Giovedì 4 giugno 2026, a partire dalle 17:30, il Dipartimento di Farmacia e Scienze del Farmaco dell'Università degli Studi di Bari ha ospitato la mostra fotografica e la cerimonia di premiazione di ChemicalPix 2026.
La giuria tecnica ha assegnato i seguenti riconoscimenti:
Primo posto: Gruppi Nanolab, Bio e-Chem e CNR-IPCF Bari - Energia in movimento
Secondo posto: Emma Deleo - Scintilla Chimica
Terzo posto: Andrea Pasculli - Effervescenza
Menzione di merito, categoria Strumentazione scientifica: Gruppi Nanolab Dipartimento Chimica e CNR-IPCF Bari - L’arcobaleno nascosto
Menzione di merito, categoria Ritratti di ricercatori e ricercatrici: Marcello Leopoldo - Internato Vintage
La giuria popolare ha invece premiato:
Luciana Cicco - Un laboratorio Vivo
Vi invitiamo a godervi la mostra sfogliando le trenta foto selezionate dalla giuria tecnica. Non perdetevi le descrizioni: arricchiscono e valorizzano ogni scatto.
La cella è attiva e la ricercatrice monitora il sistema, verificando che tutto proceda correttamente. Dai trasporti alle nostre case, il futuro dell’energia può nascere da una piccola cella elettrochimica. Nella operosa quiete del laboratorio ricercatrici e ricercatori attendono un risultato che ripaghi gli sforzi di ogni giorno. Perché ogni grande cambiamento inizia da un piccolo esperimento e la passione muove il futuro. Photo by Adriana Grandolfo, Actor: Marianna Roggio
Nell'esperimento, si combinano acido solforico e permanganato di potassio, formando un composto fortemente ossidante. A contatto con la materia organica, in questo caso il cotone, si genera una reazione fortemente esotermica. Foto a opera di Emma De Leo, Laura Palma e Nicolò Leo.
“... uscì per il camino e prese la via dell’aria.” (Il sistema periodico - Primo Levi)
Attraverso la lente di un obiettivo macro, la superficie convessa del guscio di un uovo si trasforma nell’orizzonte silenzioso di un pianeta sconosciuto. Così la chimica diventa astronomia: l’effervescenza racconta l’eterno ciclo della materia che si trasforma, si fa aria e torna leggera verso l’infinito.
Lo spettrofluorimetro contiene uno spazio chiuso, nascosto allo sguardo, in cui prende forma un arcobaleno artificiale, scomposizione fisica della radiazione luminosa nelle componenti monocromatiche, necessaria per poter investigare le proprietà di emissione dei materiali.
Foto di A. Grandolfo con la collaborazione di C. N. Dibenedetto
Reazioni di fotocatalisi nel Blu La luce, il principale e primordiale reagente della Vita. Grazie a essa tutto è vivo, tutto si muove, tutto è possibile. Da un singolo raggio solare miliardi di molecole si attivano, innescando migliaia di reazioni a catena, in un processo tanto antico quanto perfetto. Noi, umili studiosi della materia, ne sfruttiamo le enormi potenzialità per governarne, nel nostro piccolo, il potere e creare nuovi e originali legami chimici, guidati soltanto dalle leggi della fisica e dalla nostra fantasia.
L’immagine rappresenta un’attività di laboratorio e mette in evidenza l’importanza dell’osservazione e della precisione nella ricerca scientifica.
1990, internato di tesi: grande passione e anche divertimento, che un giorno decidemmo di documentare.
In foto é mostrato l’esperimento della reazione di precipitazione dello ioduro di piombo (in giallo). Aggiungendo allo ioduro di potassio (la soluzione trasparente in beuta), il nitrato di piombo (soluzione trasparente nella pipetta Pasteur) si ottiene il precipitato giallo intenso (lo ioduro di piombo).
(Lorenzo Tommaso, foto a cura di Leo Nicolò e Palma Laura)
Crescita macroscopica di Aspergillus spp. su terreno agarizzato, caratterizzata da una complessa morfologia filamentosa con pieghe concentriche, sporulazione diffusa e produzione di metaboliti extracellulari. L’organizzazione del micelio e la pigmentazione della colonia riflettono l’elevata adattabilità metabolica di questi miceti, protagonisti sia in ambito ambientale e biotecnologico sia nelle infezioni opportunistiche dell’uomo.
Uno scatto che nasce con una doppia alchimia. La polvere viola intenso dell'estratto secco di mirtillo, catturata su pellicola analogica in bianco e nero, perde tutto il suo colore per svelare la sua consistenza all'interno dell'opercolatrice. Lo scatto è stato sviluppato manualmente da me con la tecnica del Caffenol, una miscela in cui la chimica fotografica incontra ingredienti di uso comune, proprio come accade nell'arte antica e sempre viva della preparazione galenica. Il bianco e nero dell'immagine trasforma il gesto tecnico del farmacista in un istante senza tempo.
