La LIM.. e la WiiLD sono POP

Qui di seguito trovate un bellissimo lavoro fatto da Daniele Barca (USR Emilia Romagna) che ci ha gentilmente concesso di inserire nel sito. Sono siuro che i mille spunti offerti da Daniele saranno utilissimi a tutti gli insegnanti che vogliono approciarsi alla didattica con le nuove tecnologie. Vi consiglio, inoltre di visitare il knol tenuto da Daniele dal titolo irrinunciabiLIM: http://knol.google.com/k/daniele-barca/gli-irrinunciabilim/1agb2umxw3j71/5#

La LIM è POP

I corrispettivi odierni dello zappator e dell’artigiano, che nell’idillio leopardiano si affrettavano a terminare il loro lavoro settimanale, hanno a disposizione televisione, cinema, videocassette, CD musicali, giochi per il computer, DVD, ecc….

 

(F. Brevini, Un cerino nel buio, Bollati Boringhieri, Torino 2008)

 

Cinema, radio, tv, videogiochi non hanno soppiantato il libro, anzi si fondano in modo diverso sulla scrittura ed i suoi rimandi; allo stesso modo, nel recinto dei media didattici, la LIM non è destinata a soppiantare il libro, ma a rivisitarne alcune peculiarità (come per esempio l’accento sulla narrazione) in chiave digitale.

 

La sua dimensione “in grande”, sia per quanto riguarda la fruizione delle immagini che per quanto concerne quella dei suoni, rende la LIM più vicina, più “familiare” come rappresentazione della realtà ai media del Novecento, che al PC inteso come elaboratore ed organizzatore logico di informazioni.

 

Del cinema – compresa la sua versione in pillole via web che è youtube – la LIM condivide la centralità della comunicazione per immagini, ma se ne distacca perché il lavoro con la LIM – che produce il più delle volte “incompiute”, materiali grezzi – crea contenuti anche quando ne fruisce di già realizzati e compiuti, come un film.

 

Della radio, grazie alla possibilità di registrare, ascoltare ed organizzare file audio, ha tutta l’immediatezza, la facilità d’uso e di fruizione, nonché un certo grado di improvvisazione; ed oggi, con l’offerta radiofonica sempre più legata al podcasting che permette di scaricare dal web la trasmissione preferita, vi è molta consonanza con il file audio registrato in classe o all’esterno (anche con l’impiego di registratori dei suoni nei telefoni cellulari o di MP3 tascabili) e collocato sullo schermo del software lavagna.

 

La presenza di uno schermo grande sigla la vicinanza alla TV, soprattutto quella moderna, dove il ruolo dell’immagine, dei colori, l’uso della grafica, della sovrimpressione, una certa tendenza alla semplificazione, è centrale. Significativo anche “il bello della diretta”, ovvero una delle caratteristiche della televisione, che per la LIM si traduce in una certa tendenza all’improvvisazione, o meglio all’imprevedibilità, al momento della lezione in presenza che mette al centro la relazione e lo scambio. In sostanza, con tutte le somiglianze del caso, cinema, radio e tv si fondano sulla distanza, elemento connotativo del rapporto tra performance e fruitori, mentre nella dinamica didattica con la LIM gran parte del lavoro è fatto in presenza.

Un po’ come accade con i videogiochi; qui la somiglianza, oltre all’uso del multimediale, si estende anche alla fisicità che coinvolge l’impiego della LIM. L’andare alla lavagna, intorno ad essa, lo scrivere con mano o con pennarello, il costruire storie sulla superficie, ingrandire, rimpicciolire file, navigare nel web. Tutte queste dimensioni sono molto familiari al giocatore di videogiochi; anzi, è la stessa industria che ha scoperto l’importanza di trovare alternative “in grande” alla consolle individuale, per favorire il coinvolgimento di più persone al videogioco e l’interazione corpo-schermo tramite telecomando o pedana. Il tutto in presenza e favorendo la relazione e la partecipazione; né più né meno di ciò che accade con la LIM durante una lezione il cui senso non sia solo la presentazione del docente, ma la costruzione di un mondo o di un percorso condiviso.

