Home page‎ > ‎

Proposta reclutamento

20 Agosto 2013

Si riporta qui di seguito la proposta di reclutamento redatta da alcuni coordinatori dell'associazione 'La Voce dei Giusti'. Nel riconoscere la validità di tale documento, l'Associazione ritiene che tale soluzione costituisca probabilmente la chiave per risolvere il problema non solo dei precari che operano alle dipendenze del MIUR, ma che l'adozione di un sistema simile possa portare alla soluzione del problema dei precari che operano alle dipendenze di tutte le pubbliche amministrazioni.

Scarica File Word - PDF



PROPOSTA RECLUTAMENTO 'La Voce Dei Giusti'


Visto l’ Art 5, c. 4-quater del Dlgs. 368/2001 secondo cui Il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine  presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza […] nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i  successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a  termine”;

Visto l’art. 15, comma 6 della Legge 29 aprile 1949, n. 264 secondo cui “I lavoratori licenziati  da un'azienda per riduzione di personale hanno la precedenza nella  riassunzione presso la  medesima azienda entro un anno”;

Visto il Dlgs  368/2001 ed in particolare l’art. 1, c. 1, secondo cui è  consentita  l’apposizione  di  un  termine  [sui contratti di lavoro solo] a  fronte  di  ragioni  di  carattere  tecnico organizzativo,  sostitutivo e l’art. 36 del Dlgs. 165/01 secondo cui  Il lavoro flessibile nelle Pubbliche Amministrazioni è consentito solo a fronte di esigenze temporanee ed eccezionali”. 

Viste le centinaia di migliaia di contratti a tempo determinato stipulati annualmente dal MIUR e le migliaia di ricorsi presentati dai precari della scuola contro l’amministrazione pubblica, nonché le numerose sentenze emesse dai tribunali che hanno visto il MIUR condannato per sfruttamento del lavoro precario ed illegittima apposizione del termine;

Vista in particolare la sentenza del tribunale di Siena 699/2009 secondo cui la scadenza del termine non è nel mondo del diritto un licenziamento,  ma gli si avvicina molto nella sostanza delle cose. Se l’apposizione del termine non è sorretta da una  vicenda naturale, il fenomeno sostanziale collima con quello formale. La scadenza del termine non è altro  che un licenziamento programmato, privo di giustificazione casuale e arbitrario. Il giudice ha poi proseguito nel suo discorso spiegando che ai sensi della direttiva 70/1999 il termine “Lavoratore a tempo determinato” indica una persona con  contratto di durata determinata e il cui termine DEVE NECESSARIAMENTE ESSERE determinato da condizioni oggettive;

Vista in ogni caso la DIRETTIVA 1999/70/CE DEL CONSIGLIO del 28 giugno 1999 ed in particolare il Principio di non  discriminazione espresso nella clausola 4.1 secondo cui “Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo  indeterminato […]”;

Stabilito quindi che i docenti precari assunti dal MIUR con ripetuti contratti a tempo determinato non possono essere soggetti ad un trattamento meno favorevole di quello riservato ai lavoratori assunti dallo stesso datore di lavoro a tempo indeterminato e CHE PERTANTO AD ESSI DEVE ESSERE APPLICATA LA NORMATIVA RELATIVA AI DISPOSTI INERENTI IL DIRITTO DI PRECEDENZA NELLE ASSUNZIONI;

Vista inoltre la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, adottata nel Consiglio europeo di  Strasburgo del 9 dicembre 1989 art. 7 secondo cui “le forme di lavoro diverse dal lavoro a tempo indeterminato, come il lavoro a tempo determinato o parziale, secondo il mercato interno di ogni singolo paese, devono portare ad un miglioramento”;

Visto l’Articolo 23  Dei diritti dell'Uomo secondo cui  “Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta  dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la  disoccupazione”;  

Visto l’art. 4 comma 1 del Dlgs. 368/2001 secondo cui  “Il  termine del contratto a  tempo determinato può essere, con  il consenso del lavoratore, prorogato solo quando  la durata  iniziale del contratto sia  inferiore a  tre anni […]” e l’art. 5 c. 4bis secondo cui “[…] qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi [equivalenti a 1080 gg. di servizio] il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato”;

 

PREMESSA


Sono oltre centomila i docenti precari inseriti nelle Graduatorie Permanenti ad Esaurimento (GAE) e/o di Circolo e d’Istituto (GI) assunti annualmente dal MIUR con contratti a tempo determinato, e diverse decine di migliaia risultano essere i contenziosi aperti fra il MIUR ed i suoi dipendenti. Le numerose sentenze già emesse dai tribunali Italiani non solo attestano l’illegittimo comportamento dell’amministrazione, ma anche un disagio e malessere profondo.

L’art. 22 dei diritti inviolabili dell’uomo sancisce che “ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione […] dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità”. E’ la violazione di questo diritto, generato dall’illegittimo sfruttamento economico lavorativo che ha portato questi individui nelle aule dei tribunali e che continuerà a portarli, fino a che l’attuale sistema di reclutamento, dimostratosi negli anni del tutto inadeguato, e ormai sul punto di collassare non verrà riformato e profondamente modificato.

