF (fondi a gestione passiva che replicano un indice di mercato); ciò permette di ridurre significativamente i costi di gestione annuali portandoli da 1,55% a 0,17%.
In soldoni, i costi passerebbero da 6494,19€ a 767,66€, per un risparmio secco di 6037,36€ annui.
60373,60€ risparmiati in 10 anni solo di costi.
Nel portafoglio della banca erano presenti molti fondi comuni a gestione attiva. Questi prodotti vengono venduti principalmente dalle banche e dai loro promotori perché avendo costi elevati garantiscono una retrocessione maggiore e quindi permette un guadagno elevato (alle banche).
SORPRESA FINALE:
Oltre ad avere costi elevati di gestione, spulciando tra i documenti bancari ci siamo accorti che la cliente pagava un canone trimestrale di "consulenza bancaria":
Ben 710,29€ a trimestre per un totale annuo di 2841,16€.
Soldi che venivano scalati dal conto titoli, potremmo definirli costi semi-nascosti.
CONCLUSIONI:
L’analisi di portafoglio ha portato alla luce numerose problematiche (costi elevati, commissioni più o meno trasparenti, sovrapposizione, gestione inefficiente ecc...) e tutto questo escludendo i rendimenti a dir poco esigui, considerando il periodo preso in considerazione.
Dopo l'analisi di portafoglio siamo passati ad una nuova costruzione con riallocamento dei capitali: tenendo in considerazione gli obiettivi finanziari e il grado di rischio della cliente. Una vera e propria consulenza personalizzata.
Se anche tu hai dei soldi investiti e vorresti avere un parere gratuito e senza impegno, contattami e valutiamo insieme la tua situazione. Il 90% delle volte è possibile ridurre sensibilmente i costi e massimizzare i rendimenti.
CONTATTAMI SENZA ALCUN IMPEGNO:
Andrea Andena
Via Ispra 7, Busto Arsizio (VA)
Andry10.andena@gmail.com
+39 3478132181 (anche whatsapp)