Donne che Progettano il Futuro è un percorso laboratoriale promosso da AIDIA– Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti sezione di Reggio Calabria, pensato per valorizzare le competenze tecniche e trasversali delle donne nei settori STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Architettura, Agraria, Geologia, Matematica).
Attraverso laboratori tematici, pratici e interdisciplinari, il progetto offre strumenti di empowerment professionale e networking, stimolando visione, leadership e creatività.
I laboratori si svolgeranno da Gennaio a Maggio 2026, in presenza a Reggio Calabria o da remoto, e termineranno con la presentazione di un progetto finale da parte dei/delle partecipanti.
I laboratori sono suddivisi in 5 macro – categorie:
1. Progettare con Competenza Tecnica
2. Sostenibilità e Innovazione e Territorio
3. Comunicazione, Leadership e Soft Skills
4. Crescita Personale e Visione del Futuro
5. Interdisciplinarità e Connessioni
Antonia è Architetto, giornalista e docente, con un PhD in Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali, ha sviluppato il suo percorso accademico presso l’Università Mediterranea, dove dal 1995 al 2017 ha ricoperto i ruoli di Tutor, Cultore della Materia, Assegnista e Contrattista di Ricerca, coordinando numerosi progetti e ricerche nel campo dei materiali e del patrimonio storico. Autrice di saggi, monografie e articoli, negli ultimi anni ha scelto lo storytelling come strumento per trasformare idee e progetti in racconti capaci di unire pensiero, cultura e creatività. Dal 2014 collabora con la testata "Il Metropolitano" e cura la comunicazione di enti e società attive nei settori dell’Architettura e dei Beni Culturali. Nel 2025 è stata insignita del titolo di “Docente dell’anno” presso il Senato della Repubblica Italiana e ha pubblicato il suo primo fumetto, “1970. La Rivolta di Reggio Calabria”, risultato di approfondite ricerche storiche e iconografiche.
Il laboratorio “Comunicare la Creatività” si propone di accompagnare le/i professioniste/i dell’Architettura e dell’Ingegneria nello sviluppo di competenze comunicative capaci di integrare creatività e tecnicità, trasformando ogni progetto in un racconto unico, esperienziale e condivisibile.
In un contesto professionale sempre più connesso e competitivo, saper comunicare efficacemente il proprio lavoro, i propri valori e l’identità professionale è diventato un fattore strategico per distinguersi e costruire una presenza riconoscibile.
Attraverso un approccio multidisciplinare, il percorso combina strumenti teorici e pratici, offrendo strategie e tecniche di comunicazione applicate all’Architettura, all’Ingegneria e al Design. I partecipanti approfondiranno lo storytelling come arte della narrazione, imparando a strutturare “storie” coinvolgenti e memorabili, capaci di trasmettere messaggi in modo più efficace ed emozionante rispetto a una comunicazione diretta.
L’analisi di casi studio concreti consentirà di esplorare esempi reali, dalle strategie comunicative su scala urbana e paesaggistica, alle diverse forme dell’edilizia, fino alle nuove frontiere dell’interior design, ridefinendo le modalità di rappresentazione e racconto del progetto.
Il laboratorio prevede anche un’attività pratica, in cui i partecipanti svilupperanno un progetto di comunicazione legato a un lavoro professionale o accademico, già realizzato o in fase di ideazione. Applicando i principi dello storytelling e della comunicazione visiva, potranno valorizzare obiettivi, valori e identità del progetto, creando un ponte immediato tra teoria e pratica.
Fiorella, illustratrice, si dedica al disegno come mezzo di ricerca personale. Dopo la laurea in Lettere all’Università di Messina, con tesi sul motivo favolistico della metamorfosi uomo-animale, si diploma in Illustrazione, muovendosi tra disegno e letteratura. Suoi disegni sono stati esposti al Museo del Fumetto di Cosenza e alla IYN Gallery di Osaka. Ha lavorato ai progetti scolastici di Fondazione Mondo Digitale tra cui “Umani Digitali”, progetto di ricerca per l’uso ponderato dell’intelligenza artificiale. E’ docente di disegno del corso PNRR Passione Stem presso l’I.C. “B.Telesio” di Reggio Calabria, per la realizzazione di una storia illustrata come contributo al progetto “Generazioni Connesse”.
Il corso ha l’obiettivo di fornire un metodo di comunicazione e brainstorming alternativo, creativo e coinvolgente, stimolando allo stesso tempo la creatività, la manualità e l’approccio al disegno. Attraverso questo percorso, i partecipanti impareranno anche a creare mappe concettuali visive, utili per organizzare in modo più efficace dati e nozioni.
La parte introduttiva offrirà una cornice teorica sullo sketchnoting, definendone caratteristiche, ambiti d’applicazione e strumenti necessari per iniziare, sia tradizionali sia digitali. Verrà inoltre proposta una breve panoramica su software di grafica, dispositivi per il disegno digitale, tavolette e stilo, insieme ai principi del disegno semplificato, come l’uso di simboli, metafore visive e la rappresentazione stilizzata della figura umana.
La fase pratica sarà dedicata all’immersione nell’argomento scelto per la creazione della tavola, attraverso ricerche preliminari, raccolta di ispirazioni e analisi di documenti. Si definiranno in modo chiaro gli obiettivi comunicativi e il pubblico di riferimento, per poi procedere con la realizzazione di una moodboard composta da appunti visivi, immagini iconiche, parole chiave e citazioni. Verranno approfonditi anche aspetti legati alla struttura del lavoro, come la definizione di una gabbia o griglia di lettura, l’uso delle nuvolette e delle frecce direzionali, fino allo studio del lettering, con particolare attenzione ai diversi tipi di font, alla loro integrazione con le immagini e alla loro accessibilità.
Infine, l’esercitazione conclusiva prevede la realizzazione di una tavola completa, l’analisi della narrativa visiva, l’organizzazione dei contenuti in macroaree e la scelta del layout definitivo, comprensivo di griglia e senso di lettura. Il percorso si chiuderà con la visione degli elaborati e una sessione di feedback personalizzato.
Giovanna, Architetto dal 2001 e Chef dal 2021. Un cambio di prospettiva audace che l’ha portata dalle geometrie degli spazi alla composizione dei sapori, due professioni distanti, eppure unite dalla stessa passione per la forma, l’armonia e la cura del dettaglio. Costantemente alla ricerca di nuovi stimoli che accompagnino la sua crescita personale e professionale. Inizia ad occuparsi di Interni HPS nel 2023 e, due anni dopo, entra a far parte di AIDIA Reggio Calabria.
La sua attività si svolge principalmente nella sua terra d’origine, la splendida Calabria. Ha maturato esperienze anche in altre città d'Italia, come Firenze e Roma, considerando la possibilità di operare anche in contesti lontani dalla sua sede un’opportunità stimolante e sempre più accessibile.
