Pianta Baratta 1629
Pianta Baratta 1629
Chiesa di Sant'Antonio Abbate
Chiesa tutti i Santi al borgo Sant'Antonio
Chiesa di Sant'Anna
Borgo Sant’Antonio Abate è un comparto urbano della città affrerente i quartieri di San Lorenzo-Vicaria anche se, tuttavia, è paragonabile per densità demografica e per emergenze strutturali ad un quartiere a se stante, è famoso per il suo mercato giornaliero. Di particolare rilevanza storico-urbanistica, è una delle poche zone della città che dal '400 ad oggi ha mantenuto inalterata la propria struttura. E' già possibile osservarlo nella pianta di Alessandro Baratta del 1629 tracciato al di qua e al di là di un profondo solco segnato tra il fossato delle mura e lo stradone dell’Arenaccia.
Una serie di varchi lasciati aperti dall’azione del Risanamento lungo tutto il fronte del Corso Garibaldi, che di fatto taglia in due il Borgo, sia a destra che a sinistra, in direzione di piazza Carlo III. Il Borgo Sant’Antonio Abate è attraversato da una strada ad andamento sinusoidale, l’attuale vico Lungo a Sant’Antonio Abate, che gli studiosi farebbero corrispondere ad una forma primitiva di canale di raccordo d’acqua piovana affluente dai colli del Campo di Marte (Capodichino), e che poi, sarebbe stata sistemata come strada carrozzabile in età aragonese.
Su terreno fortemente accidentato verranno edificati immobili sacri non più grandi di cappelle private, per altro raggiunte solo da persone in un qualche modo collegate al patronato sulle piccole chiesette, che a mano a mano saranno circondate da orti e giardini, ai quali, verrà attribuita importante ruolo di attrazione polare per tutte le altre recinzioni di proprietà.
Il borgo di Sant'Antonio Abate e le quattro chiese come emergenze fondamentali. Chiesa di Sant'Antonio Abate è posta all'inizio del borgo omonimo. L'ingresso della chiesa si trova in via Foria 302. Molto probabilmente il complesso originario risaliva alla fine del XIII secolo, ma fu ampliato e in alcune parti ricostruito nell'ambito di un vasto programma di edilizia religiosa e assistenziale voluto nel 1370 dalla regina Giovanna I. in questo luogo venivano curati gli infermi del morbo detto “fuoco sacro” o anche Fuoco di Sant'Antonio, con un prodotto ricavato dal grasso di maiale.
Chiesa dei Tutti i Santi al borgo Sant'Antonio La chiesa fu realizzata nel XV secolo, grazie alle elemosine del popolo che risiedeva nel borgo extramoenia, nei pressi di Porta Capuana. La struttura fu restaurata ampiamente nei secoli successivi e oggi è parte pittoresca del movimentato mercato popolare che si svolge tra le vie del Borgo Sant'Antonio. La facciata presenta un semplice portale in piperno sormantato da un oculo. Nell'interno, a navata unica con cappelle laterali poco profonde, si conservano alcune opere pittoriche che spaziano tra il XVI secolo e il XIX secolo e una Madonna con il Bambino, splendida scultura marmorea attribuita ad Ercole Ferrata. Di notevole importanza sono anche gli ambienti della sagrestia.
Chiesa di Sant'Anna a Capuana è ubicato a margine dell'omonima piazza. La chiesa è nata nel XVI secolo presso porta Capuana come piccola cappella dei frati del convento di San Francesco di Paola. La struttura religiosa ha raggiunto l'impianto e la conformazione definitiva solo nel 1751. La pianta è mistilinea; l'interno, di forma circolare, possiede una navata con cappelle laterali. Alla zona absidale, con un altare posto su un livello più alto rispetto alla norma, vi si accede grazie allo splendido scalone a doppia rampa. Il vano che un tempo ospitava il coro è oggi adibito a sacrestia. Notevole la tavola cinquecentesca posta all'interno della cupola che raffigura la Sacra Famiglia con sant'Anna di Marco Cardisco. Da citare anche i due grandi organi del 1753. Le cappelle racchiudono dipinti del XVIII secolo, di Francesco Narici e Giovanni Cosenza.
La Porta Carbonara (o Porta di Santa Sofia )ha un nome derivante dal fatto che nelle sue vicinanze, vi era un luogo “il carbonarius”, corrispondente all'attuale via Carbonara. Si costruì un ponte per superare il fossato: Pontenuovo. Nella veduta di Alessandro Baratta, relativo a questa zona si osservano tre ponti in muratura che varcano il fossato in corrispondenza della Porte del Carmine, Porta Nolana e Porta Capuana. Solo nel 1630 vi si aggiungerà il cosiddetto Ponte Nuovo in corrispondenza di San Giovanni a Carbonara onde concedere ai cittadini del Borgo Sant’Antonio di poter accedere dentro la città.
La chiesa di Santa Maria della Fede si erge a Napoli nell'omonima piazza. All'interno del giardino della chiesa, acquistato dal console britannico Sir Henry Lushington, vi è il monumentale Cimitero acattolico di Santa Maria della Fede.
L’Imbrecciata, l’antico quartiere a luci rosse di Napoli. Vico Femminelle conserva già nel nome le tracce di un passato non molto lontano, quelle dell’antico quartiere a luci rosse di Napoli: l’Imbrecciata. Siamo nel 1530 e la maggior parte dei bordelli e delle case di appuntamento venne localizzata nell’area compresa tra Porta Capuana e Via Martiri d’Otranto, nei pressi dell’Arenaccia; tutto il manto stradale era stato lastricato da ciottoli, la cosiddetta “breccia”. Con un provvedimento legislativo del 1781, l’imbrecciata divenne l’unico quartiere dove era consentita la prostituzione,