Il ruolo della Comunità Pagana in relazione ai Praticanti Solitari

Il ruolo della Comunità Pagana in relazione ai Praticanti Solitari (The Role of the Pagan Community With Regard to Solitaries)


Articolo di Grey Cat


Nei primi tempi... i solitari sono generalmente esistiti semplicemente perché non erano in grado di trovare un gruppo - qualsiasi gruppo – nel raggio di duecento miglia per studiare assieme. Attualmente esiste un certo numero di motivi per cui le persone indicano sé stesse come "solitari" ma soltanto occasionalmente si riferiscono al motivo originario.
Ci sono sempre state persone che hanno realmente praticato la loro religione in una condizione di assoluta segretezza e mai con altri. Se da un lato questa è legittimamente definita 'religione', d’altro canto i credenti della maggior parte delle religioni praticano sì la loro fede in maniera rigorosamente personale, ma volentieri si riuniscono anche in gruppo.

Una delle maniere più distruttive in cui si possa formare un solitario è quando un nuovo arrivato cade nelle mani di un gruppo o di un leader negativi.
Prima o poi la maggior parte delle persone realizzano quello che hanno avuto e la ferita di questa presa di coscienza distrugge la loro immagine idealistica che i principianti hanno di quello che dovrebbe essere un gruppo. Questo può renderli estremamente diffidenti nei confronti di qualsiasi altro gruppo. Alcuni che provano questo tipo di esperienza fanno ritorno alla religione tradizionale della loro famiglia, altri ricercano percorsi ancor più esoterici, altri ancora abbandonano la religione e certuni si muovono ai margini delle attività pagane timorosi di aderire ad alcunché se non in ambito limitato e sempre molto sospettosi.
In certe occasioni non è effettivamente il caso di un gruppo o di un individuo negativi ma si tratta di difficoltà di adattamento – e purtroppo l’infelicità che ne deriva può essere difficile da sopportare.

Altre persone non sono disposte ad accettarsi in un gruppo per ragioni più o meno valide: alcuni non possono far fronte al dare e ricevere richiesto dei membri di un gruppo, altri temono semplicemente i gruppi, ed altri ancora non sono in grado di accettare che potrebbero trarre beneficio dal giusto gruppo. Qualcuno ha realmente troppe cose da fare per dedicare il tempo dovuto alla religione salvo che le loro doveri individuali. Qualcuno è assolutamente pigro e partecipa soltanto molto marginalmente, in modo che sia meno probabile che sia loro chiesto di fare qualche cosa. E, naturalmente, ci sono sempre quei pochi che veramente 'non sanno giocare in squadra’ e perfino la tollerante comunità pagana mal li sopporta vederli gironzolare intorno.

Tutta questa spiegazione serve semplicemente a ricordare che "solitario" non è un'indicazione particolarmente utile poichè la tipologia che ricade sotto di essa è¨ estremamente varia. Naturalmente, ritornando ai primi tempi, i solitari non erano qualcosa che costituisse argomento di discussione. Erano troppo distanti da noi per essere in qualche modo qualcosa di cui occuparci. Però, con la rapida evoluzione delle comunicazioni e la possibilità di creare una comunità in Internet, e con il rapido incremento dei numeri, ci troviamo ora nella posizione di avere bisogno di determinare SE i solitari siano o meno parte della nostra Comunità, ed in caso affermativo, come ricomprenderli? Ricordiamoci , comunque, che i solitari lo sono per propria scelta. Un aspetto di quella scelta è che non sono rappresentati da alcuno e che difficilmente fanno sentire la propria voce. Naturalmente, nessuno può esprimere un voto, ma i gruppi avranno sempre maggior effetto di quanto possano fare i singoli individui.

Per gli scopi di questo articolo, io definisco la “Comunità Pagana" come quegli individui e gruppi che considerano sé stessi una parte di essa. Un singolo o un gruppo fanno parte e sostengono la Comunità quando esso/essi contribuiscono con denaro, il lavoro o altri sforzi per aggregare la gente e/o fornire i servizi di cui c’è bisogno o che sono desiderati.