Il suo approccio professionale, attento e consapevole, si fonda sulla capacità di interpretare in modo razionale e sensibile le esigenze della committenza, per restituire ambienti coerenti, eleganti e funzionali. Colori, materiali e dettagli vengono scelti con cura per conferire identità e personalità a ogni progetto.
Obiettivo: Consapevolezza nell’uso del colore come elemento progettuale
L'utilizzo del colore nella progettazione architettonica va oltre l'estetica, influenzando il benessere psicologico, la funzionalità e la percezione degli spazi. Attraverso il colore, gli architetti possono definire l'identità di un edificio, migliorarne la sicurezza, guidare il percorso visivo e creare specifiche atmosfere, come ambienti rilassanti o stimolanti per l'apprendimento. La scelta cromatica è uno strumento di progettazione potente, che considera anche l'interazione con la luce, i materiali e il contesto circostante.
Il contenuto e le modalità comprendono l’individuazione degli accostamenti cromatici più efficaci n funzione di ciò che si desidera comunicare e delle emozioni che si vogliono suscitare.
Negli ultimi anni, il concetto di percezione è diventato centrale nella progettazione degli ambienti interni e non solo. Questa nuova visione va oltre la mera decorazione, mirando invece a modulare l'esperienza sensoriale delle persone che vivono lo spazio. Le superfici riflettenti, i colori saturi o desaturati, le tonalità calde o fredde, diventano strumenti per creare atmosfere. Atmosfere diverse, sono spesso in grado di definire emozioni diverse. Se sappiamo costruire la giusta atmosfera probabilmente sapremo anche favorire una certa emozione. Con una interpretazione progettuale che può influenzare alle diverse scale di azione, spaziando dalla rigenerazione urbana con progetti, che utilizzano la pittura per recuperare le facciate delle case o di intere porzioni urbane, alla ristrutturazione di interni (progetti di interior design) che impiegano il colore per creare diverse atmosfere e tendenze, come l'uso di colori terrosi o pastello.
Verranno proposti una serie di casi studio, sia a dimensione urbana che di interni, in grado di far capire la diversificazione degli spazi e della percezione degli stessi in funzione del colore.
La tipologia di attività pratica proposta prevede la sperimentazione di colore/funzione/emozione. Nel laboratorio pratico, ogni partecipante avrà l’opportunità di approcciarsi a uno stesso ambiente, sperimentando direttamente l’influenza del colore sulla percezione dello spazio in relazione alle diverse funzioni in esso presenti.
La valutazione cromatica potrà quindi essere inserita nel progetto finale come elemento distintivo, capace di caratterizzare lo spazio e le percezioni di chi ne farà uso.
Antonia è Ingegnere e ha un PhD in Ingegneria dell’Informazione. Si occupa di cybersecurity e tecnologie emergenti con un approccio strategico e creativo. Il suo percorso si sviluppa tra ricerca, industria e divulgazione, guidato da una visione che considera l’innovazione una leva di cambiamento sociale e culturale. Autrice di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste e conferenze internazionali, ricevendo diversi riconoscimenti. Appassionata di dati, li utilizza per analizzare, interpretare e generare insight progettuali. Progetta iniziative STEM ad alto impatto e collabora con reti nazionali e internazionali. È ideatrice di HER.NEXT(), iniziativa educativa dedicata alle nuove generazioni.
From 0 to 1.0: Coding Creativo & Prototipazione Digitale” è un laboratorio introduttivo pensato per chi desidera avvicinarsi al mondo del creative coding e trasformare un’idea in un primo prototipo digitale. Il percorso, completamente accessibile anche a chi parte da zero, guida i partecipanti attraverso i principi fondamentali del pensiero computazionale, dell’espressione creativa tramite codice e delle tecniche di prototipazione rapida con strumenti gratuiti e intuitivi.
Gli obiettivi formativi includono: sviluppare familiarità con i concetti base del coding creativo, acquisire strumenti operativi per la prototipazione digitale, stimolare creatività e problem solving, comprendere come le competenze digitali possano essere applicate nei diversi ambiti STEAM.
Il laboratorio si svolge in modalità pratica e interattiva: dopo una breve introduzione teorica, i partecipanti lavorano su micro-progetti guidati, sperimentando idee, piccole animazioni, interazioni o semplici applicazioni digitali. Le attività proposte favoriscono l’esplorazione di linguaggi visuali e l’immediata messa in pratica dei concetti appresi.
La parte finale del percorso è dedicata alla realizzazione di un prototipo digitale o concept progettuale, che potrà costituire la base per lo sviluppo del progetto finale previsto all’interno del programma “Donne che Progettano il Futuro”. L’obiettivo è fornire strumenti concreti, replicabili e facilmente ampliabili, utili per trasformare idee creative in soluzioni tecniche e progettuali.
Maria Grazia è Dirigente Tecnologo presso l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). In qualità di ingegnere dei sistemi, coordina le attività tecniche di progetti internazionali di frontiera. Laureata in Ingegneria delle Telecomunicazioni e Dottore di Ricerca in Ingegneria Elettronica, ha lavorato presso importanti aziende di telecomunicazioni, aereospaziali e di difesa. Dal 2013 lavora nel settore della radio astronomia per radiotelescopi tra i più grandi del mondo, quali SKA. Ad oggi, ricopre la posizione di Systems Engineer per il progetto Banda 5 del radiotelescopio MeerKAT in Sud Africa. Maria Grazia Labate è autrice di pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali.
Il laboratorio Sistemi in Azione si inserisce nel progetto “Donne che Progettano il Futuro” con l’obiettivo di introdurre i partecipanti ai principi e agli strumenti del Systems Engineering, disciplina chiave per affrontare la complessità dei sistemi tecnologici, sociali e organizzativi contemporanei. Il percorso mira a sviluppare una forma mentis sistemica, critica e collaborativa, valorizzando al tempo stesso il ruolo delle donne nelle STEM e nelle professioni del futuro.
Inoltre, il laboratorio intende colmare il divario formativo legato alla scarsa diffusione dell’insegnamento del Systems Engineering nei percorsi universitari, nonostante la sua crescente rilevanza e richiesta nel mondo professionale, tanto nei settori ingegneristici quanto in ambiti multidisciplinari.
Attraverso un approccio esperienziale e interdisciplinare, il laboratorio alterna momenti teorici a esercitazioni pratiche, lavori di gruppo e discussioni guidate. i partecipanti esploreranno metodologie come il design thinking, la modellazione funzionale e la simulazione, applicandole a sfide reali nei campi della sostenibilità, della tecnologia e dell’innovazione sociale.
