Italy, Elba

Descrizione Completa

da Rio Marina a Rio Marina, 120km

date di ultime effettuazioni del percorso

  • ottobre 2020

  • maggio 2020

  • gennaio 2019

  • novembre 2017

  • agosto 2014

punto di parcheggio auto alla partenza

RC8H+89 Rio Marina, Province of Livorno

punto di ingresso in acqua

RC8H+7C Rio Marina, Province of Livorno

punti notevoli lungo il percorso

punto di uscita dall'acqua

RC8H+7C Rio Marina, Province of Livorno

punto di parcheggio auto all'arrivo

RC8H+89 Rio Marina, Province of Livorno

durata del percorso in acqua

  • 4-6 giorni

note, difficoltà e attenzioni

la maggior parte delle spiagge sono di ciottoli, non di sabbia

materiale consigliato

autore del percorso e suoi recapiti

album foto

racconto di viaggio, gennaio 2019

Lunedì 31 dicembre 2018 quando mi sono svegliato c'era il sole a Roma e ho guardato istintivamente le previsioni meteo per l'isola d'Elba: freddo ma bello nei giorni successivi. Mentre facevo colazione ho maturato l'idea di andarci per fare l'ennesimo giro dell'isola, ma stavolta in periodo invernale. Ovviamente, a campeggio nautico.

Da tempo avevo questo desiderio. Ormai ho fatto un po' di esperienza di viaggi nautici con il sup in stagioni sfavorevoli, ma soprattutto viaggi fluviali. E il mare rimane il mio primo amore. Inoltre da poco ho ricevuto da Isa Winter il kayak di suo marito Walter Brand, morto il 22 dicembre (coppia molto nota in ambito FICT), persona e cui ero affezionato. E mi piaceva l'idea di sentirmelo vicino in un viaggio nuovo.

Quindi ho inviato un appello su un gruppo di canoisti stranieri e M., dalla Svizzera, ha subito risposto entusiasta. Conoscevo M. perché a novembre era venuto con me a scendere il fiume Aare tra Thun e Bern, in Svizzera - un tratto WW2 - con il suo sea-kayak Lettman 525 con timone, giocando sulle rapide e facendo traghetti tra le morte.

"Prima facevo WW4 con kayak da torrenti, poi da qualche anno faccio soprattutto 'See'." mi aveva detto M.

'See' in tedesco vuol dire sia lago che mare. Vivendo M. in Svizzera avrei dovuto capire subito cosa intendesse. Invece intesi male. Comunque la sua padronanza con la pagaia mi lasciava convinto che fosse un canoista esperto in tutti gli ambienti.

Il 1 gennaio 2019 di sera ci incontriamo a Piombino per poter prendere il traghetto l'indomani mattina.

Non vedevo l'ora di mettermi in acqua, con un entusiasmo un po' azzardato, se non temerario: dagli anni '90 non mettevo il sedere in un kayak da mare e lo stavo facendo in inverno per fare un giro di oltre 100km con un 'plasticone' fine anni '80 con un solo gavone.

Il tempo è stato freddo ma bello, con temperature sempre sotto i 10° di giorno, e tra 1° e 3° dal tramonto alla mattina. Solo il primo pomeriggio abbiamo avuto condizioni critiche, con vento teso (5 Beaufort) e mare molto mosso (4 Douglas). Queste condizioni mi hanno lasciato con sorpresa totalmente tranquillo nel mio plasticone, ma hanno spaventato M., che infine ho capito avere poca esperienza di 'Meer' (mare).

Per la notte, con il mio equipaggiamento economico ma collaudato, ho retto bene.

Bene, da questa entusiasmante navigazione di 4 giorni e appena conclusa ho imparato molte cose, tra le quali:

1. Innanzitutto devo fare pubblica ammenda per una discussione in cui ero stato antipatico protagonista più di 20 anni fa su un forum di canoisti. Avevo detto, io che allora ero ancora prevalentemente canoista marino, che i canoisti fluviali sono più bravi dei marini anche quando vanno in mare. Di quanto fosse azzardata quella concezione ne ho avuta prova il primo giorno di questo viaggio; con M. - ex canoista fluviale, come ho detto, e ora lacuale (non marino!) - che dopo lo spavento preso si è ritirato dal giro, che ho quindi completato da solo.

2. Con un equipaggiamento adatto l'inverno è un periodo affascinante per la navigazione marina: in mare non c'è nessuno, sulle spiagge non c'è nessuno, sono riuscito ad accendere il fuoco ogni sera senza timore, non ho incontrato polizia nelle mie traversate al largo delle baie.

3. Si dice che è bene non andare in canoa da soli. Concordo su ciò per il fiume, ma in mare una persona meno brava in condizioni critiche non è di aiuto, ma è una zavorra. Quindi i prossimi giri - se in condizioni critiche - me li farò da solo; o con gente più brava di me che mi accetti.

4. La muta stagna in inverno è una figata: ti consente di avere già indosso l'abbigliamento caldo da usare a terra; ed è una sicurezza in caso di caduta accidentale in acqua. Purché non la si dimentichi a casa come ho fatto io! :D

PS: preciso pubblicamente, perché me lo stanno chiedendo, come ho fatto il giro 4 giorni senza muta: grazie a un abbigliamento leggero che comunque mi ero portato, e soprattutto grazie a quello che mi ha prestato M., che invece era perfettamente equipaggiato!

racconto di viaggio, novembre 2017

"Ai miei allievi insegno a raccogliere la spazzatura degli altri oltre alla propria. La gente dovrà abituarsi a pensare che dove sono passati i canoisti la spiaggia è più pulita." Mi ha fatto piacere rincontrare Gaudenzio Coltelli sul lungomare di Marciana Marina durante il giro in canoa dell'isola d'Elba questa prima settimana di novembre. Settimana fortunata per un meteo senza freddo né pioggia né mare mosso. E fortunatissima perché questo giro l'ho fatto in sitontop doppio con mio figlio tredicenne, da soli, senza incontrare alcuno lungo costa durante i 6 giorni del giro, dormendo in tenda su spiagge deserte sorvegliati dalla luna piena, cullati dal rompere discreto delle onde la notte, e da un mare limpido e blu di giorno. La stagione è quella in cui albeggia alle 7 e alle 17 già fa buio e umido. Ma ci siamo arrangiati bene: il cibo ora non patisce il caldo e si conserva bene permettendoci belle colazioni la mattina e gustose cenette con il fornelletto la sera. Per concludere la giornata e per ritardare l'ingresso in tenda, a seconda della situazione, un piccolo fuoco con la legna trovata in spiaggia o una esplorazione di eventuali sentieri illuminati dalla luna. Anche l'autunno permette vacanze meravigliose in mare.

Avvertenza: sono un canoista e campeggiatore dilettante, ma esperto. Non ci si avventuri in giri di isole fuori stagione, tantomeno con la responsabilità di persone meno capaci, senza adeguata esperienza.