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Gli eroici non abilitati salvano il mondo..... Adesso salviamo i III fascia...





Video in tre tempi, realizzato dagli esponenti dell'associazione



Premessa:


Questo video, suddiviso in tre tempi e realizzato agli esponenti dell'associazione, non vuole essere solo un racconto, ma anche un insegnamento e un appello alle forze politiche, sindacali, agli stessi insegnanti e alla gente comune, affinché non ci si arrenda alle ingiustizie che i docenti precari di III fascia sono costretti a subire.

Invitiamo ognuno a dedicare qualche minuto del proprio tempo per visionarlo, e se ne condividono i contenuti per diffonderlo e attivarsi, contro le ingiustizie denunciate.


Il video



Clicca qui per visualizzare il video (Youtube - Vimeo)

Il testo


Oggi voglio raccontarvi una storia... Si tratta di una storia vera, legata alla vita di Gandhi, che nasconde un grande insegnamento e che mi piacerebbe poterlo trasmettere.. Perché questa società tende a cancellare ciò che c'è di vero e di profondo, tende a banalizzare le cose importanti e a rendere importante tutto quello che non è, distorcendo la realtà in mille modi. Poiché ho l'impressione che solo la conoscenza abbia il potere di fermare questo processo e restituirci una visione umana e corretta delle cose, e solo partendo dalla conoscenza e dall'accettazione della realtà, si può sperare di migliorare la nostra condizione e quella di chi ci sta intorno, vorrei invitare ognuno a dedicare qualche minuto del proprio tempo per ascoltare questo racconto.

Tornato in India dopo una lunga assenza, Gandhi, già noto per le sua battaglie a favore degli indiani che vivevano nel Natal, venne in contatto con un un gruppo di contadini poverissimi.

Erano i piantatori di Indigofera, una pianta utilizzata per produrre l’indaco che vivevano nella regione indiana del Champaran. 
Queste persone, per via di una legge iniqua erano costrette a lavori massacranti e vivevano nella miseria più nera.
Giunto sul luogo, Gandhi, dopo aver constatato la condizione di estrema povertà di queste persone, si rese conto che tuttavia lo stato in cui si trovavano e la miseria in cui vivevano era frutto della loro stessa volontà di lasciarsi sfruttare e condizionare. Per queste persone era normale sottostare a leggi e ordini ingiusti.

Egli fece due cose:

    1. insieme ad un gruppo di avvocati che operavano nella regione, lavorò alla stesura di un’azione di denuncia, chiedendo ai contadini di venire presso il suo ufficio e di testimoniare, anche dinanzi agli ufficiali inglesi già presenti, in quanto lo seguivano ovunque, la loro condizione e i soprusi di cui si ritenevano oggetto. Gandhi scrisse nella sua biografia che fu un ottimo sistema, per educare le persone a non temere di affrontare e denunciare anche dinanzi ai dominatori inglesi le ingiustizie di cui erano vittima.

    2. Egli fece costruire inoltre dai suoi seguaci, una serie di scuole, in quanto, riteneva che solo modificando la mentalità di quelle persone si poteva giungere ad una soluzione efficace. Ma una volta costruite le scuole egli si rese conto di non aver nessun insegnante ‘abilitato’, a parte una sola persona. Per cui, si rivolse a chi lo seguiva, e gli chiese di diventare insegnanti. Alcune di queste persone erano del tutto analfabete, e non sapevano nemmeno leggere e scrivere, ma nessuno si tirò indietro ed esaudirono le richieste del Mahatma. 

Queste persone, uomini e donne normali, senza titoli o onori particolari, avevano per lo più convissuto a lungo con Gandhi, ne avevano assorbito lo spirito e gli insegnamenti, e compirono il miracolo.
Quando gli inglesi si resero conto che la popolazione era consapevole dei propri diritti, e che probabilmente non sarebbero più stati pronti a collaborare e lasciarsi sfruttare; pacificamente e senza alcun spargimento di sangue, accolsero le richieste di Gandhi, e le sue denunce. 
Il successo di questa operazione, diede fama a Gandhi in tutta l’India, e gli permise poi di dare la libertà al popolo indiano, senza spargimenti di sangue. Quindi non è errato affermare che il suo successo è dovuto anche ad un gruppo di persone che forse non avevano le qualifiche per fare gli insegnanti, ma ne avevano più di ogni altro lo spirito.

Tornando ai giorni nostri, abbiamo alcune decine di migliaia di docenti precari, essi pur se definiti in possesso di titoli validi all’insegnamento, idonei ecc.. Sono al contempo ingiustamente definiti non abilitati, non qualificati e addirittura privi di formazione iniziale. I loro diritti e aspettative sono violati e violata è loro dignità.

Lo stato vorrebbe, in nome di una fantomatica meritocrazia, sottoporli a percorsi a pagamento di formazione iniziale per conseguire un titolo, l’abilitazione che già hanno, e che comunque non gli permetterà di uscire dalla situazione di estrema precarietà, e tutto questo, al solo scopo di permettere alle università di arricchirsi.

La vera cultura e la formazione dovrebbero servire per elevare le persone, invece in questo caso sono usati come mezzo per schiacciare lo spirito, i diritti e la dignità delle persone. Gli insegnanti, hanno il potere di cambiare il mondo.. ma se ne uccideremo il loro spirito, se li incoraggiamo a svendersi, potranno avere tutte le conoscenze di questo mondo, ma mancheranno di quella dote essenziale che dovrebbe contraddistinguere tale categoria e che occorre a tutti a noi per sperare in una società e in un futuro migliore.

Condividiamo il pensiero di chi ritiene che la conoscenza e il sapere sono importanti, ma lo spirito di una persona e i suoi diritti lo sono di più di ogni altra cosa. Nel rassicurare ancora una volta che queste persone comunque sono titolate e qualificate, ci appelliamo a chiunque, affinché si salvaguardino il loro spirito, la loro dignità e i loro diritti.

Questo per il bene di tutti...

"Non è la letteratura né il vasto sapere che fa l'uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe che noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo?"

Gandhi