Le attività pratiche prevedono la definizione dei requisiti di sistema, l’elaborazione dell’architettura di sistema e la modellazione delle interfacce e delle interdipendenze tra sottosistemi. L’obiettivo è far emergere la capacità di progettare soluzioni sostenibili e integrate, in grado di rispondere a bisogni concreti con visione sistemica e inclusiva.
Il laboratorio rappresenta un supporto trasversale e strategico all’interno del percorso “Donne che Progettano il Futuro”, offrendo una metodologia per strutturare idee complesse e trasformarle in progetti concreti. Le competenze acquisite, dal pensiero sistemico alla progettazione collaborativa, saranno applicabili a qualsiasi tematica e modalità espressiva scelta per il progetto finale.
Nerina, nata a San Benedetto del Tronto, classe1993, è architetta e direttrice creativa. Si occupa di architettura e ricerca, con un particolare interesse per tutte le discipline limitrofe al progetto. Formata in studi classici e filosofici, si laurea con lode in Architettura nel 2019 con una tesi guidata da Cristiano Toraldo di Francia e Gabriele Mastrigli. Ha collaborato con diversi studi romani e partecipato a set cinematografici e di moda, approfondendo parallelamente gli studi in Direzione Artistica e Moda. Dal 2022 conduce la propria attività indipendente, esplorando il progetto come dimensione identitaria e politica
“Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di pesci, di case, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto.”
(Jorge Luis Borges, L’artefice)
Il laboratorio prende avvio da questa intuizione: ogni spazio che costruiamo è, consapevolmente o meno, un autoritratto. Abitare significa abitare il proprio immaginario — popolare la realtà con le forme di ciò che siamo. L’architettura, in questa prospettiva, non è un dispositivo tecnico ma un linguaggio dell’identità: quello che tiene insieme il tappeto persiano, la nostra musica preferita, lo scorcio sulla città che abbiamo scelto, le coperte della nonna, la poltrona di design, il poster di un viaggio che ancora ci abita...
Obiettivo formativo è emanciparsi da una visione funzionalista dell’abitare per esplorare le funzioni dell’anima: quelle che legano il visibile all’invisibile, la materia all’esperienza. Il laboratorio invita a riconoscere negli oggetti, nei gesti e nelle scelte spaziali una drammaturgia intima, un gesto poetico e politico in cui l’utile convive con il simbolico, capace di riflettere chi siamo e chi desideriamo diventare. Un laboratorio come esercizio di autocoscienza per progettisti e curatori, chiamati a riconoscere se stessi nei segni che abitano e in quelli che lasciano nel mondo.
A seguito dell’introduzione teorica sui concetti di identità, immaginario e abitare, i partecipanti saranno invitati a comporre un collage identitario — un assemblaggio di immagini, materiali e parole — che traduca in forma visiva il proprio paesaggio interiore.
L’attività pratica e lo sviluppo progettuale porteranno alla realizzazione di uno scorcio sul sé, una scena con la sua sceneggiatura, un solo ciak per raccontare chi siamo e a cosa aspiriamo.
Serena è un' Ingegnera biomedica con un dottorato in Health and Technology, ricercatrice presso l’Università di Bologna nel progetto DARE – DigitAl lifelong pREvention. Da oltre sette anni lavora al Personal Health System Lab, dove si occupa di sensori indossabili, modelli di intelligenza artificiale per l’emotion recognition e informatica medica per la sanità digitale, partecipando a progetti nazionali e internazionali dedicati allo sviluppo di tecnologie per il monitoraggio remoto e la gestione di dati sanitari. Collabora con team multidisciplinari di ingegneri, clinici e psicologi, contribuendo alla realizzazione di progetti di ricerca industriale e studi clinici in ambito cardiologico e oncologico.
Il laboratorio ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti le competenze di base per la redazione di un progetto di ricerca efficace e coerente con gli obiettivi di un bando di finanziamento. Al termine dell’attività, i partecipanti avranno acquisito una visione d’insieme delle principali opportunità di finanziamento nazionali e internazionali e saranno in grado di identificare e descrivere gli elementi fondamentali di un progetto: obiettivi, impatto atteso, metodologia, risorse e pianificazione temporale.
Il laboratorio sarà suddiviso in due momenti principali. Nella prima parte, di tipo frontale, verranno presentati i principi base della progettazione della ricerca, illustrando la struttura tipica di un progetto, le sezioni chiave richieste nei bandi e i criteri di valutazione più comuni. Verranno inoltre discussi esempi pratici tratti da progetti reali, per evidenziare le strategie comunicative più efficaci nella stesura delle proposte.
Nella seconda parte, i partecipanti saranno coinvolti in un’esercitazione pratica (“hands-on session”) in piccoli gruppi. A partire da un esempio di bando, verrà richiesto loro di elaborare una breve sinossi di progetto, definendo obiettivi, impatto previsto, approccio metodologico e una stima preliminare delle risorse necessarie (personale, strumenti, tempi). L’attività sarà seguita da una breve discussione collettiva per confrontare i diversi approcci e riflettere sugli aspetti di coerenza, fattibilità e innovatività.
Sara è un'ingegnera, un'imprenditricee una ricercatrice indipendente. Nel 2013 si laurea in ingegneria edile-architettura presso il Politecnico di Bari e nel 2018 prende un Master in public and innovation management. Smart city alla Lum Jean Monnet University. Nel 2019 co-fonda Artem, il primo coworking innovativo in Europa all’interno di un Museo, il museo Castromediano di Lecce. Nel 2019 fonda lo studio di architettura e ingegneria Artetica studio. Si occupa di ristrutturazioni di edifici esistenti in ambito pubblico e privato chiavi in mano. Fa ricerca nei campi dell’urbanistica e dell’architettura di genere. Nel 2025 pubblica un saggio sulla figura di Luisa Lovarini nel libro: Donne e progetto. Figure dell’architettura e del design nell’Italia contemporanea edito da Quodlibet.
Il laboratorio mira a far conoscere il contributo spesso invisibilizzato delle ingegnere e architette del Novecento, offrendo strumenti critici per leggere la storia del progetto attraverso una prospettiva di genere. L’obiettivo è sviluppare consapevolezza rispetto ai processi che hanno escluso o marginalizzato le professioniste, comprendere come questi abbiano inciso sulla cultura architettonica contemporanea e acquisire nuovi paradigmi interpretativi utili alla pratica progettuale.
L’incontro proporrà una panoramica sulle principali protagoniste del secolo, tra cui Margarete Schütte-Lihotzky, Eileen Gray, Lina Bo Bardi e molte altre, analizzandone opere, contesti e sfide professionali. Verranno introdotti i fondamenti dell’urbanistica e dell’architettura di genere, mostrando come uno sguardo femminile abbia ripensato spazi domestici e urbani, materiali, ergonomie e relazioni sociali. La modalità sarà frontale ma dialogica, con momenti di confronto, brevi analisi di casi studio e discussione collettiva.
