Once upon a time
 
Un tentativo di rappresentazione di una classica rappresentazione del tempo. Immagini di un datario, destrutturate in una sequenza a-temporale, non diacronica, metafora e problematizzazione del senso del tempo, relativo come ogni convenzione può essere, quanto beffardamente determinante nel costituire l'esistenza dell'uomo.

n° 14 fotografie 30 x 30 cm - 2011


Per Marx il lavoro propriamente detto e’ il lavoro produttivo, il lavoro che accresce il valore della merce. Tuttavia, questo processo non e’ certo gratuito; infatti, esso comporta dispendio d’energia umana; dispendio che ha per misura il tempo di lavoro, la durata dello sforzo lavorativo.
Scrive Marx: ” La quantita’ di lavoro stessa ha per misura la sua durata nel tempo, ed il tempo di lavoro possiede di nuovo la sua misura nelle parti del tempo come l’ora, il giorno, etc.” Cosi’, per Marx, la sostanza del valore, in senso lato, e’ il tempo, la durata temporale.
Per Marx, una volta eliminato il modo di produzione capitalistico, l’economia resta pur sempre economia del tempo, perché la durata temporale è una sorta di valore economico assoluto. Le implicazioni economico-politiche di questa riduzione sono numerose: plus-valore come plus-tempo, sfruttamento come furto del tempo
altrui, ideologia e pratica della pianificazione temporale nelle economie socialistiche.
(Cit. “Lavoro e tempo di lavoro in Marx”, FRANCO PIPERNO, 2012)
Ne “Lo scambio simbolico e la morte”, Baudrillard afferma che tutto il sistema si basa sull'indeterminazione. Su di essa si è poggiato lo spostamento che ci ha portato dal capitalismo industriale al semio-capitalismo, dove l'indeterminazione rimpiazza la relazione fissa tra tempo di lavoro e valore della merce, e in questo modo tutta la regolazione dello scambio cade nel sistema aleatorio dai valori fluttuanti.
(Cit. “Tempo e denaro”, FRANCO BERARDI "BIFO", 2011)