Com'è fatto l'Uomo "dentro"


I. IL CORPO E IL CAMPO

 

Per scoprire come siamo fatti “dentro”, la mente dell’uomo e la scienza hanno escogitato molti sistemi, più o meno efficaci e utili. Non è però sufficiente prendere un cadavere e sezionarlo. L’analisi anatomica non ci potrà mai aiutare a conoscere meglio noi stessi, perché essa riguarda solo uno dei componenti di un essere vivente: quello strettamente fisico, mentre l’uomo è molto più complesso. A questo tipo di approccio manca tutto l’aspetto energetico, che pure è reso ben evidente dalle indagini mediche vibrazionali e ondulatorie.

 

Quando osserviamo il mondo e i suoi abitanti, dobbiamo tenere in mente che al nostro sguardo appare solo una parte della Realtà; la formula dell’energia che segue infatti:

 

f = m.a

 

ci mostra come la parte visibile dei fenomeni (m = massa/spazio di un corpo; a = accelerazione/tempo, ossia movimento) nasconde un’altra parte, quella più importante che genera il fenomeno stesso, ma che è a noi invisibile, cioè la forza (f), l’energia.

Analizzando i due aspetti troviamo:

 

                                                           (  f  )                           ( m.a )

secondo la percezione                        non si vede                  si vede

secondo la natura                               energia                       materia

secondo la struttura                            campo                         corpo

 

Possiamo così dire che ogni fenomeno è contraddistinto da almeno due tipi di struttura, una esterna, a noi percepibile: il corpo, che è la forma nella quale ci si presenta, e una interna, a noi invisibile: il campo. Il corpo è la parte visibile di una energia invisibile, che è il campo.

Per farci un’idea di “campo” dobbiamo considerare che tutto quello che vediamo cela in sé lo Spirito, in quanto parte della creazione, e nello Spirito è insita, increata, la Vita. Nel corpo cioè si manifesta sempre la Vita, e la Vita non ricade sotto la forma, la materia, ma ha una struttura energetica. Quando gettiamo un sasso in un contenitore pieno d’acqua, vediamo la superficie del liquido incresparsi in onde che si allontanano dal punto in cui è caduto il sasso. Queste onde hanno la forza di muovere, trasmettere energia, all’acqua e ad eventuali oggetti con cui vengono in contatto. Il campo è la parte di spazio coperta da questa increspatura.

La Vita a contatto con la materia genera un campo energetico, che deforma (o forma, struttura) la materia stessa secondo la propria natura. Al cessare dell’azione energetica (la Vita) torna a prevalere la legge di entropia, e sia campo che corpo svaniscono. O meglio, cadono preda di un campo ancora più grande, come vedremo fra poco.

 

Il corpo infatti è solo uno dei campi possibili, il campo della forma, della materia; vi sono altri campi, messi in moto dalle forze invisibili, e che infatti si presentano in maniera invisibile, ma non per questo meno attive e influenti. I campi in atto cioè sono:

 

- il campo delle forme            che produce il regno minerale e le “forme viventi”

- il campo della vita                che influisce sulla vita dei regni vegetali, animale e umano

- il campo della coscienza      che influisce sulla coscienza dei regni animale e umano

 

A questi possiamo aggiungere il campo dello Spirito, che influisce nell’uomo, interiormente, attraverso l’io.

Ciascun campo influisce sull’altro, e così la coscienza, la mente nell’uomo, può agire nel corpo per mezzo del cervello, che è il suo strumento particolare per questo scopo, e che non deve essere confuso con la mente e la coscienza. La vita può agire nel corpo attraverso i processi biologici, che ne sono lo strumento, ma che proprio per questo non sono la vita.

 

Il campo in quanto espansione di energia nasce, ovviamente, da un punto e in un momento, a ripetizione dell’atto creativo del mondo e dell’universo. Ha cioè bisogno di un “centro” che ne sia l’origine: che svolga la funzione del sasso nell’acqua. Attualmente l’uomo è consapevole solo del suo pensiero ristretto all’io, mentre non sa regolare e dirigere le funzioni biologiche del proprio corpo: chi digerisce il cibo? chi fa battere il cuore o scandisce il ritmo del respiro? Né sa edificare la crescita del corpo,o attivare la decomposizione dopo la morte.