È prevista un’attività laboratoriale in cui le/i partecipanti rileggeranno uno spazio attraverso una lente di genere, individuando criticità, stereotipi incorporati nel progetto e possibili soluzioni inclusive. L’esercizio permetterà di sperimentare direttamente i criteri introdotti durante la lezione.
L’attività pratica fornirà strumenti e riferimenti utili allo sviluppo del progetto finale delle/dei partecipanti, stimolandole/i a integrare principi di equità, cura, accessibilità e rappresentazione nella loro proposta progettuale. Il percorso intende così trasformare la riflessione teorica in consapevolezza operativa.
Iolanda è Manager specializzata in sostenibilità e strategie ESG nel settore Real Estate. Laureata in Ingegneria Meccanica, ha poi conseguito un Master in Green Economy, specializzandosi in strategie per la transizione ecologica delle imprese e ha maturato esperienza nel supportare imprese verso modelli di business responsabili. Attualmente Senior Manager e Lead Italia per Longevity Partners, società di consulenza multidisciplinare globale in materia di sostenibilità per il settore immobiliare, coordina i progetti e il team italiano, garantendo l’allineamento con la strategia internazionale dell’azienda. Appassionata di innovazione e sviluppo sostenibile, crede nel valore della collaborazione per costruire un futuro equo e resiliente.
Il laboratorio si propone di fornire ai partecipanti una comprensione approfondita delle principali normative e strumenti che guidano oggi la transizione sostenibile nel settore immobiliare. Gli obiettivi formativi includono l’acquisizione di conoscenze sulle politiche europee e nazionali in materia di sostenibilità, la comprensione del funzionamento della Tassonomia UE e l’approfondimento dei sistemi di certificazione ambientale più diffusi (LEED, BREEAM, WELL, ecc.), con particolare attenzione alle loro implicazioni operative e strategiche per investitori e sviluppatori.
Il contenuto del laboratorio combina attivitá di formazione frontale e momenti interattivi, durante i quali verranno analizzati casi studio reali di edifici certificati e strategie di conformità normativa. Le modalità didattiche prevedono interventi, discussioni di gruppo per stimolare l’applicazione dei concetti teorici.
L’attività pratica consisterà nella simulazione di un processo di valutazione di sostenibilità di un progetto immobiliare: i partecipanti, divisi in team, analizzeranno un caso assegnato e dovranno individuare le strategie più idonee per ottenere una determinata certificazione o allinearsi ai criteri della tassonomia.
Il lab si collega infine allo sviluppo del progetto finale, fornendo le basi teoriche e metodologiche necessarie per integrare i principi ESG e la conformità normativa nella progettazione e gestione di iniziative immobiliari sostenibili.
Nancy è Data Science Manager e AI/GenAI Expert con una solida esperienza nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni avanzate di Data Science, Machine Learning e Generative AI. Ha maturato competenze trasversali lavorando in contesti internazionali e guidando progetti di innovazione in settori strategici quali energia, banking, insurance e difesa, adottando un approccio orientato all’impatto, alla sostenibilità e alla scalabilità dei sistemi di intelligenza artificiale.
È Dottore di Ricerca in Metrologia, con curriculum in Intelligenza Artificiale presso il Politecnico di Torino, dove ha svolto attività di ricerca su metodologie AI-driven, modelli di apprendimento ibrido e applicazioni dell’intelligenza artificiale a sistemi complessi, processi industriali e ambiti biomedici. La sua attività accademica comprende la partecipazione a progetti di ricerca interdisciplinari, la pubblicazione di articoli scientifici e la presentazione a conferenze internazionali, distinguendosi per un approccio che unisce rigore scientifico, creatività e innovazione applicata.
Laureata in Ingegneria Elettronica presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha coltivato sin dagli inizi un profondo interesse per le tematiche legate all’Intelligenza Artificiale. Ha svolto la tesi di laurea in collaborazione con l’Università Pompeu Fabra di Barcellona, approfondendo lo studio dell’elaborazione dei segnali e dell’apprendimento automatico applicato alla diagnosi precoce di malattie neurodegenerative.
Il corso mira a fornire ai partecipanti competenze teoriche e pratiche per utilizzare in modo strategico e trasversale i modelli di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT e strumenti affini, all’interno di diversi contesti professionali. Al termine del percorso, i partecipanti saranno in grado di comprendere i principi che regolano il funzionamento dei grandi modelli linguistici (LLM), progettare prompt efficaci adattandoli a molteplici ambiti — dal business alla comunicazione, dall’analisi ai processi formativi e creativi — e integrare tecniche avanzate come prompt chaining, role prompting e few-shot prompting nei propri flussi di lavoro. Saranno inoltre guidati nello sviluppo di un approccio critico e consapevole all’uso dell’IA generativa, imparando a valorizzarne le potenzialità e a riconoscerne i limiti.
Il percorso formativo alterna momenti teorici, dimostrativi e laboratoriali, strutturati in moduli dedicati. Tra questi, un’introduzione al Prompt Engineering, con i suoi principi fondamentali, i principali casi d’uso e gli impatti nei diversi settori professionali; un approfondimento sulla struttura di un prompt efficace — comprendente contesto, ruolo, istruzioni, vincoli e output atteso — e un modulo dedicato alle strategie avanzate di prompting, orientate all’iterazione, all’ottimizzazione e alla valutazione della qualità delle risposte. Segue un focus sulle applicazioni trasversali dell’IA generativa, che spaziano dalla scrittura all’analisi, dall’automazione alla creatività, fino alla formazione, per arrivare infine ai temi legati all’etica, ai limiti e alle buone pratiche per un uso responsabile di questi strumenti.
Parallelamente, i partecipanti saranno coinvolti in esercitazioni pratiche finalizzate alla progettazione di prompt per differenti obiettivi professionali. Le attività includeranno la creazione e l’ottimizzazione di prompt complessi applicati a un caso d’uso reale, simulazioni di workflow supportati dall’IA generativa e analisi comparative dei risultati ottenuti con diverse strategie di prompting.
La componente laboratoriale confluirà nello sviluppo del progetto finale, in cui ogni partecipante sarà invitato a ideare e realizzare un prototipo o un caso d’applicazione dell’IA generativa coerente con il proprio ambito professionale — ad esempio un piano di comunicazione automatizzato, un assistente per l’analisi dei dati o uno strumento di supporto alla progettazione. Questo progetto costituirà un momento cruciale per sperimentare concretamente le tecniche di Prompt Engineering apprese e per presentare i risultati al termine del percorso.