 

 

Peculiarità della LIM come strumento di mediazione didattica

 

Vi sono molte maniere per insegnare con la LIM:

a) esistono i "lavagnari" del 1° tipo che utilizzano il software proprietario della propria lavagna per assemblare i contenuti;

- scrivere

- disegnare

- allegare

- collegare

 

b) esistono, poi, i "lavagnari" del 2° tipo, che utilizzano altri software a loro familiari coniugando l'interattività e la visione in grande offerta dalla LIM; Geogebra

Open office kids draw

 

c) esistono, infine, i "lavagnari" del 3° tipo, che utilizzano le risorse già esistenti nel web, surfando, copiando, incollando, catturando, ed assemblando il tutto su fogli di scrittura o di disegno

ITALIANO IN FAMIGLIA http://www.italianoinfamiglia.it

SIMULAZIONI DI BIOLOGIA http://www.sumanasinc.com/webcontent/animations/biology.html

 

…e per tutti, gli IRRINUNCIABILIM

http://knol.google.com/k/daniele-barca/gli-irrinunciabilim/1agb2umxw3j71/5#

 

FORMARSI ALL’IMPIEGO DELLE LIM: SOFTWARE AUTORE?

 

Una distinzione di partenza riguarda l’impiego della LIM e l’impiego dei software di presentazione, proprietari o non. Formarsi all’impiego della LIM tocca, quindi due aspetti distinti di cui è necessario esser consapevoli per evitare che la formazione alla LIM per metonimia diventi formazione al software di presentazione.

 

        Il primo aspetto consiste – indipendentemente, quindi,  dalle tipologie dei prodotti e dal software di presentazione - nelle peculiarità della LIM (intendendo così il kit lavagna + PC + proiettore e comprendendo, per esempio, la risorsa audio)

  • vedere, leggere, ascoltare e navigare nel web in grande, ad alto volume e di fronte a tutta la classe;

Innova Scuola http://www.innovascuola.gov.it

Shakesperare http://www.canadianshakespeares.ca/rjfolio.cfm

  •  interagire (scrivere, toccare, cliccare) in grande su una superficie (con il conseguente coinvolgimento degli studenti alla lavagna);

WIRIS http://wiris.indire.it/wiris/it/index.html

Orchestra delle renne

Tastiera

  •  costruire contenuti mentre si illustrano (per cui tutto quanto appare a schermo, suono, video, immagine, è oggetto, rigenerando il ruolo della scuola come luogo di indirizzo e selezione dei contenuti e dei saperi e delle relazioni tra loro);

L’Infinito

La cappella degli Scrovegni

  •  accumulare e salvare tutto quello che scorre sullo schermo (è quella funzione che Henry Jenkins definisce di “Black box”, una scatola nera che nel flusso on line di contenuti li intercetti, li conservi, li renda usabili e riusabili e permetta l'accesso ad altri strumenti e media: software, audio, video, testi, tv, radio).

http://www.oercommons.org

PREZI http://prezi.com/x-zakni3z_pr/oltre-la-limnon-finisce-cosi-cattolica-11-dicembre-2010/

DIDAPAGES prova

 

        Il secondo aspetto è dato dall’utilizzo dei differenti software proprietari di presentazione annessi alle LIM. Si tratta essenzialmente di ambienti organizzati per schermate successive che raccolgono funzioni altrimenti riproducibili con una molteplicità di software anche liberamente scaricabili dalla rete (annotazione, scrittura digitale, repository, presentazione, registrazione audio e schermo, cattura); avvicina all'idea di ipermedia, allega e salva materiali, catalizza l'attenzione, spinge alla costruzione di percorsi. Può essere la via semplice (nella maggiorparte dei casi occorrono competenze come quelle della posta elettronica e della scrittura su foglio elettronico) al digitale.

L’esperienza del Bodoni di Parma

Present perfect (esempi)

 

MOTIVARE L’IMPIEGO DELLA LIM

 

1)   la LIM è un medium? differenza tra mondo della scuola e mondo dei media

Filmato Odissea

2)   In realtà è da considerare un delivery; si spiega la sua natura catalizzatrice e multimodale

Il giornale di classe

3)   E’ un delivery di visualizzazione

PDF Problemi visuali (esempi)

 

A Cognitive Theory of Multimedia Learning: Implications for Design Principles, Richard E. Mayer and Roxana Moreno, University of California, Santa Barbara, 1998

http://www.unm.edu/~moreno/PDFS/chi.pdf

 

Principio della ridondanza: "Gli studenti imparano meglio da animazioni e narrazioni che da animazione, narrazione, e testo a schermo."