Spesso si dice che “il corpo ha una sua intelligenza”, o che “le cellule sono intelligenti”, perché si mostrano spinti da un’azione che denota intelligenza. Infatti non può esistere nessuna azione intelligente, cioè che dimostra di obbedire a delle leggi di comportamento, senza che ci sia una intelligenza a guidarla: la nostra esperienza quotidiana ce lo dimostra. L’intelligenza della vita nel corpo perciò si deve ricercare in una intelligenza superiore a quella dell’uomo, capace di dirigere le funzioni biologiche e chimiche agendo nei centri di azione dei relativi campi.

Aiutiamoci con lo schema che segue:


Centro del campo:

                                    | Sé |    Entità  |

(1) coscienza   (io)      |      |       |       |               centro del campo nell’uomo: il Sé attraverso l’io

(2) vita                        |      |       |       |               centro del campo superiore all’uomo

(3) corpo                     |      |       |       |               centro del campo ancora superiore

 

Il Sé rappresenta il VERO UOMO, ma attualmente ha la capacità di essere consapevole solo del pensiero dell’io, mentre per funzionare nella dimensione spaziotemporale ha bisogno di forze che trovano fuori di lui il proprio centro, forze che costruiscono il corpo e gli danno vita.

Altre Entità – superiori all’uomo – dirigono le funzioni ancora inconsapevoli, e rappresentano l’intelligenza del corpo. Queste Entità sono più avanzate dell’uomo lungo la scala della riunificazione.
II. LE FACOLTÀ DELL’UOMO

 

Corpo, vita e coscienza sono i tre elementi che compongono l’uomo, e che gli forniscono le seguenti facoltà:

 

agire:               corpo (forma)

sentire:                        vita (sensazioni)

pensare:           coscienza (mente).

 

L’uomo perciò come lo intendiamo comunemente, cioè composto solo di corpo, non è esattamente descritto; egli è più complesso, perché in quanto essere non solo vivente e senziente, ma anche pensante, possiede anche vita e coscienza, che sono grandezze appartenenti al Sé, allo Spirito.

 

L’energia, i campi energetici, che formano la base di queste facoltà, possono assumere comportamenti differenti: possono interagire attraverso interferenze costruttive o attraverso interferenze distruttive.

Quando vita e coscienza lavorano armoniosamente formano interferenze costruttive, sono in fase, e anche il corpo è sano; quando invece sono disarmoniche formano tra loro interferenze distruttive, la relazione interiore, o Religione, come la chiamiamo noi, è sfasata, e anche il corpo alla fine ne risente, ammalandosi.

L’io che non accoglie il Sé forma interferenze distruttive: la causa prima della malattia si trova perciò sempre nella mente, nell’io. Mentre una mente capace di integrarsi nel Sé, attraverso la Meditazione, opera nella direzione del Sé e produce un corpo sano e sensazioni corrette.

Sono perciò il pensiero e il sentimento a costruire un corpo sano.

 

La responsabilità dell’azione dell’uomo è immediatamente visibile nei suoi effetti. Essa tuttavia riguarda anche i suoi sentimenti e i suoi pensieri, perché questi influenzano il corpo e il livello fisico della creazione, anche se le relative conseguenze non sono immediatamente visibili, né riscontrabili dalla consapevolezza umana.

Se vogliamo avanzare verso la crescita di consapevolezza nella nostra Vita e Coscienza, dobbiamo però renderci sempre più responsabili anche verso di esse: le leggi naturali non ci consentiranno di farlo se non mostreremo di saper usare in questa direzione la libertà di cui siamo dotati. Lo sviluppo perciò porta con sé anche un aumento della quota di libertà, che potrà essere in grado di formare interferenze costruttrici con le forze della Vita e della Coscienza.