Elisa è Architetto e Paesaggista con 21 di esperienza nel settore dell’ingegneria, dell’architettura e dei lavori pubblici, è socia e Direttore Tecnico di Cooprogetti, 29ma società di ingegneria in Italia nel 2024. Responsabile del settore Infrastrutture ed esperta di infrastrutture sostenibili, Envision®SP, Responsabile del Settore Ambiente e Paesaggio, del settore Comunicazione e Responsabile della Certificazione sulla Diversità, inclusione e parità di genere ai sensi della Uni DpR 125:2022 e UNI ISO 30415:2021. Responsabile del Gruppo BIM e membro del Gruppo Ambiente per Oice (Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica), Socia AIDIA.
Il laboratorio mira a fornire ai/alle giovani professionisti/e una comprensione chiara e operativa del ciclo dei Lavori Pubblici, dal bando alla consegna del progetto. L’obiettivo è sviluppare competenze tecniche, metodologiche e organizzative utili per leggere una gara, valutare requisiti e opportunità, strutturare un’offerta coerente e gestire in modo efficace il processo progettuale secondo la normativa vigente.
Il percorso alterna momenti teorici ed esercitazioni guidate. Saranno affrontati: quadro normativo essenziale dei contratti pubblici, tipologie di bandi e procedure, analisi della documentazione di gara, livelli di progettazione, responsabilità tecniche, strumenti digitali (BIM, piattaforme di gestione) e buone pratiche per la costruzione dell’offerta tecnica. Le lezioni saranno interattive, con analisi collettiva di casi reali, check-list e schemi operativi da utilizzare nel lavoro quotidiano.
La parte pratica consiste in un’esercitazione progressiva: i partecipanti selezioneranno un bando (reale o fornito dal docente), ne analizzeranno i requisiti, estrarranno le informazioni chiave e predisporranno una bozza di schema di offerta tecnica e di impostazione progettuale. La consegna sarà accompagnata da momenti di confronto e feedback.
L’attività pratica potrà evolversi nel progetto finale individuale o di gruppo: un mini–dossier di gara che includa analisi del bando, organizzazione dei requisiti e impostazione del progetto richiesto. Questo permetterà alle partecipanti di tradurre in modo concreto gli strumenti appresi e simulare un processo reale di partecipazione a una gara di Lavori Pubblici.
Isabella, Architetto e Ingegnere civile, unisce formazione tecnica e sensibilità progettuale maturata in anni di esperienza nel settore edilizio pubblico e privato. Si occupa di progettazione architettonica e strutturale, direzione lavori, sicurezza e pratiche ambientali, seguendo con attenzione ogni fase del processo costruttivo. La sua attività nella pubblica amministrazione le ha permesso di consolidare competenze in edilizia privata, gestione del territorio e tutela ambientale. Attenta all’innovazione e alla sostenibilità, interpreta il progetto come sintesi tra tecnica, funzionalità e rispetto del contesto.
Il laboratorio “Orientarsi tra T.U.E., norme regionali e NTC: strumenti per il professionista” si propone di fornire ai partecipanti strumenti metodologici per leggere e interpretare in modo coordinato il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001), con particolare attenzione all’applicazione e alle specificità introdotte dalle normative regionali e in particolare della Regione Calabria. L’obiettivo formativo principale è sviluppare una capacità critica di consultazione e collegamento tra norme nazionali, disposizioni regionali, Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) e regolamenti edilizi comunali, in un’ottica di integrazione e coerenza normativa.
Il percorso didattico alterna momenti di approfondimento teorico a esercitazioni pratiche guidate. Attraverso l’analisi di casi concreti, i partecipanti impareranno a individuare le fonti normative pertinenti, a interpretarle in relazione reciproca e a tradurle in scelte progettuali e procedurali corrette. Particolare attenzione sarà dedicata alle leggi e ai regolamenti della Regione Calabria in materia edilizia, urbanistica e sismica, con esempi di applicazione pratica nel contesto territoriale calabrese.
L’attività pratica consisterà nella risoluzione di casi studio ispirati a situazioni professionali reali, finalizzati a consolidare un metodo di lavoro efficace per la consultazione e l’applicazione coordinata delle norme. Il laboratorio costituisce inoltre una base operativa per l’elaborazione del progetto
Milena, Geologo, libero professionista e membro del CPO dei Geologi della Calabria.
Ha svolto il Dottorato di Ricerca in Petrografia e Petrologia presso l’Università di Catania, incentrando i propri studi sull’attività vulcanica dell’Etna e di Ustica. Ha frequentato scuole di specializzazione in petrografia, vulcanologia e diversi corsi di aggiornamento professionale. Ha partecipato a congressi nazionali ed internazionali. Ha avuto esperienza didattica all’UNICAL nei corsi di Geochimica, di Petrografia, di Metodologia e Diagnostica per i Beni Culturali. Collabora con diversi studi professionali, con le pubbliche amministrazioni e con aziende europee. Dal 2023 è organizzatrice di convegni che celebrano la “Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza”, con la collaborazione di diverse professioniste (ingegneri, architetti, agronomi forestali, geometri).
Il geologo, negli incarichi multidisciplinari, collabora con altre figure professionali come ingegneri, architetti e altri specialisti per garantire la sicurezza e la sostenibilità dei progetti, fornendo la propria competenza sulla geologia del sito, sui rischi naturali di tipo idrogeologico e sismico e sui caratteri del sottosuolo. La figura del geologo è fondamentale nella progettazione e nella realizzazione di opere civili, nella gestione del territorio e nella prevenzione dei rischi naturali attraverso la redazione di relazioni geologiche dettagliate.
L’obiettivo formativo del laboratorio è quello di sviluppare competenze interdisciplinari, combinando conoscenze geologiche con fondamenti di ingegneria e architettura, al fine di fornire consulenza e soluzioni pratiche e concrete per la gestione dei rischi naturali e per la progettazione sostenibile delle opere, contribuendo alla sicurezza e alla salute pubblica.
I contenuti e le modalità del laboratorio prevedono quanto segue:
Valutazione del sito: Il geologo svolge indagini e analisi del sottosuolo (terre e rocce) per identificare le formazioni geologiche presenti e caratterizzare gli aspetti stratigrafici, strutturali, idrogeologici e geomorfologici del sito di interesse.
Progettazione di opere: contribuisce alla progettazione di opere di ingegneria civile, come scavi, gallerie e fondazioni, garantendo che siano basate su un solido modello geologico e siano sicure e stabili.
Gestione dei rischi: valuta e analizza i rischi naturali, come rischio sismico e idrogeologico, e sviluppa metodologie per il monitoraggio e la mitigazione di eventi come frane e movimenti del suolo.
Elaborazione di relazioni geologiche: redige la relazione geologica, un documento obbligatorio negli appalti pubblici, che è indispensabile per la progettazione e la sicurezza delle opere, fornendo dati tecnici fondamentali agli altri professionisti.