L'esperimento mostra l'uso di diversi indicatori di pH e del permanganato di potassio, che colora la soluzione di viola. La fenolftaleina in ambiente basico (NaOH) diventa magenta, il metilarancio arancione e il blu di bromotimolo è blu in ambiente basico, giallo in ambiente acido (HCl) e verde in condizioni neutre, corrispondenti al suo punto di viraggio. (Petrelli Elena, foto a cura di Leo Nicolò e Palma Laura)
Tempi in cui le colonne erano solo gravitazionali e la raccolta delle frazioni rigorosamente manuale.
La foto ritrae il prof. Cono Randazzo, ITP del nostro istituto dal 1989. Ha coinvolto nei suoi esperimenti diverse generazioni di studenti tanto che, spesso è stato il docente dei padri e dei figli. Con passione, ha affiancato tanti docenti teorici della disciplina che hanno imparato da lui il rigore ma ne hanno anche apprezzato la creatività nell'allestimento di tante esperienze. Quest'anno il prof concluderà la sua carriera scolastica. Il suo motto è "Un esperimento vale più di 1000 parole!"
This photograph shows multiple glass test tubes arranged in laboratory racks, containing liquid samples with a gradual color variation from pink and orange to yellow. The samples are organized systematically, for purification by column of an expriment. The uniform setup and color progression indicate controlled preparation of solutions under laboratory conditions, likely for monitoring visual changes between samples during an experimental procedure.
A sinistra, una immagine SEM della superficie di Teflon su cui si sono formate delle strutture piramidali dopo il plasma etching. A destra, le tipiche piramidi di pietra della Valle del Renon. Il meccanismo alla base della formazione delle strutture sono identiche per l’etching in laboratorio, nella nano-scala, e per l’erosione operata dalla natura, macro-scala
Un liquido ambrato brilla nella beuta come un piccolo tramonto da laboratorio.
Tra guanti, vetro e luce, la chimica si veste di ironia: un brindisi visivo alla creatività nascosta nella ricerca.
Tra ordine, creatività e ricerca scientifica, forme e colori diventano simbolo dell’innovazione farmaceutica. Un equilibrio tra precisione tecnica e visione umana, dove ogni dettaglio contribuisce alla costruzione di nuove soluzioni per la salute.
Immagine rappresentativa del processo di produzione di microbeads mediante tecnologia prilling/vibration. Il sistema consente la formazione controllata di gocce polimeriche che, attraverso vibrazione e gelificazione, danno origine a microcapsule sferiche caratterizzate da elevata uniformità dimensionale e morfologica.
L’esperimento “Golden Rain” dimostra una reazione di precipitazione: mescolando soluzioni calde di ioduro di potassio e nitrato di piombo si forma ioduro di piombo, un solido giallo brillante. Raffreddando lentamente la soluzione, i cristalli dorati precipitano creando l’effetto visivo di una “pioggia d’oro”. Esperimento usato per studiare solubilità, cristallizzazione e cinetica delle reazioni chimiche.
Macro di una mensola con reagenti (visione frontale)
Ordinaria giornata in un laboratorio chimico per fare reazioni chimiche. Chimica che passione!
Green Organic Synthesis Lab., III piano, Dipartim. di Farmacia. Un luogo dove le luci si accendono presto e si spengono sempre troppo tardi. Dove il tempo non si misura in ore, ma in reazioni, rapide e in solventi green. Qui trascorriamo più di 8h condividendo errori, scoperte e ripartenze. Qui la ricerca prende forma tra piante e pesci rossi che sembrano osservare ogni esperimento.
Come ogni sera, annaffiamo le piante, diamo da mangiare ai pesci e spegniamo le luci con una promessa: “A domani.”
Si tratta di una reazione di chemiluminescenza ossia una reazione di ossidoriduzione con perossido di idrogeno e una miscela di difenilossalato con un pigmento fluorescente, che genera luce. L'ho scattata durante un PON per gli studenti tenuto da una docente universitaria, la prof.ssa Palermo Carmen dell' Università di Foggia.
Una semplice foglia di cavolo rosso si trasforma in uno strumento scientifico capace di rivelare il linguaggio invisibile della chimica. Nelle provette, gli antociani entrano in contatto con sostanze acide e basiche creando una scala di colori che va dal rosso intenso al verde-giallo, mostrando come la scienza possa essere allo stesso tempo accurata, elegante e sorprendentemente artistica.
La fotografia unisce laboratorio e natura, evidenziando la bellezza della chimica attraverso armonie cromatiche nate da un esperimento tanto semplice, quanto profondo.