Esiste però un aspetto per il quale penso che potremmo leggermente modificare la nostra definizione e riconoscere che ci sono "solitari" e "persone attualmente senza affiliazione", il che sembrerebbe la stessa cosa a prima vista, ma che in effetti si rivela una distinzione piuttosto sostanziale.
Le "persone attualmente senza affiliazione" sono quelle che ancora stanno ricercando un gruppo di cui far parte ma che per convinzione non siano solitari. Questo includerebbe la gente che per la prima volta si avvicina al Paganesimo così come le persone che si sono trasferite da poco in un nuovo posto e coloro i quali si sono resi conto che, qualsiasi percorso stessero seguendo, questo non andava bene per loro, ed ora si stanno guardando intorno. Gli "attualmente senza affiliazione" non hanno concettualmente alcun problema con i gruppi: semplicemente non sono al momento pronti ad unirsi con quelli che in quel momento conoscono o con cui hanno a che fare.
Essi sono raramente parte di un problema perché essi hanno una certa idea di cosa stanno cercando e generalmente il loro lavoro si svolge in armonia con la Comunità ed esiste una certa collaborazione nella creazione della Comunità perché quando trovano un gruppo che sembra giusto per loro,essi desiderano che il gruppo stesso li voglia favorevolmente accogliere.

Possiamo poi raggruppare ulteriormente le grandi categorie dei solitari di cui dobbiamo occuparsi benché questo non sarà certamente cosa gradita a loro tutti.
"L’orso che cammina da solo" - una persona la cui religione è così personale e segreta che non ne può nemmeno parlare, molto meno di quanto la regola non valga per altri - partecipa esclusivamente agli aspetti sociali della Comunità Pagana. Non c’è assolutamente nulla di male in questo, ma esso riduce notevolmente il tempo e la considerazione che siamo comunque obbligati a dar loro. Ad eventi più o meno pubblici (presumendo che interagiscano bene con gli altri) loro dovrebbero essere benvenuti come chiunque altro.

C’è poi quello che definisco come "l’orfano solitario" e c’è pochissimo che possiamo per lui. Dunque, se qualcuno che pratica (per esempio) alla maniera finnica invita la Comunità al proprio rituale, a condizione che tutto sia perfettamente programmato, mi viene il dubbio che andranno in eterno alla ricerca di un gruppo cooperativo. Nella maggior parte delle Comunità Pagane, i rituali pubblici o aperti sono celebrati in una forma ragionevolmente generica proprio per evitare di offendere qualcuno. Tuttavia, ho visto spesso che la maggior parte della Comunità gode veramente nello scoprire come gli altri facciano le cose - penso che faccia parte dell'attrazione dei rituali aperti.

I solitari troppo indaffarati non possono essere realmente aiutati (anche se, opportunamente, organizzare l’assistenza ai bambini per tutti i genitori di marmocchi è un vantaggio reale) ma sono benvenuti quando riescono a trovare una o due ore. Quando riescono a realizzare quello in cui sono concentrati, essi possono generosamente portare quella energia e determinazione al servizio della Comunità.

Le persone timide e/o impaurite possono essere ragionevolmente difficili da aiutare. Penso che la cosa più positiva che possiamo realmente fare sia di concentrare l’energia per migliorare la qualità dello spazio protetto dei nostri eventi: protezione non solo da effettiva violenza, ma anche da molestie, derisioni, insulti e scherno. Per fare questo dobbiamo in primo luogo prendere in considerazione come sviluppare un’atmosfera che incoraggi alcune abitudini e che scoraggi attivamente le persone che non sanno attenersi ad alcune regole di base. La sicurezza richiede che l’assistenza ai bambini dovrebbe essere fornita sempre da due adulti che non hanno strette relazioni fra loro - mai uno solo - per la protezione degli adulti stessi, oltre che quella per i bambini. Quelli che ospitano le attività devono essere sicuri che sono facilmente a disposizione e pronti ad assumersi le proprie responsabilità per tutti i reclami, e nella maggior parte dei casi l’eventuale trasgressore deve essere chiaramente informato che quel tale comportamento non sarà tollerato. Ai rituali aperti o pubblici, i livelli di energia devono essere controllati con attenzione così come i comportamenti delle persone e i più esperti dovrebbe fare attenzione che i principianti scarichino a terra i residui d’energia alla conclusione del rituale stesso.
Le nostre responsabilità cessano nel momento in cui riusciamo ad offrire ai nostri ospiti un posto sicuro e confortevole per incontrarsi. Le loro paure e/o timidezza sono cosa loro e il loro rimedio non è compito nostro.