Collaborazione con altre figure: lavora a stretto contatto con ingegneri civili, ingegneri strutturisti, architetti, agronomi, geometri e altre figure professionali, mettendo a disposizione le sue competenze specifiche per un approccio integrato al progetto.
Tutela ambientale: contribuisce alla gestione sostenibile dell'ambiente e del territorio, collaborando per integrare le esigenze ambientali nel processo di pianificazione e sviluppo.
Il laboratorio propone un'attività pratica che consiste nello studio e nell’analisi di un caso concreto, a partire dall’esame dei dati geotecnici contenuti in una relazione geologica.
Natalia Sapone (Reggio Calabria, 1979) è dottore forestale, libero professionista e membro del CPO dei Dottori Agronomi e Forestali di Reggio Calabria. Dottore di ricerca in Economia e Politica Agraria e laureata con lode in Scienze Forestali e Ambientali, opera nei settori agroalimentare, forestale, ambientale e nella gestione di progetti complessi. Dal 2020 è docente abilitata A051 e affianca all’insegnamento attività di consulenza per imprese, enti pubblici e organismi di ricerca. Ha partecipato a progetti PON, APQ e FEASR su sostenibilità, filiere mediterranee, innovazione agroalimentare e gestione forestale, maturando competenze anche in rendicontazione, pianificazione e valutazione dei danni agricoli.
Il laboratorio propone un percorso formativo volto a integrare agricoltura, ambiente e tecnologia all’interno di gruppi di lavoro interdisciplinari, fornendo competenze utili a leggere e interpretare le nuove esigenze ambientali e a trasformarle in soluzioni operative.
L’obiettivo è offrire strumenti scientifici e digitali per affrontare le sfide che coinvolgono gli agroecosistemi, promuovere una gestione sostenibile delle risorse naturali e sviluppare capacità di risposta rapida a emergenze come siccità, perdita di biodiversità o consumo di suolo. Il programma si articola in quattro moduli: nel primo si analizzano le principali criticità ambientali, dal cambiamento climatico agli indicatori di qualità di suolo, aria e acqua, fino alle politiche europee e nazionali di riferimento.
Il secondo modulo introduce le tecnologie 4.0 applicate all’agroambiente, come sensori IoT, GIS, telerilevamento, big data e intelligenza artificiale. Il terzo modulo è interamente laboratoriale: i partecipanti, organizzati in team multidisciplinari, lavorano su dataset reali e sviluppano proposte di intervento sostenibili.
Nel quarto modulo la progettazione diventa simulazione pratica, con esercitazioni che riproducono scenari di emergenza e la successiva elaborazione di piani operativi da presentare e discutere. L’approccio è basato sul learning by doing, sul problem solving e sulla cooperazione tra competenze diverse.
Tra gli output attesi: capacità di utilizzo di strumenti digitali, elaborazione di progetti innovativi e creazione di una rete professionale Agroambiente 4.0. La prova applicativa prevede lo studio di un caso concreto tramite l’analisi dei dati geotecnici di una relazione geologica.
Anna è Dirigente dal 2017 dell’Ufficio di Piano e Urban Center di Bari, responsabile e progettista di pianificazione urbanistica, coordina processi di partecipazione con la cittadinanza.
Nel 1989 si laurea in architettura a Firenze e svolge per un breve periodo la libera professione. Prosegue l’attività lavorativa nella Pubblica Amministrazione occupandosi di lavori pubblici.
Nel 2007/2015 presso la Soprintendenza della Città metropolitana di Bari si è oppupata di tutela dei beni culturali, di interventi di restauro (progettista e D.L) e del Piano Paesaggistico Territoriale della Puglia. E’ stata responsabile del sito monumentale di Castel del Monte (UNESCO) - Andria (BAT) per attività di conservazione e valorizzazione, organizzando eventi, mostre, convegni e conferenze. E’ attualmente Presidente Nazionale dell’AIDIA.
Il laboratorio ha l'obiettivo di promuovere la cultura identitaria del patrimonio architettonico, archeologico e paesaggistico e fornire indicazioni generali sulla normativa di riferimento della disciplina di tutela e valorizzazione dei beni culturali.
Nel corso dell’incontro si approfondirà il tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale, dai principi generali della Costituzione Italiana, fino alla normativa di riferimento nazionale. Si accennerà all’organizzazione della struttura degli uffici del Ministero dei Beni Culturali a livello nazionale e locale.
Saranno illustrate le procedure tecniche ed amministrative per realizzare interventi su immobili vincolati appartenenti al patrimonio culturale (architettonico, archeologico e paesaggistico), dal sopralluogo, alla presentazione delle istanze tecniche di autorizzazione per la progettazione ed esecuzione degli interventi sia sugli immobili di pregio che per il paesaggio con riferimento alla vigente legislazione D.Lgs. 42/2004 e ss.mm., alle attività connesse con la Direzione Lavori e alla documentazione da predisporre per il completamento dell’intervento.
In relazione all’esperienza pratica del progetto finale, il partecipante dovrà descrivere la procedura da seguire partendo dall’incarico ricevuto dal Committente, fino al completamento dell’intervento, indicando le diverse fasi e il riferimento alla normativa vigente, relativamente all’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria su un immobile vincolato, ai sensi del D.Lgs. 42/2004 e ss.mm.
Amante da una vita di pittura, di colore e forme, passioni che l’hanno portata ad intraprendere con grande entusiasmo la professione di Architetto specializzandosi in Interior Design. Si laurea al Politecnico di Milano nel ’91 e dopo alcune esperienze in studi prestigiosi di Milano intraprende la carriera di imprenditrice fondando prima una società specializzata in retail design e poi lo studio di architettura 5.1 Code a Saronno come General Contractor, Interior Design. Associata dal 2020 ad AHPS come Home Personal Shopper, consulente del colore con il metodo RAH e facilitatrice T-Builder per una nuova Progettazione Evolutiva ®. Ascoltare un luogo per viverlo, consapevolmente. La sua attitudine è quella di sperimentare e contaminare le persone e i luoghi con una nuova visione della disciplina architettonica evoluta su diversa scala al cui centro viene posto il benessere delle persone.
Grazia è una Interior Design, con studio a Polignano a mare. Nel corso della sua professione si è specializza in Italia e all’estero in geobiologia, bioenergetica e bioedilizia.
Ha assunto incarichi pubblici e privati, relatrice in diversi convegni e corsi tra cui all’Università Tor Vergata di Roma, è stata ospite della trasmissione “LE CASE CHE FANNO AMMALARE” alla RAI Roma.
Da tre anni si è specializzata in Progettazione Evolutiva® e Giardini Evolutivi.
Progettare luoghi in risonanza con chi li abita è diventato l’obiettivo della sua professione.