 

Perciò è meglio eliminare i contenuti superflui.

Questo perché gli studenti non imparano meglio quando contemporaneamente ascoltano e vedono lo stesso messaggio verbale durante una presentazione.

 

Principio di contiguità spaziale: "Gli studenti apprendono meglio quando le parole e le immagini corrispondenti sono presentate in vicinanza piuttosto che distanti tra loro sulla pagina o sullo schermo."


Principio di contiguità temporale: "Gli studenti apprendono meglio quando le parole e le immagini corrispondenti sono presentate simultaneamente piuttosto che in successione."


Principio di coerenza: "Gli studenti imparano meglio quando contenuti aggiuntivi sono esclusi invece che inclusi."


Principio delle differenze individuali: "Gli effetti dell’immagine sono più forti per gli studenti con conoscenze minime e per quelli con una spiccata “intelligenza spaziale”

 

4)   La natura mimetica della LIM

a)   nasconde le tecnologie sottese

b)   si offre a molteplici impieghi

c)   strumento catalizzatore e di convergenza

5)   I sei gradi: dalla lezione frontale “a mano libera” alla co-costruzione

6)   Imparare ad integrare

a)   metodi e modelli didattici

b)   fonti: strumenti e materiali

c)   media

d)   formati: cartaceo e digitali

e)   apprendimenti: formali e informali

7)   I materiali: Percorsi completi o tessere digitali?

8)   La LIM e il WEB; dal dinamico allo statico andata e ritorno

9)   LEZIONI CON LA LIM A CONFRONTO

CANALE INNOVASCUOLA

http://www.youtube.com/user/canaleInnovascuola?gl=IT&hl=it#p/p

ANALISI DEL TESTO

http://www.youtube.com/watch?v=eLjZ4abF5Fw

Video Educazione stradale al 154 CD Casalpalocco

 

La sceneggiatura

Uno studio condotto (Warren 2002) suggerisce alcune linee-guida per la progettare lezioni e attività adatte a comunicare in classe con la LIM.

  1. I contenuti dovrebbero essere aperti e non costituire strumenti di autoformazione/autovalutazione;

     Esercizi Flash innovascuola

  1. Le risorse dovrebbero essere di stimolo alla discussione per la classe e non contenuti da fruire passivamente;

     Simulazioni scientifiche http://phet.colorado.edu/

  1. La LIM dovrebbe essere valorizzata come spazio di scrittura e di manipolazione;

    Babyflash www.babyflash.com

  1. Le lezioni dovrebbero integrare le risorse testuali con la comunicazione visiva;

        Cesare e cicerone http://www.xtimeline.com/timeline/CiceroneCesare

  1. La presentazione delle risorse e le attività interattive è più efficace se pianificata accuratamente;
  2. La struttura della lezione dovrebbe lasciare spazio alla “reticolarità” creando più percorsi di lettura;
  3. La lezione è più coinvolgente se gli studenti hanno occasione di andare alla lavagna, soprattutto per attività che coinvolgono il gruppo dei pari.
  4. Partendo dalla propria lezione tradizionale progettare:

a)   quale sequenza della lezione “tradurre” con la LIM

b)   quando inserirla all’interno della propria sceneggiatura

c)   modalità di lavoro con la LIM: a schermo, in laboratorio, individuale, di gruppo

ed allora proviamo a scriverla questa lezione partendo da una vostra unità didattica (o unità di apprendimento), in cui vi sentite molto preparati e pronti, che avete sperimentato decine di volte trasformate una, due, tre parti del suo svolgimento introducendo la LIM.