Non c’è praticamente nulla che possa esser fatto per i pigri eccetto che tentare di non lasciarli andare con la loro indolenza. Un punto fermo è dar loro dei lavori da fare ed assicurarsi che li facciano realmente. Altrimenti, dite loro che ci sarà da contribuire con una piccola quota in modo da poter pagare qualcuno per il lavoro che avrebbero dovuto far loro. La gente pigra è raramente un qualcosa in più utile a qualsiasi Comunità e dubito di che li perderemo perché li cercano altrove.

Il "danneggiato solitario" è la persona che volta faceva parte di un gruppo, ma qualcosa non è andato per il verso giusto; è spesso il più caratteristico della comunità dei solitari. Possono ancora provare a costruire il mondo perfetto che avevano immaginato prima di entrare a far parte del loro primo gruppo, e voi potreste capire che nulla di quello che viene fatto per favorirli può soddisfarli. Non suggerisco di piegarci a loro per renderli felici. Siamo tutti spiacenti che abbiano dovuto subire un’esperienza dolorosa, ma non l’abbiamo causata noi, e non siamo responsabili della loro guarigione; e neppure penso che dovremmo lasciare che il nostro stesso gruppo si trasformi in una specie di gruppo da sogno per soddisfarli. In effetti, se domandiamo in giro ai vari gruppi, nella Comunità abbiamo buone probabilità di scoprire che un buon numero di membri e delle guide è passato attraverso l’esperienza di dover affrontare una simile situazione; li hanno lasciati andare e questi solitari hanno poi trovato un nuovo gruppo che meglio soddisfaceva le loro necessità o hanno addirittura organizzato il loro proprio gruppo. Possiamo provare simpatia per i “danneggiati solitari", ma non dobbiamo credere di dover loro qualcosa. Infatti, l'unica maniera affinchè loro recuperino un valore dalla loro esperienza è che loro la capiscano, la accettino e vadano oltre. Il loro lavoro è semplicemente quello.

I miei allievi vi confermeranno che passo molto tempo cercando di aiutarli a capire che essere iniziati alla Wicca - o assumere una qualsiasi posizione di guida o di riferimento nella Comunità Pagana - comporta accettare grandissime responsabilità. Comunque, trovo sempre qualche minuto per suggerire che forse è una buona idea essere anche assolutamente sicuri che è la vostra responsabilità. Noi dobbiamo prenderci la responsabilità delle nostre proprie azioni.
Se noi accettiamo allievi, dobbiamo accettare la responsabilità di insegnar loro il meglio delle nostre conoscenze e del nostro sapere e trovare altri insegnanti per insegnar loro tutto quello che non siamo in grado di insegnare. Non siamo, tuttavia, tenuti ad accettare responsabilità per l’aspetto sentimentale delle loro vite, per la loro stabilità economica o per le loro faccende di casa.

Se conduciamo il rituale, dobbiamo accettare la responsabilità di tutto quello che ci sta intorno ad esso: prima, durante e dopo. Non dobbiamo però accettare responsabilità dell’intera Comunità Pagana - non la controlliamo e quindi non possiamo essere responsabili per essa. Nessuno di noi ha una qualsiasi forma di controllo su chi si presenta come una specie di grande guru pagano e quindi non abbiamo responsabilità delle azioni di quel guru. Tuttavia, come persone che desiderano rendere la Comunità sempre migliore, è ragionevole cercare di offrire, a chi ha subito danno, le occasioni per imparare che nella nostra Comunità ci sono buoni gruppi e gente positiva. Però la loro sofferenza è cosa loro. Non pensate di prendervi la responsabilità di ciò che non è affar vostro.

Probabilmente starete facendo mente locale per domandarmi a cosa o chi mi riferisco quando dico "noi" e "voi". Descrivere o cercare di identificare il riferimento principale di una Comunità Pagana per una determinata area geografica non è una cosa facile. E l’indicazione "riferimento principale" comporta una lunga serie di considerazioni da fare.Molta gente interpreta questo col significato che ci sono persone che possono dire agli altri della Comunità cosa debbono fare. Un membro della Comunità Pagana che avesse questa convinzione dimostrerebbe una totale mancanza di esperienza o scarso spirito di osservazione. La mia definizione delle “guide” nella Comunità Pagana è semplice: sono persone che svolgono il lavoro. Alcune di loro sono "sacerdoti/esse": quelli che insegnano, quelli che propongono o conducono il rituale, guide di singoli gruppi, persone i cui consigli vengono richiesti ed ascoltati, ecc. Altri non sono sacerdoti/esse, ma conducono rituali aperti in maniera regolare, o fanno parte di quel ristretto elenco di persone che organizzano festival o un Pagan Pride Day.Talvolta i proprietari di negozi “esoterici” sono anche loro “guide”: se ospitano convegni, seminari ed altri eventi specificamente dedicati alla Comunità Pagana, sono punti di riferimento.
Saltuariamente uno o più “leader” sono solitari – insomma, la domanda è: "chi fa il lavoro"?