Enza, Architetta, Paesaggista e T-Builder. Esperta e appassionata di materiali naturali per l’architettura. Aiuto a trasformare gli spazi in cui si vive in luoghi che emozionano e che fanno stare bene.
Laureata all’Università di Architettura Palermo, dopo la Laurea mi specializzo in Architettura del Giardini e assetto del Paesaggio. Da subito intraprendo la libera professione. Per diversi anni collaboro con studi e imprese edili per la progettazione e la realizzazione di edifici residenziali. Mi occupo di interior, di progettazioni di arredi e di progettazione di spazi esterni. Da circa dieci anni mi sono appassionata ai materiali naturali, ho intrapreso formazione di ogni genere e in ogni parte d’Italia. L’Architettura naturale è diventata il mio credo, perché vivere, respirare e abitare luoghi capaci di garantire la salubrità di ogni persona è una missione.
La Progettazione Evolutiva è un approccio innovativo all’architettura e al design che va oltre l’estetica e la funzionalità. Si fonda sull’ascolto profondo dei bisogni delle persone e sulla capacità di creare luoghi che generano benessere, armonia e identità. Attraverso un dialogo tra scienza, sensibilità e creatività, questo metodo trasforma gli spazi in ambienti vivi, capaci di risuonare con chi li abita e di evolvere nel tempo insieme a loro.
Attraverso momenti di riflessione guidata, esercizi percettivi e sperimentazioni progettuali, i partecipanti impareranno a indagare i bisogni profondi, emotivi e vibrazionali delle persone e dei luoghi. Il percorso alterna teoria e pratica: brevi contributi introduttivi, pratiche di ascolto sensibile, analisi percettiva di casi studio e attività laboratoriali di traduzione progettuale.
La parte pratica prevede la realizzazione di una mappa sensoriale e simbolica di un luogo, da cui estrarre linee guida progettuali. Ogni partecipante sarà accompagnato/a a trasformare queste intuizioni in scelte concrete di spazio, materia, colore e luce, sperimentando la progettazione come processo evolutivo.
Il laboratorio può costituire una base esperienziale per lo sviluppo di un progetto individuale. Le esplorazioni realizzate durante le sessioni potranno diventare il nucleo generativo di un concept o di un ambiente in cui la relazione tra spazio e persona si rivela come un dialogo vivo e in continua trasformazione.
Paola è Architetto libero professionista con esperienza trasversale nella progettazione pubblica e privata, specializzata in interior e retail design. Progetta residenze, locali commerciali e showroom, curando concept, allestimenti, home staging e styling fotografico. Ha collaborato a progetti finanziati con fondi PNRR come supporto al RUP, consolidando competenze nelle procedure amministrative e nella gestione tecnica. Svolge attività come CTU per il Tribunale e consulente tecnico di mediazione, ruoli che richiedono rigore, imparzialità e capacità analitica. Unisce precisione, cura del dettaglio e sensibilità estetica per costruire progetti funzionali e identitari.
Organizzazione, relazione col cliente, gestione delle pratiche, computo metrico, rapporto con l’esecutore, direzione lavori e cura del dettaglio: come organizzarsi ad ogni fase.
Il laboratorio nasce per accompagnare i/le giovani professionisti/e a muovere i primi passi nella libera professione con sicurezza, consapevolezza e metodo. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per affrontare ogni fase del lavoro in autonomia: dall’ascolto del cliente alla costruzione del concept, dalla gestione delle pratiche alla direzione dei lavori, fino allo styling finale che dà identità al progetto. Attraverso un percorso guidato esploreremo un workflow chiaro e replicabile, capace di trasformare l’organizzazione interna, migliorare la comunicazione con imprese e fornitori, prevenire errori e valorizzare la cura del dettaglio. La modalità alterna momenti frontali, condivisione di esperienze reali e confronto aperto, creando uno spazio in cui dubbi e difficoltà diventano risorse di crescita.
Le attività pratiche simulano situazioni professionali vere: definizione di un brief, impostazione di un computo metrico, gestione delle criticità in cantiere e controllo delle tempistiche. Strumenti, check-list e template aiuteranno le partecipanti a costruire una base di lavoro solida e personale.
Il laboratorio si intreccia al progetto finale dei/delle partecipanti, offrendo supporto metodologico e feedback concreti applicabili direttamente al proprio caso studio. Un percorso per acquisire sicurezza, trovare la propria voce professionale e costruire il metodo che farà la differenza nel futuro lavorativo di ogni professionista.
Maria è architetto, interior e lighting design. Nel corso della sua carriera professionale ha operato nel settore pubblico curando progetti nell’ambito dell’edilizia civile, scolastica e di culto, con particolare riguardo al restauro architettonico di edifici sacri. In ambito urbano si è occupata di progetti di piazze e aree verdi. Prende parte alla progettazione di sistemazione idraulica dei fiumi, erosione costiera ed ingegneria naturalistica, insieme alle società di ingegneria del settore. In ambito privato si occupa di edilizia residenziale e persegue come obiettivo creare una esperienza piacevole e coinvolgente con il cliente avviando un processo di scelta, confronto e personalizzazione.
Il progetto diventa un processo in cui entrano in gioco diversi elementi: la distribuzione degli spazi, la disposizione e lo studio delle luci, la scelta dei materiali e dei colori, gli arredi ed i tessuti. Dal 2010 è docente di corsi di aggiornamento sulla sicurezza presso Formedil Reggio Calabria - Ente Scuola Edile Formazione e Sicurezza di Reggio Calabria e l’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria. Dal 2020 sperimenta, in ambito pittorico, restituzioni paesaggistiche ispirate ad ambienti destinati alla costruzione di set cinematografici, valorizzando il territorio dell’area dello stretto e curando contemporaneamente esposizioni e mostre, tra le quali: Biennale dello Stretto 2022, Corti Aperte Polistena 2023, Film Festival Reggio Calabria, International Production Design Week.
Aumentare la consapevolezza dei rischi sviluppando una cultura all’interno della propria crescita professionale, rendendo i partecipanti più autonomi e competenti nella gestione della sicurezza propria e degli altri attraverso:
Acquisizione di una corretta percezione dei rischi nell’ambiente di lavoro
Autoelaborazione ed interiorizzazione dei comportamenti sicuri in ambito lavorativo
Racconto di storie con approfondimenti ed elaborazioni
Scenari che presentano rischi in ambiente
Sottolineare l'importanza di un'architettura "sicura", che integri fin dalle prime fasi di ideazione e progettazione gli aspetti di sicurezza e prevenzione dei rischi. Creazione di una cultura della sicurezza che vada oltre il singolo individuo, incoraggiando la comunicazione aperta sui temi della sicurezza.