Con qualche avvertimento:

a) no panic: se dominate l’argomento sarà più facile qualche cedimento tecnologico; a quel punto dev’esser chiaro che non siete insegnanti di informatica, che al centro del vostro interesse vi è la vostra disciplina e che anche costruire insieme – con gli alunni, si intende – non è grave. In molte classi dove si usa quotidianamente la LIM vi sono dei team di supporto tecnologico composti dagli stessi alunni che risolvono molti dei piccoli problemi che si affacciano allo schermo;

b) coerenza: introducete la LIM dove serve, dove le potenzialità di multimedialità, di interazione, di servizio alla classe giovano ai più: in sintesi comunicazione, interazione, leggere, vedere e ascoltare in grande, costruire percorsi, integrare il multimediale;

c) no presentazione: il software della LIM, anche se si presenta come una sequenza di slide, è il meno adatto a costruire presentazioni; per far quello ci sono i software appositi che permettono acrobazie a parole e immagini; molto del lavoro in classe può e deve partire dallo schermo bianco, vuoto, o da un sito, da una frase, da un’immagine, da un filmato.

Per dirla in breve: con metafora culinaria, la presentazione è il piatto servito in tavola da uno solo, dal maitre: la LIM è l’oscuro lavoro in cucina, dalla teglia vuota in poi. frutto di un team;

d) tabù del software: la LIM non è il software che permette di accumulare i materiali, è molto di più perché è il PC che la accompagna; quindi, né demonizzare il software proprietario (ma sfruttarne le semplicità di aggregazione, di accumulo e di presentazione dei materiali digitali, soprattutto in fase di approccio allo strumento), né confondere il software con la LIM (sfruttando interattività, altri software a schermo, tutto il web a disposizione);

e) Jam session: improvvisare? ricordando che per improvvisare bisogna ben conoscere i fondamentali, il punto di partenza e quello di arrivo, si può pensare ad un’attività con la LIM che duri molti giorni, ma non è necessario un utilizzo continuo: anzi, uno spunto breve, immediato, risponde bene alla mission dello strumento e, data la sua vocazione alla memorizzazione, può essere ripreso in qualsiasi momento!

f) tutto fa brodo: usa a schermo tutti i formati digitali utili per raccontare la realtà o le idee. E, se vuoi portare la carta o le idee su schermo, usa tutti i terminali possibili (fotocamera, macchina digitale, videocamera, scanner) ricordando che il PC che “serve” la LIM ha in sé il più delle volte webcam e microfono per registrare al volo immagini fisse, in movimento e audio;

g) tessere digitali: detto questo è chiaro che il percorso è più nel processo che realizzate con la classe che sullo schermo; per cui singoli file possono servire l’apprendimento in maniera altrettanto efficace di intere unità;

h) la valigia degli attrezzi: portatevi dei file audio, immagine, video, flash (quelli interattivi (caratterizzati dall’estensione .swf o .flv, LO ALLA BASE DELLA VITA), di presentazione, di scrittura con formati leggibili sul PC su cui operate; se avete anche internet, fidelizzatevi ad un sito di riferimento o ad una raccolta di materiali (www.dienneti.it ); oppure costruitevi una cartella o una pagina con i link ai siti più interessanti

i) non solo LIM: il lavoro di gruppo con la LIM deve prevedere momenti in cui i gruppi debbono poter operare utilizzando dei PC (in laboratorio o a casa) ed una chiara indicazione sul tipo di restituzione richiesta che può andare dal semplice foglio di scrittura al video montato; lavorare a schermo in gruppo ha una sua validità solo se il gruppo (4 o 5 alunni) ha la libertà di muoversi intorno alla LIM ed al PC senza gli altri che disturbano; può essere una bella modalità se diventa un appuntamento settimanale a rotazione dei gruppi durante il quale l’insegnante, per esempio, corregge i quaderni degli altri o, comunque, organizza attività di gruppo con altri strumenti;

l) la LIM è di tutti: e tutti devono averne accesso (e togliete quei banchi e quelle scrivanie davanti allo schermo!!!).