Al fine di ridurre i conteziosi, assicurare la continuità didattica agli alunni funzionale al buona andamento delle pubbliche amministrazioni, salvaguardare i diritti e le legittime aspettative acquisiti dai molti precari che lavorano nella scuola, nonché garantire agli insegnanti la sicurezza sociale necessaria ad una esistenza serena e dignitosa, a seguito di mesi/anni di approfondimenti giuridici e lunghe riflessioni, LVG ha elaborato un sistema equilibrato, solido ed innovativo, che basa però le proprie fondamenta sull’attuazione di diritti e principi già presenti nel nostro sistema che qui sotto ci apprestiamo con fierezza ad illustrare.


LA NOSTA PROPOSTA


La proposta LVG è basata sulla creazione di tre differenti graduatorie. Sebbene come già avviene attualmente la posizione individuale, e quindi il punteggio di ogni candidato all’interno di ognuna di esse è stabilita in base all’attenta valutazione di più fattori, quali i titoli di studio ed artistici ed i servizi[1], lo spostamento da una graduatoria ad un’altra può essere determinato SOLO ed esclusivamente sulla base del servizio maturato insegnando presso le scuole Statali[2]. Ciò premesso questo è, a nostro parere, il principio secondo cui stabilire il criterio di appartenenza ad una graduatoria e suddivisione dei docenti:

GRADUATORIA DI I FASCIA: accedono alla prima fascia tutti coloro che abbiano maturato almeno 36 mesi di servizio (equivalenti a 1080gg.) e/o in alternativa i soggetti che abbiano stipulato almeno tre contratti su cattedra annuale (ossia fino al 30 giugno e/o 31 Agosto) e posto vacante presso Scuole Statali. Poiché ai sensi del Dlgs. 368/2001 coloro che hanno maturato tale requisito hanno diritto alla stabilizzazione, i docenti inseriti in questa graduatoria hanno diritto al mantenimento in servizio, fino all’immissione in ruolo.

GRADUATORIA DI II FASCIA: accedono alla II fascia tutti i docenti che abbiano lavorato nell’anno precedente su cattedra annuale e posto vacante, e/o in alternativa, coloro che abbiano maturato almeno 180gg. di servizio presso scuole statali. I docenti inclusi in II fascia, hanno diritto di precedenza assoluta nelle assunzioni a tempo determinato ed indeterminato rispetto i docenti inclusi in III fascia.

GRADUATORIA DI III FASCIA: accedono alla III fascia tutti i soggetti in possesso di abilitazione e/o titolo valido all’insegnamento che non abbiano ancora maturato i requisiti necessari all’inclusione in I o II fascia. La III fascia può essere eventualmente suddivisa internamente in due scaglioni, il primo dei quali, con diritto di precedenza, sarà riservato ai vincitori di un eventuale concorso che l’amministrazione vorrà in futuro bandire.

FORMAZIONE INIZIALE DOCENTI: accertato che ai sensi della vigente normativa tanto i precari inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento, quanto quelli inseriti nelle Graduatorie d’Istituto[3], debbono ritenersi possessori di titoli validi all’insegnamento ed idonei allo svolgimento della professione[4], si ritengono quindi tali soggetti già in possesso di una formazione inziale. E’ tuttavia facoltà dell’amministrazione, imporre eventualmente a tali lavoratori una ulteriore formazione e/o tirocinio di prova (come già avviene per i docenti neo immessi in ruolo). L’emanazione di un qualsiasi regolamento sulla formazione iniziale può pertanto ritenersi riferito ai SOLI FUTURI LAUREATI.

SCUOLE PARITARIE: ai sensi dell’art. 33 della Costituzione, della L. 62/2000, nonché del CCNL del comparto scuola che impongono alle Scuole Paritarie un trattamento del proprio personale docente non meno favorevole a quello riservato ai soggetti che operano alle dipendenze statali, il personale docente assunto presso scuole paritarie che abbia al pari di quello che opera presso enti statali maturato non meno di 1080gg. di servizio e/o abbia stipulato non meno di tre contratti annuali su posto vacante presso una stessa scuola, ha diritto alla stabilizzazione del contratto e al riconoscimento della qualifica.



[1] Si fa notare come tutto questo può a nostro avviso rimanere del tutto immutato e/o a piacimento del legislatore essere oggetto di ulteriori modifiche.

[2] Questo servirebbe a nostro avviso anche disincentivare l’illegittima pratica adoperata dalle scuole paritarie, che reclutano personale docente sottopagandolo e/o obbligando tali lavoratori a lavorare gratis.

[3] Rif. DM 201/2000, DM 131/2007, DM 56/09, DM 64/2011, DM 53/2007, CM 20/2007.

[4] E che pertanto ai sensi della dir 36/2005 e dell’art. 33 della Costituzione essi debbano ritenersi possessori di qualifiche professionali valide all’insegnamento e quindi pienamente abilitati allo svolgimento della professione. Diversamente ai sensi dell’art. 97 della Costituzione, non sarebbe mai stato possibile per la P.A. assumere tale personale ripetutamente e per anni.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/12/proposta-reclutamento-docenti.html

Comments