La prima fase sarà didattica e prevede la proiezione delle testimonianze e relativi feedback sulle sensazioni personali di ogni singolo partecipante. Analisi del luogo di lavoro, con applicazione delle modalità di valutazione dei rischi e delle consequenziali misure da adottare per ridurre al minimo le cause di incidente, con riferimento specifico alla normativa vigente in materia. Introduzione ed applicazione dei principi base della valutazione dei rischi
La seconda fase sarà pratica e comprenderà la simulazione di ambienti di lavoro, attraverso proiezioni di immagini, planimetrie e video, vicini al nostro settore di interesse (studi professionali, sedi di aziende, cantieri, scuole) con interazione dei partecipanti in termini di esperienza diretta e sviluppo di una risoluzione delle possibili criticità riscontrate attraverso un modulo prestampato/questionario su uno scenario a scelta da me proposto o su una esigenza personale di ambiente di lavoro.
Seguiranno un dibattito finale e una discussione, con valutazione dell’approccio ai temi trattati, con particolare riguardo a quanto emerge dalle testimonianze. In sintesi:
Forza e resilienza-nonostante le difficoltà, emerge una grande forza interiore e la capacità di reinventarsi e affrontare le conseguenze dell'incidente.
Pervasività degli infortuni- dalle testimonianze emerge che gli infortuni non risparmiano nessuna categoria professionale, dal settore sanitario a quello dei trasporti, e possono avere conseguenze devastanti.
Donatella è un Architetto con esperienza nella progettazione pubblica e privata, specializzata in progettazione integrata e project management territoriale. Ha collaborato con P.A., gestendo programmi cofinanziati e coordinando progetti complessi. Co-progettista di dossier tematici sulle normative europee, ha acquisito esperienza nella valorizzazione dei beni culturali attraverso ricerca, docenza e progettazione di mostre e allestimenti È CTU per il Tribunale e ha coordinato concorsi di progettazione, promuovendo buone pratiche e azioni innovative di animazione territoriale e sviluppo locale, Sostenitrice del team di progetto, con spiccate capacità comunicative, flessibilità e adattamento, coltiva da sempre un approccio progettuale sinergico per affrontare le sfide, creando valore per la qualità del prodotto finale.
Paola è un Architetto libero professionista con esperienza trasversale nella progettazione pubblica e privata, specializzata in interior e retail design. Progetta residenze, locali commerciali e showroom, curando concept, allestimenti, home staging e styling fotografico. Ha collaborato a progetti finanziati con fondi PNRR come supporto al RUP, consolidando competenze nelle procedure amministrative e nella gestione tecnica. Svolge attività come CTU per il Tribunale e consulente tecnico di mediazione, ruoli che richiedono rigore, imparzialità e capacità analitica. Unisce precisione, cura del dettaglio e sensibilità estetica per costruire progetti funzionali e identitari.
Manuela, Architetto, PhD. in Rilievo e Rappresentazione dell’Architettura Mediterranea.
Dal 2013 al 2015 assegnista di ricerca presso il CNRS MAP-GAMSAU di Marsiglia. È esperta nelle metodologie e tecniche di rappresentazione multimediale (AR e VR) e nella stampa 3D per la comunicazione e valorizzazione del Cultural Heritage.
Un laboratorio esperienziale dedicato ai/alle giovani del settore dell’architettura e dell’ingegneria che desiderano costruire, con consapevolezza il proprio percorso professionale.
Attraverso attività creative, momenti di confronto e strumenti pratici, il laboratorio offre l’opportunità di riflettere sul proprio talento, acquisire fiducia e trasformare le aspirazioni in strategie concrete.
La programmazione del laboratorio è suddivisa in attività di icebreaking e la creazione di una vision board personale, per visualizzare obiettivi e desideri futuri. Un mini-quiz motivazionale utile a riconoscere il proprio “archetipo professionale” e i punti di forza da valorizzare. Talk e una tavola rotonda con mentori donne si argomenteranno su sfide superate e consigli preziosi per orientarsi nel mondo del lavoro, superando stereotipi e insicurezze.
Nel workshop pratico “Blueprint del Futuro”, ogni partecipante costruisce una roadmap personalizzata, con step chiari, competenze da sviluppare, esperienze da cercare e una pianificazione concreta da compiere entro un mese. Un modulo dedicato all’empowerment femminile allena public speaking, leadership, gestione del feedback ed elevator pitch, con esercizi guidati e simulazioni.
Il laboratorio si conclude con un cerchio di parole chiave, networking tra pari e la creazione di una micro-community di supporto. Strumenti e questionari pre/post permettono di valutare crescita, consapevolezza e motivazione.
Un percorso per ispirarsi, definire la propria rotta, incontrare modelli positivi e iniziare ad agire, con coraggio e visione. Perché il futuro si progetta insieme.
Letizia, Architetto e interior designer con oltre quindici anni di esperienza, è coach certificata, fondatrice e presidente dell’Associazione HPS e dell’academy Profondamente Casa®, spazio dedicato alla formazione e alla crescita dei professionisti dell’abitare. Ideatrice del metodo Interior&Inside®, integra interior design, coaching, neuroscienze ed epigenetica per creare ambienti che riflettono l’identità profonda di chi li vive e favoriscono benessere e coerenza. Attraverso percorsi formativi e laboratori, accompagna professionisti nella riscoperta del talento e nella creazione di attività autentiche e sostenibili.
Il laboratorio propone un percorso intensivo di due ore dedicato alla riscoperta del proprio potenziale professionale e personale. Attraverso un approccio multidisciplinare che integra coaching, neuroscienze e design thinking, i partecipanti sono guidati ad acquisire maggiore consapevolezza di sé, chiarire la propria identità professionale, a definire obiettivi motivanti e realistici e a tradurli in un piano d’azione concreto e sostenibile.
L’esperienza alterna momenti teorici e pratici volti a riconoscere talenti, valori e visione personale, trasformando blocchi e credenze limitanti in risorse di crescita.
La componente pratica costituisce il cuore del laboratorio: i partecipanti realizzano una Mappa Personale di Orientamento e una Vision Board Professionale, strumenti che consentono di rappresentare visivamente la propria identità, i valori, le competenze e gli obiettivi futuri. Attraverso esercizi di introspezione, visualizzazione e progettazione strategica, ogni partecipante elabora un primo concept progettuale coerente con il tema “Ri-progettarsi”, che potrà essere sviluppato e presentato come progetto finale individuale.
In questo modo il laboratorio stimola la sperimentazione attiva e la traduzione concreta dei contenuti appresi, favorendo la nascita di idee, piani professionali o iniziative personali che riflettano autenticità, motivazione e coerenza interiore.
È rivolto a studenti e studentesse, neolaureati/e e professionisti/e che desiderano orientare o rinnovare il proprio percorso professionale in modo consapevole e sostenibile.