 

Qualche esempio di sceneggiatura possibile (tenendo conto che tutte queste proposte possono essere combinate tra loro)

1) introdurre la lezione con un esercizio flash, di quelli interattivi, può essere una maniera utile ad avvicinarsi all’argomento, alla regola o al mondo per scoperta; SCHELETRO http://www.bbc.co.uk/science/humanbody/body/index_interactivebody.shtml

2) chiudere la lezione con lo stesso esercizio flash (o uno analogo) come verifica finale; ve ne sono di semplici e difficili;

3) lo stesso esercizio flash (per esempio una carta geografica o un problema interattivo) può essere copiato con il comando cattura e riutilizzato in altri momenti della lezione; http://freezeray.com/index.html

4) aprire la lezione con il foglio vuoto per (sono tutte attività da collocare in qualsiasi momento della lezione)

·         costruire percorsi (naturalmente dopo aver preparato una base di file organizzati in cartelle e di collegamenti a siti)

·         raccogliere opinioni (a partire dal brainstorming)

·         costruire mappe mentali e concettuali (anche a mano libera e senza software per mappe)

·         vedere video o simulazioni (e provarle, e riprovarle) CORPO UMANO http://www.innerbody.com/htm/body.html

5) partire da una propria presentazione per discuterla, evidenziarla, modificarla;

6) partire da un testo o un file “stimolo” (non è riservato alle materie umanistiche, anzi è più efficace in quelle scientifiche o laboratoriali);

7) utilizzare il software di presentazione della LIM per aggregare risorse che man mano si affacciano sullo schermo o che si raccolgono nell’esperienza didattica (visite d’istruzione, esperimenti in laboratorio);

8) utilizzare il software di presentazione della LIM in attività di documentazione e catalogazione (lessici, raccolte di esempi, regole) o di memo (per esempio a fine di lezione o di un ciclo di lezioni);

9) proporre (e chiedere anche la restituzione) una ricerca strutturata in internet tipo webquest per fasi (Introduzione, compito, procedimento, valutazione, conclusione) e per gruppi di lavoro;

10) proporre un esercizio scritto (matematica) o una frase (italiano) replicabile per ogni alunno e valutabile individualmente;

11) scansionare prove già realizzate (anche in altri anni scolastici) con errori significativi per analizzarli (sottolineando, evidenziando, cerchiando) di fronte a tutta la classe;

12) navigare per siti significativi sul web per:

    - catturare testi, immagini, notizie

    - surfare, semplicemente facendo un percorso in internet

    - simulare attraverso l’impiego di risorse interattive o di video in internet

 

Esempi per tipologia di risorsa

a)   L’esperimento o la simulazione a schermo

(rapporto con l’esperimento o la simulazione vera)

        http://www.alz.org/alzheimers_disease_4719.asp

http://www.france.learningtogether.net/intro.html

http://archimedes.infm.it/energia2

http://nobelprize.org/educational/all_productions.html

b)   La visita di studio (come preparazione e come racconto, mercato, museo virtuale, ecc.) http://mv.vatican.va/2_IT/pages/MV_Visite.html

        http://www.geffrye-museum.org.uk/learning/walk-through-a-victorian-house/walk-through/

c)   La scoperta (Brainstorming, utilizzo di Learning Object, Wikipedia, giochi in Flash, visita ad un sito, ecc.)

IL COMPASSO DI BRUNELLESCHI http://brunelleschi.imss.fi.it/esplora/compasso/indice.html

Legge dinamica (LO)

Vulcani

http://www.youtube.com/user/MissCinghi#p/a/u/1/PP6CZhOkMaI

d)   La verifica (restituzione orale in classe, lavoro di gruppo di costruzione del percorso, “traduzione” e consegna in pdf del compito richiesto, ecc.) 

e)   Il problem solving (analisi, problemi, simulazioni, webquest, ecc.)

Galileo

http://puntoeduri.indire.it/digiscuola/offerta_lo/lo/99

Cartella Matematica Immagini

f)    La relazione (scoperta e rappresentazione del sé) www.dabbleboard.com

g)   Il percorso o l’ambientazione (ricostruire un’epoca, un autore, un viaggio)

http://knol.google.com/k

http://knol.google.com/k/daniele-barca/il-futuro-della-scuola-digitale/1agb2umxw3j71/8#

h)   l’organizzazione (ordinare idee, mappe concettuali e mentali, linee del tempo, ecc.) http://bubbl.us

i)     la produzione e la modifica (realizzare o manipolare video, audio, immagini, disegni) http://www.aviaryeducation.com

 

 


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Massimo Bosetti,
20 dic 2010, 01:32
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