Le “guide" da/in una Comunità Pagana possono o non possono "rappresentare" (per una votazione o per prendere parola in pubblico) il loro gruppo: questo dipende dalla struttura del gruppo stesso ed è affare che non riguarda nessun altro. Nessun leader da una Comunità Pagana sarà mai autorizzato a rappresentare genericamente "tutti i Pagani". I Pagani non sarebbero mai abbastanza d’accordo per questo. Tuttavia, nel passato abbiamo autorizzato singoli o gruppi per rappresentarci per un'occasione o uno scopo particolari. Il consiglio del Covenant of the Goddess, con i coordinatori del Circle Sanctuary e pochi altri Pagani hanno svolto un lavoro egregio rappresentando tutti noi al World Congress of Religions tenuto a Chicago nel 1992 (in realtà il Parliament of the World's Religions si tenne Chicago nel 1993 – ndt). E le critiche che ho sentito nei loro confronti sono state molto minori di quanto mi aspettassi.

Uso la frase "guide dalla Comunità Pagana" per cercare di enfatizzare il fatto che non dirigono la Comunità nell'insieme. Questo non può essere fatto e compatisco di cuore chiunque abbia cercato di farlo (anche per un quarto d’ora). Loro non sono portavoce "della" Comunità dei Pagani. Certamente non sono guide "per" la Comunità dei Pagani – e qui c’è come un suggerimento "imposto dall’alto", ed a meno che una qualche divinità non si prenda cura di intervenire, non c’è nulla che possa essere imposto dall’alto. I consessi fra queste persone non hanno alcun valore di legge o persino le loro decisioni possono essere messe in discussione. Quello che possono fare è discutere le situazioni e/o i problemi, e le soluzioni possibili per risolverli. Possono tenere gli altri al corrente dei possibili problemi. Possono sviluppare un’utile, se non proficua, atmosfera di fiducia nel gruppo con il risultato di rendere il lavoro di tutti più facile. Questi congressi non possono far scaturire regole per la Comunità o per i membri di essa. Esiste comunque la possibilità di suggerire soluzioni e permettere poi ai singoli ed ai gruppi che compongono la Comunità di accettare quelle conclusioni o meno.

Nessuna Comunità Pagana sarà mai unita eccetto qualche singolo sporadico caso. L’anarchia è insita nel panorama generale dei Pagani e questo ci rassicura grandemente che non dobbiamo assolutamente preoccuparci dei "papi". Ma POSSIAMO unirci, per un giorno o per una settimana, per indirizzare le nostre forze ad uno scopo specifico.

Come Comunità, noi non dobbiamo nulla ai solitari in particolare, nulla di più di quanto noi sentiamo di "dovere" alla Comunità nel suo insieme. Sono sicura che ci sono molti motivi per cui i singoli individui lavorano per sviluppare la Comunità Pagana.
Fortunatamente nella maggior parte dei casi i motivi personali non sono in questione – ciò che è importante è che ci sia gente che fa questo lavoro. E non è soltanto duro lavoro; talvolta pone questo o quelll'individuo sotto i riflettori che occasionalmente prendono la forma di un bersaglio sulla schiena. Come un vero gruppo, noi dobbiamo sviluppare reciproco aiuto ed assistenza. Fra i benefici di questa atmosfera c’è il fatto che questo renderà molto più difficile che una mela guasta possa tranquillamente rovinare i membri della Comunità.


Grey Cat


Pubblicato su http://www.witchvox.com/words/words_2004/e_solitaries.html/

Grey Cat è autrice di Deepening Witchcraft; Advancing Skills and Knowledge, ECW Press, 2002 e fondatrice della Tradizione del Vento del Nord “NorthWind Tradition of American Witchcraft”.
Siti web:
http://www.greycat.cc
http://www.deepeningwitchcraft.com
Grey Cat's Journal

Traduzione di ddrwydd Giampaolo
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