Il Parapendio

Cenni storici

La storia del parapendio, come quella del volo umano in genere, comincia con le prime intuizioni di Leonardo Da Vinci, nel XV e XVI secolo. Le ali disegnate da Leonardo presentavano già molte delle caratteristiche (profilo curvo, bordo d'attacco spesso e d'uscita fino, costruzione in centine e longheroni) che poi avrebbero segnato tutte le costruzioni aeronautiche.

Generalmente, l'anno di nascita del parapendio viene fissato nel 1985, la sua patria è la Francia, anche se, nella realtà, la sua evoluzione comincia con le ricerche svolte da Francis Rogallo per la NASA negli anni '60.Nel 1948 Langley Francis Rogallo e sua moglie Gertrude svilupparono un'ala a delta adatta per planare a basse velocità.

Questo progetto, sviluppato presso i laboratori della NACA (la vecchia sigla che designava la NASA, quando ancora il termine "Space" non aveva un senso preciso) fu brevettato dai Rogallo nel 1951.

In seguito, nel 1958, la NASA riprese il progetto dei Rogallo nel tentativo di fornire un'ala governabile alle capsule Gemini, Mercury e poi Apollo per agevolarne il rientro.

Questi studi, sebbene non approdando alla realizzazione del  sistema di rientro per le capsule spaziali, portarono alla realizzazione di una moltitudine di significativi prototipi di ali flessibili, tra cui il moderno paracadute.

Negli anni '60 due ditte costruttrici di paracadute, la Pioneer Aerospace e la Irvin Industries ottennero la licenza dalla NASA per produrre paracadute plananti.

Nel 1965 la squadra di paracadutismo di precisione dell'U.S. Army utilizzò questo nuovo tipo di ala, dimostrandone le possibilità.

Trent'anni dopo la chiusura del progetto Apollo, la NASA progettò di utilizzare il paracadute planante per l'X-38, un veicolo progettato per scendere planando senza motore dalle stazioni spaziali orbitanti, (come lo Space Shuttle), e quindi utilizzare un'ala flessibile (un paracadute direzionabile) per l'atterraggio finale.

Esperimenti condotti presso la base di Edwards negli ultimi anni '90 hanno dimostrato le possibilità del progetto.  

 

Il Parapendio Sportivo

Il parapendio sportivo come lo conoisciamo oggi, comincia però nel 1965 con la messa a punto della Sailwing da parte di Dave Barish: di fatto un paracadute a bassissima efficienza in grado solo di planare lungo pendi. Egli chiamò questa nuova disciplina slope soaring (volo di pendio). Numerosi alpinisti cominciarono ad interessarsi a questa pratica, vedendovi un modo rapido ed efficace di planare dopo un'ascensione.

Nel 1978, tre paracadutisti francesi (Jean Claude Bétemps, Gérard Bosson e André Bohn) decollarono con i paracadute rettangolari dal monte Pertuiset, presso Mieussy in Alta Savoia (F). Furono solo i primi di molti paracadutisti che cominciavano ad interessarsi al volo di pendio.

Solo nel 1985 venne messo a punto da Laurent de Kalbermatten il Randonneuse: il primo parapendio concepito specificamente per il volo. Era un mezzo più efficiente, più facile da gonfiare e dalle maggiori prestazioni dei paracadute di allora. Nello stesso anno la FAI - Federazione Aeronautica Internazionale riconosceva il parapendio come velivolo, ma si era ben lontani dalle prestazioni e dalla sicurezza delle vele attuali; il parapendio allora più performante aveva un'efficienza di 1/3,2; il ché, in parole povere, significa che la vela scendeva di un metro per ogni 3,2 percorsi in orizzontale.

Da allora ad oggi, in soli 27 anni, il parapendio ha avuto continue evoluzioni (efficienza di 1/9-12) tanto come materiali utilizzati che come tecniche di costruzione, divenendo un sport a se stante e con statistiche di incidenti in continuo calo, e questo anche a seguito della diffusione di scuole con istruttori esperti autorizzate dalla FIVL.

La Federazione Italiana Volo Libero (FIVL) - Ente federato all’Aero Club d'Italia ed al CONI è una federazione sportiva il cui fine è promuovere la pratica del volo libero senza motore e coordinarne l'attività agonistica in Italia. Gli associati sono raccolti sul territorio italiano, in sodalizi sportivi locali, che a loro volta sono associati alla Federazione.

Per praticare il parapendio (ed associarsi ad un club) è necessario acquisire il brevetto di pilota attraverso un esame teorico e pratico gestito dall’ Aero Club d'Italia e disporre di specifica assicurazione RC. Il brevetto è soggetto a periodico rinnovo e si può conseguire esclusivamente frequentando con successo un corso gestito da scuola autorizzata dalla FIVL


La tecnica

Il parapendio e' un paracadute a profilo alare, progettato per decollare utilizzando la spinta delle gambe del pilota, e per volare utilizzando soltanto l'energia del vento, e quella della gravità.

Fondamentalmente un parapendio è costituito da tre parti:

 (i) la vela, costituita da due superfici di un particolare tessuto in nylon resistente, leggero ed antistrappo, disposte parallelamente e tenute insieme da un certo numero di membrane verticali dette centine. Essa è realizzata in modo da riempirsi d'aria durante le fasi iniziali del decollo, gonfiandosi e trasformandosi in un'ala simile a quella di un aereo.

 (ii) alla vela sono attaccati i cordini, composti di materiale robustissimo ed inestensibile (Kevlar, Dynema etc.) e che può sostenere carichi fino ad oltre una tonnellata.

 (iii) l'imbrago o sella - che ospita il pilota - che viene agganciato al fascio funicolare mediante due moschettoni.

 Il parapendio, in aria calma plana dolcemente, con un tasso di caduta vicino al metro al secondo che ne favorisce un avanzamento orizzontale compreso fra gli 8 e i 12 metri al secondo. Eppure gestito da mani esperte può veleggiare nelle ascendenze per molte ore coprendo spesso distanze superiori ai 100 chilometri.

Questo risultato è possibile in virtù di due tipi di ascendenza: quella termica e quella del pendio.

La prima è detta del riscaldamento del suolo che eccita l'aria circostante e ne provoca un innalzamento verticale; la seconda si può definire come la dinamica del pendio, generata da un vento meteorologico o da brezze di valle che risalendo i pendii sopravvento provocano un innalzamento dell’aria e perciò anche del velivolo.