III. LA MALATTIA

 

L’io dirige le nostre azioni: noi erroneamente ci identifichiamo in esso e prendiamo per buona la sua visione, e il comportamento ne è la conseguenza. Il pensiero è la facoltà nella quale siamo coscienti, e quindi non possiamo sottrarci alla responsabilità conseguente al nostro comportamento. In questo modo intrecciamo delle relazioni, e le relazioni possono essere costruttive o distruttive; quelle costruttive ci permettono di salire lungo la scala della riunificazione, mentre quelle distruttive mettono in moto delle conseguenze, dei nodi che prima o poi dovremo sciogliere.

Il Sé interviene in questi ultimi casi, perché l’istanza fondamentale alla quale esso risponde è la riunificazione con lo Spirito, l’Assoluto. Ma non può farlo direttamente, perché la nostra coscienza ancora non lo sa accogliere e riconoscere; allora agisce per vie traverse, mandandoci “segnali” che non possiamo ignorare, e che anche se non li comprendiamo consapevolmente producono in noi effetti che ci spingono nella direzione voluta. In linea di massima il modo che il Sé trova per farsi sentire è la Malattia.

La malattia è la conseguenza di un’azione errata (secondo il Sé) dell’io, che tende a ripristinare l’azione corretta.

 

L’uomo sano, cioè privo di questi “richiami alla coscienza” che abbiamo chiamato con il nome generico di malattia, è colui nel quale l’io non ha prevaricato e invaso le sfere d’azione del Sé e della Vita e della Coscienza nel corpo, delle cui funzioni egli è ancora incosciente.

Ma un uomo di questo tipo, purtroppo, è quasi impossibile da trovare, perché l’io si ritiene in diritto – considerandosi il solo legittimo “proprietario” – di decidere qualsiasi tipo di azione, prescindendo dalle sfere d’azione a lui ignote.

 

Nell’uomo sano le facoltà sono rispettose l’una dell’altra, lavorando ognuna nel proprio campo e instaurando reciproche interferenze costruttive:


Mentre nella malattia troviamo l’io che interferisce distruttivamente, invadendo abusivamente spazi non autorizzati. Ne derivano due tipi fondamentali di malattie:


Ogni tipo di campo genera onde con effetti diversi nella nostra percezione. Vita e Coscienza appartengono al Sé, e si manifestano nell’io come idea di spazio e di tempo; le energie che ne risultano danno origine al calore (legato allo spazio) e alla luce (legata al tempo).

 

Il calore del corpo consente all’io di abitarlo: l’io ha bisogno di una certa temperatura per riuscire a dirigere il corpo. Quando i guasti della sua invasione nel campo delle funzioni biologiche - pretendendo di regolarle e controllarle, cosa che non gli appartiene legittimamente – causano un disagio o una malattia, le Entità che dal proprio centro di campo sono autorizzate a tali attività intervengono innalzando la temperatura corporea. La febbre costringe l’io ad allontanarsi (cosa che noi percepiamo come carenza di consapevolezza o delirio), bloccando le sue attività per poter “lavorare” indisturbate al ripristino della salute e alla continuazione della vita. L’ambiente subisce gli stessi effetti negativi del corpo, quando ad agire su di esso sono degli io incapaci di tendere verso la riunificazione con il Sé e con lo Spirito. La conseguenza si può manifestare ancora con malattie di tipo fisico, come quelle derivate dall’invasione dell’io nel campo vitale.

Un aiuto in questi casi è richiamarsi all’azione delle Entità, cosa che si può tradurre anche come Preghiera.

 

La conoscenza senza saggezza, dovuta all’invasione illegittima dell’io nel campo del Sé, è conoscenza non illuminata, priva di luce. I disagi che ne conseguono riguardano l’individuo e si manifestano come crisi esistenziale, depressione, ecc. Qui ci troviamo nel campo della coscienza, e non è possibile intervenire dall’esterno: è necessario riuscire a ripristinare l’equilibrio fra il sentire e il pensare, raggiungibile con un atteggiamento interiore che si diriga verso la riunificazione con il Sé. Tutti i condizionamenti impediscono questa presa di coscienza interiore, ed è perciò importante imparare l’Autonomia di pensiero.

La Meditazione è uno strumento essenziale in questa ricerca di riequilibrio e di risalita interiori, perché può ripristinare l’attivazione di interferenze costruttive.

 

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