Sulle colline di Pizzofalcone, dove i venti del golfo sussurrano ancora il nome di Partenope, nasce la città che, secoli prima di Neapolis, aveva già piantato le sue radici nella terra antica di Napoli. Qui, all’ombra del monte Ecchia e nei pressi dell’isolotto di Megaride, sorgeva la prima anima della città, modellata dai racconti delle sirene e dagli incantesimi della sua fondatrice leggendaria.
Partenope si stendeva come una protettrice su questo promontorio, lanciando il suo sguardo sul mare e su quella che un giorno sarebbe diventata Neapolis, il nuovo centro del mondo greco nella penisola. E là, dove oggi corrono i decumani, si scolpirà la successiva forma della città, più vasta e possente, la cui storia, intrecciata come le radici di un ulivo millenario, si dirama fino all’imponente piazza del Plebiscito e alle arcate severe di piazza Municipio.
Percorrere oggi le strade di Napoli è come seguire le tracce di un’antica marcia di popoli, da Partenope fino a Neapolis. E anche se il volto di quelle antiche vie è mutato con il passare dei secoli, sotto le sovrapposizioni medievali, rinascimentali e moderne, l’antico tracciato è ancora lì, invisibile ma presente, come il respiro stesso della città.
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