C'è un istante preciso, prima che la scienza diventi una formula scritta su un quaderno, in cui è solo puro stupore. Quando ho avvicinato quella provetta agli occhi, non mi sentivo un'osservatrice neutrale che applica un protocollo di laboratorio; mi sentivo un'esploratrice davanti a un mondo infinitesimale ancora da scoprire. In quel momento ho capito davvero cosa intendessero i latini con curiositas: non una semplice curiosità, ma quell'impulso innato, quasi irrequieto, che ci spinge a guardare oltre il velo di ciò che è visibile a tutti. Questa foto cattura proprio questo: un dialogo silenzioso, riflesso sul vetro, tra il mio desiderio di sapere e il mistero che custodivo tra le mani.
Un cristallo di solfato di rame, solitamente osservato in laboratorio, esce dal suo ambiente e viene usato come orecchino a mo’ di: solfato di sera!!
Questo perché anche la scienza, a volte, vuole essere notata!
Nel laboratorio, l’attenzione delle ricercatrici si concentra sulla valutazione della scorrevolezza di una polvere mediante la determinazione dell’angolo di riposo. L’immagine racconta una chimica fatta di osservazione rigorosa e precisione sperimentale, dove ogni misura è essenziale per comprendere il comportamento della materia e trasformarlo in conoscenza.
L'istante in cui la passione per la chimica prende forma. Immortalato mentre verso l'indicatore NET nel becher, avviando la titolazione complessometrica degli ioni Calcio con EDTA. Una goccia tocca la soluzione dando inizio a una danza invisibile: non è solo chimica analitica, ma il frammento di una reazione che trasforma la precisione del laboratorio in pura emozione cromatica.
L'immagine rappresenta la cristallizzazione di un composto in beuta.
Nella foto rappresentata appare un pallone di reazione tra un acido carbossilico e un'ammina dai quali tramite una reazione di coupling mediata da HBTU si è ottenuta l'ammide corrispondente. Il grezzo di reazione ottenuto con le sue sfumature di colori dal sabbia al rosso passando per l'arancio ricordano Marte, il pianeta rosso!
Cos'è ChemicalPix? ChemicalPix è il contest fotografico dedicato al mondo della chimica e della ricerca scientifica in Puglia. Attraverso le immagini, vogliamo raccontare la bellezza nascosta nei laboratori, nei volti di chi fa ricerca ogni giorno e negli strumenti che trasformano l'analisi in scoperta. Partecipare è semplice: basta avere uno sguardo curioso e una fotografia che valga più di mille parole.
A chi è rivolto? Il contest è aperto a tutta la comunità scientifica pugliese: studenti, dottorandi, assegnisti, ricercatori, ricercatrici, e docenti.
Cosa fotografare? Le fotografie devono rientrare in almeno una di queste categorie tematiche:
Attività di laboratorio ed esperimenti: reazioni, strumenti in azione, momenti di lavoro quotidiano visti da una prospettiva nuova.
Ritratti di ricercatori e ricercatrici: i volti della scienza, tra concentrazione, curiosità e passione.
Strumentazione scientifica: la bellezza formale degli strumenti, tra precisione e astrazione visiva.
Come si partecipa? Invia la tua candidatura entro il 24 maggio 2026 (ore 23:59) tramite il form online. Dovrai allegare una o più fotografie (max 3) in formato JPG, TIFF o PNG (max 10 MB per file, risoluzione minima 300 dpi), una breve descrizione dell'immagine di massimo 500 caratteri, e il tuo nome, cognome e affiliazione. Le post-produzioni sono ammesse, purché non alterino il contenuto scientifico e documentale dell'immagine.
Come vengono valutate le fotografie? Il Comitato Organizzatore valuterà le immagini sulla base di coerenza con il tema del contest, originalità e creatività, qualità tecnica e compositiva, efficacia comunicativa e divulgativa. Saranno assegnati 4 premi in totale: i primi 3 dalla giuria tecnica, e un Premio del Pubblico votato dai presenti il giorno della mostra.
La mostra fotografica Le opere selezionate saranno esposte in una mostra fotografica aperta al pubblico il 4 giugno 2026 a partire dalle ore 17:30 presso il Dipartimento di Farmacia-Scienze del Farmaco dell'Università degli Studi di Bari. Durante la serata si terrà anche la cerimonia di premiazione e la votazione della giuria popolare.
Note legali La partecipazione implica la piena accettazione del regolamento. I dati personali saranno trattati nel rispetto del GDPR (Reg. UE 2016/679). Le fotografie potranno essere utilizzate dalla Società Chimica Italiana – Sezione Puglia per finalità istituzionali e divulgative, con citazione dell'autore/autrice.